martedì 18 giugno 2019
Claudio Descalzi scrive al “Corriere della Sera”: in assenza di un salto tecnologico che ci permetta di superare gli attuali limiti delle rinnovabili, la migliore ‘fonte ponte’ nella transizione energetica è il gas.

La lettera dell'Amministratore Delegato di Eni Claudio Descalzi al "Corriere della Sera": gli investimenti del gruppo nella sostenibilità e le strategie per affrontare sfide cruciali per l'intero pianeta.
Claudio Descalzi

Eni all'insegna della sostenibilità: l'AD Claudio Descalzi scrive al "Corriere della Sera"

Investimenti per oltre 950 milioni di euro nei prossimi quattro anni per sviluppare soluzioni industriali circolari e altri 220 milioni in ricerca e sviluppo: in una lettera indirizzata al "Corriere della Sera", l'Amministratore Delegato di Eni Claudio Descalzi parla dell'impegno concreto del gruppo nel fronteggiare la "sfida fondamentale" che oggi il mondo dell'energia si trova davanti. Quella di riuscire a "fornire energia a una popolazione mondiale in costante crescita (circa +30% al 2040), riducendo contemporaneamente le emissioni di CO2 del 45%, in modo da limitare la crescita di temperatura ben al di sotto dei 2°C nel rispetto degli accordi di Parigi": lo spiega l'AD di Eni nella lettera, constatando come nel breve termine la risposta più efficace sia intervenire sul mix energetico. Non fare leva sulle sole fonti rinnovabili, che oggi scontano ancora diversi limiti (intermittenza, basso fattore di utilizzo, spazio disponibile per la loro installazione, misfit geografico per citarne alcuni), ma soprattutto incentivare un utilizzo maggiore del gas. Claudio Descalzi lo ritiene infatti "la migliore 'fonte ponte' nella transizione energetica", in quanto "largamente disponibile e con minor impatto ambientale rispetto al carbone, che oggi produce ancora circa il 45% delle emissioni di CO2 del settore energetico e il 72% delle emissioni da generazione elettrica".

Claudio Descalzi: economia circolare e decarbonizzazione per incentivare la transizione energetica

Nella lettera al "Corriere della Sera", Claudio Descalzi precisa inoltre come si debba considerare "un tema strettamente interconnesso" alle emissioni, quello dei rifiuti, di cui "una errata gestione genera conseguenze negative in termini di inquinamento atmosferico e gestione del territorio". Per Eni dunque riuscire a fronteggiare queste sfide e ricoprire un ruolo chiave nella transizione energetica non è solo una priorità strategica, ma anche un'azione di responsabilità verso stakeholder e ambiente. "Negli ultimi cinque anni abbiamo accelerato la nostra svolta in questa direzione" sottolinea l'AD, spiegando come il gruppo abbia investito in efficienza, produzione di energia green, economia circolare, ricerca, sviluppo tecnologico e iniziative industriali "che rappresenteranno vere e proprie future linee di business di trasformazione della compagnia". Claudio Descalzi parla poi del "chiaro percorso di decarbonizzazione" intrapreso dal gruppo, forte quest'anno di "un nuovo obiettivo ancora più sfidante": raggiungere le zero emissioni nette dell'upstream entro il 2030. "Contiamo di raggiungere questo target innanzitutto attraverso importanti interventi mirati all`aumento di efficienza, come, entro il 2025, la riduzione del 45% dell`intensità emissiva delle nostre attività upstream, l`azzeramento del flaring di processo e la riduzione dell'80% delle emissioni fuggitive di metano" prosegue l'AD, precisando che saranno realizzati "progetti di conservazione delle foreste primarie e secondarie, nell`ambito dello schema Redd+ delineato dalle Nazioni Unite, che andranno a compensare le emissioni residue".

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