venerdì 11 gennaio 2019
Claudio Machetti sull’importanza dei Weather Derivates: “Si pensi per esempio a un’azienda vinicola e a come una stagione estremamente severa possa far bruciare tutto il raccolto”

Claudio Machetti

Clima e imprese: l'importanza dei Weather Derivates secondo Claudio Machetti

Secondo un'indagine condotta da DNV GL con l'istituto di ricerca GfK, quattro aziende italiane su dieci ammettono che il clima ha effetti sul business, ma sono davvero poche quelle che decidono di tutelarsi. Enel ha già deciso di puntare sui Weather Derivates: lo ha confermato durante un'intervista a Milano Finanza Claudio Machetti, Responsabile della Global Trading Business Line del Gruppo. Le coperture sulle condizioni meteorologiche influenzano la produzione di energia e non solo, per questo Enel si è attivata da tempo per sfruttare le potenzialità legate ai Weather Derivates, ancora oggi poco utilizzate. A parità di funzionamento, i derivati climatici si differenziano da quelli finanziari tradizionali in quanto non stabilizzano i risultati di un'azienda sulla base dei tassi di cambio, d'interesse o dei prezzi delle materie prime, ma su elementi naturali come il vento, la pioggia e la neve. Vengono trattati da listini specializzati come il CME (Chicago Mercantile Exchange). Dei 15 miliardi di dollari movimentati ogni anno, solo 3 miliardi riguardano aziende europee. Secondo Claudio Machetti, il target potenziale è comunque amplissimo: "Si pensi per esempio a un'azienda vinicola e a come una stagione estremamente severa possa far bruciare tutto il raccolto, agli impianti sciistici e a cosa succede quando non nevica per diverse settimane, o piove costantemente, e anche a uno stabilimento balneare e a quanto possa fare la differenza una stagione di pieno sole rispetto a una di pioggia costante".

Derivati climatici: Claudio Machetti commenta i progetti di Enel

"Abbiamo maturato nel tempo expertise notevoli nella gestione di queste esposizioni all'interno di un portafoglio sempre più diversificato e integrato, ma è solo da due anni che lo sviluppo dei derivati climatici ci ha permesso di iniziare ad estendere queste pratiche di hedging maturate in ambito commodities per mitigare gli effetti della volatilità degli elementi metereologici sui nostri margini attesi", ha spiegato Claudio Machetti. "Abbiamo iniziato con gli impatti che la temperatura ha sui consumi dei nostri clienti, per poi passare a studiare le necessità della generazione rinnovabile che, per definizione, è la più esposta all'andamento delle variabili climatiche". Il Responsabile della Global Trading Business Line di Enel ha spiegato che sono in fase di studio nuovi strumenti avanzati per le previsioni climatiche. Enel si è aggiudicata i fondi europei in ambito "Horizon 2020", grazie alla collaborazione con realtà accademiche e meteorologiche d'importanza nazionale e internazionale. Claudio Machetti ha dichiarato che il Gruppo guarda soprattutto agli Stati Uniti e al Sudamerica, con particolare attenzione per il Cile e per lo sviluppo di prodotti di hedging per gli impianti di produzione esposti al rischio di siccità, per un successivo deployment a livello globale.

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