giovedì 2 agosto 2018
“Sono stati due giorni di lavoro intensi e molto proficui, culminati nell’incontro con il Santo Padre”: l’AD di Eni Claudio Descalzi racconta al Corriere della Sera il summit in Vaticano sulla sostenibilità.
Claudio Descalzi, AD Eni

Eni: l'AD Claudio Descalzi in Vaticano alla conferenza su transizione energetica e sostenibilità

Esce soddisfatto dall'incontro con Papa Francesco l'AD di Eni Claudio Descalzi. "Sono stati due giorni di lavoro intensi e molto proficui, culminati nell'incontro con il Santo Padre" spiega il manager in un'intervista rilasciata al "Corriere della Sera". Chiamato in Vaticano a confrontarsi su ambiente e sostenibilità insieme ai dirigenti delle altre principali realtà del settore energetico e petrolifero, l'AD di Eni ha accolto l'invito del Santo Padre a impegnarsi sempre più fortemente nella lotta al cambiamento climatico. "È un discorso che non riguarda solo l'energia, bensì tutto il nostro modello di consumi" risponde Claudio Descalzi al quotidiano, sottolineando come per vincerla sia necessario il contributo di tutti, da chi produce energia a chi la consuma fino alla politica "che detta le regole".

Claudio Descalzi: "Per vincere la sfida del cambiamento climatico serve l'impegno di tutti"

"Condividiamo e siamo ben consapevoli di trovarci di fronte ad una sfida epocale, e dobbiamo compiere rapidamente passi concreti per accelerare il cambio di rotta" ha detto l'AD di Eni Claudio Descalzi a margine dell'incontro in Vaticano con Papa Francesco. Un percorso verso il cambiamento che si deve realizzare essenzialmente su tre fronti: "Il primo fattore è la riduzione della componente carbonica nelle nostre attività" spiega l'AD al "Corriere della Sera" specificando che in questa prospettiva sono indispensabili "un sempre maggiore utilizzo delle nuove tecnologie, della digitalizzazione" e un incremento dei processi di trasformazione dell'energia. Il secondo è l'implementazione di un modello di sviluppo diverso: "Meno consumi e più economia circolare, cioè riciclo dei rifiuti, sia urbani sia industriali, un campo dove, come Eni, siamo molto impegnati". Infine è necessario continuare a garantire l'accesso all'energia sapendo che i fabbisogni del mondo non sono distribuiti in modo uniforme: come ha detto Papa Francesco oggi nel mondo più di un miliardo di persone che non ha accesso all'energia, in particolare in Africa e in Asia. "Dare energia a questi Paesi, diversificando le fonti, vuol dire rimuovere la povertà e dare loro sviluppo e benessere" ha evidenziato Claudio Descalzi: solo in Africa il gruppo ha già investito più di due miliardi di euro per portare energia in 15 Paesi, tra cui Algeria, Libia, Egitto, Ghana, Tunisia, Angola.

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