lunedì 3 ottobre 2011
La prevenzione della parodontite, trova tutti d'accordo nel riconoscere che la corretta igiene del cavo orale è la miglior cura, così come risulta esserlo per gran parte delle patologie dentali in realtà. L'incidenza in altri componenti della famiglia, dicono i dentisti di Monza, deve mettere in guardia da eventuali eredità della malattia. L'infiammazione del parodonto, che è causa della caduta dei denti, si previene con gli stessi strumenti utilizzati per la carie: pulizia dei denti dopo ogni pasto principale, uso del filo interdentale. Nella fase iniziale il dolore potrebbe essere assente, ma potrebbero esserci infiammazioni gengivali che non vanno assolutamente sottovalutate. Per quanto riguarda la terapia, la prima cosa da fare è effettuare una pulizia dei denti professionale, con asportazione meccanica del tartaro, curettage gengivale e levigatura delle radici. In secondo luogo, una volta usciti dallo studio dentistico, si deve riprendere la quotidiana pulizia dei denti. Nei casi gravi potrebbe essere necessario l'uso della chirurgia per la pulizia dei tessuti più profondi e per ridare supporto all'osso riassorbito. Gli antibiotici sono indispensabili nel caso di parodontite aggressiva: in genere sono usati amoxicillina, metronidazolo, penicillina o tetracicline. Se si ha una parodontite ulcero necrotizzante, il paziente non riesce a spazzolare i denti per il grande dolore provato. Una soluzione potrebbe essere un colluttorio con clorexidina ad alta concentrazione. Oggi è possibile intervenire anche con il laser al neodimio o a diodi che risulta efficace contro la carica batterica tessutale e non è né invasivo né doloroso. Al momento però non è del tutto risolutivo. L'intervento sulla parodontite è necessario anche per le conseguenze gravi che potrebbe avere sul cuore e sulle coronarie. Può causare infatti aterosclerosi e trombosi. Recenti studi epidemiologici ritengono che la cattiva igiene orale possa influenzare anche le condizioni polmonari.

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