martedì 5 febbraio 2019
Eni sigla l’accordo con Adnoc Refining e ottiene il 20% delle quote. L’Amministratore Delegato Claudio Descalzi, estremamente soddisfatto per l’operazione, sottolinea l’apporto tecnologico di qualità che ne conseguirà.

Eni sigla un importante accordo con Adnoc Refining ad Abu Dhabi. Al termine di una competizione di due anni, la multinazionale guidata da Claudio Descalzi viene selezionata tra le 20 partecipanti e acquisisce il 20% delle quote. Si prevedono miglioramenti tecnologici e maggior capacità di raffinazione.
Claudio Descalzi

Accordo Eni - Adnoc Refining, Claudio Descalzi soddisfatto


Un'operazione rilevante, probabilmente la più importante mai portata a termine nel territorio degli Emirati Arabi Uniti da un investitore straniero attivo nel settore dell'energia. Eni ha siglato un accordo con Adnoc Refining per l'acquisizione del 20% delle quote della compagnia petrolifera di Abu Dhabi. Continua così l'affermazione nella zona del Golfo Persico, uno dei mercati più ricchi e promettenti del settore petrolchimico. Claudio Descalzi ha commentato l'accordo, esprimendo la propria soddisfazione: "Essere stati selezionati e aver vinto, soprattutto per l'apporto tecnologico che saremo chiamati a fornire, è una grandissima soddisfazione". La competizione, infatti, durava da due anni ed Eni ha scalzato le altre 20 società partecipanti, affermando così l'eccellenza italiana all'estero.

Claudio Descalzi guida Eni verso importanti miglioramenti

L'accordo tra Eni e Adnoc Refining rappresenta un vero e proprio salto di qualità per l'azienda guidata da Claudio Descalzi. L'AD riferisce che la conseguenza primaria è lo straordinario miglioramento nella capacità di raffinazione, che aumenterà del 35%. Eni sarà, così, in grado di fornire un grosso apporto a livello tecnologico e riuscirà ad essere più efficiente rispetto a un mercato sempre più "volatile". In particolare, Claudio Descalzi si sofferma sui numeri relativi all'operazione: "Non appena sarà finito il primo sviluppo degli impianti di Adnoc, portando la produzione a 1,1 milioni di barili al giorno, avremo un break even pari a circa 1,5 dollari al barile, un risultato buonissimo che assicura una resistenza intrinseca a tutto il nostro comparto di raffinazione e controbilancia la nostra posizione nella produzione di idrocarburi, che è molto grossa e molto importante ma è legata all'andamento del prezzo del petrolio". In sostanza, un nuovo assetto alla struttura industriale di Eni.

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