venerdì 26 ottobre 2018
41-bis, i detenuti possono cucinare in cella: le ragioni della modifica alla norma sono contenute nella sentenza redatta dal giudice Nicolò Zanon, in Corte Costituzionale dal 2014.
Nicolò Zanon

41-bis, stop a divieto di cucinare in carcere: relatore della sentenza il giudice Nicolò Zanon

La Corte costituzionale ha sancito l'illegittimità della norma che vieta di cuocere cibi ai detenuti in regime di carcere duro. Nicolò Zanon è relatore della sentenza che modifica l'art. 41-bis e concede a chi vi è sottoposto di "conservare la possibilità di accedere a piccoli gesti di normalità quotidiana, tanto più preziosi in quanto costituenti gli ultimi residui in cui può espandersi la sua libertà individuale". La misura restrittiva, contenuta nel comma 2-quarter, era stata introdotta nel 2009 per contrastare l'eventuale crescita di "potere" e prestigio criminale del detenuto all'interno della struttura penitenziaria, misurata anche in base alla disponibilità di generi alimentari cosiddetti "di lusso". D'altronde, come osserva anche la sentenza redatta dal giudice Nicolò Zanon, è "la stessa ordinaria applicazione delle regole di disciplina specificamente previste a rendere pressoché impossibile qualunque abusiva posizione di privilegio o di potere all'interno del carcere collegata alla cottura del cibo".

Nicolò Zanon: il ritratto formativo e professionale

Giurista e docente italiano, Nicolò Zanon nasce a Torino nel 1961. Ordinario di Diritto costituzionale presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Milano, opera attualmente anche come Giudice della Corte costituzionale su nomina del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano (18 ottobre 2014). In ambito accademico è conosciuto anche all'estero: annovera esperienze formative e professionali in Germania (Università di Bayreuth) e in Francia (Aix-en-Provence). Nel corso della sua carriera ha ricoperto incarichi di docenza in diversi atenei italiani: presso le Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Padova, di Giurisprudenza dell'Università di Milano-Bicocca, di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Milano. Parallelamente svolge anche attività di ricerca: numerose le pubblicazioni relative a temi di diritto costituzionale, regionale, tutela dei diritti fondamentali nell'ordinamento italiano e in quelli stranieri. Altre vertono sulla libertà di mandato del parlamentare. In ambito istituzionale Nicolò Zanon è stato componente laico del Consiglio Superiore della Magistratura (2010-2014) e nel 2013 è stato chiamato a operare nella Commissione dei cd. "saggi" per la revisione della parte seconda della Costituzione. Già membro del comitato di redazione della rivista "Ideazione" e del comitato scientifico della rivista "Giurisprudenza costituzionale", il docente ha fatto parte del comitato scientifico della rivista "Percorsi costituzionali" e della direzione della rivista "Quaderni Costituzionali": oltre a collaborare con testate autorevoli tra cui "Il Sole 24 Ore" e "Il Giornale", ha pubblicato articoli su riviste giuridiche italiane e straniere.

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