mercoledì 4 settembre 2019
Nicolò Zanon opera come giudice della Corte Costituzionale dal 2014: in un editoriale per “Federalismi” del giugno 2018 tratta diversi temi che lo riguardano professionalmente e personalmente.

L'editoriale del docente e giurista Nicolò Zanon su "Federalismi": il giudice della Corte Costituzionale riflette su diversi temi, a partire da un'esperienza personale legata a un'iniziativa incentrata sull'articolo 67 della Costituzione.
Nicolò Zanon, giudice Corte Costituzionale

Nicolò Zanon: l'editoriale del giugno 2018 su "Federalismi"

"Riflettevo ultimamente sulle giuste costrizioni che impediscono (o dovrebbero impedire: sono note prassi discordanti) ad un giudice costituzionale in carica di pronunciarsi pubblicamente su questioni giuridiche ed istituzionali cruciali e discusse nell'attualità": in un editoriale del giugno 2018 Nicolò Zanon, giurista e docente italiano, riflette sull'impossibilità di partecipare a un'iniziativa, organizzata da un deputato, che ha visto diversi costituzionalisti confrontarsi sul destino del libero mandato parlamentare, tema a cui si dice "affezionato, culturalmente e personalmente". "Pensavo con rimpianto ed un poco d'invidia alla condizione dello studioso, che di ogni questione può scrivere in libertà, con ampiezza di giudizio" scrive il giudice della Corte Costituzionale, ribadendo comunque di ritenere giuste tali "costrizioni". Pur non potendo partecipare al convegno "per ovvie ragioni", Nicolò Zanon ha comunque voluto leggere gli scritti presentati dagli studiosi che hanno preso parte all'iniziativa. Dalla lettura di uno di questi contributi, raccolti in un'antologia pubblicata da "Federalismi", ne è nata una ulteriore riflessione sull'importanza di utilizzare nello scrivere una terminologia corretta e rispettosa del contesto istituzionale, che "ha bisogno di idee e serietà" e non di "censori di parole". Un interessante tema che il giurista approfondisce nel suo editoriale.

Nicolò Zanon: ritratto formativo e professionale

Originario di Torino, Nicolò Zanon è dal 2014 giudice della Corte Costituzionale, su nomina del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. È inoltre Ordinario (fuori ruolo) di Diritto costituzionale presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Milano. Nel 2017 è stato insignito del titolo di Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana. Laureatosi in Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Torino, ha conseguito il titolo di Dottore di ricerca in Diritto comparato presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Firenze. Dal 1991 al 1996 ricercatore presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Torino, prende parte in questi anni a soggiorni studio in Francia e Germania. Professore a contratto di Istituzioni di diritto pubblico presso l'Università Bocconi di Milano tra il 1994 e il 1997, continuerà a esercitare negli anni successivi in rinomati atenei: Università di Padova (nel 1996), Università di Milano-Bicocca (nel 1997), Università degli Studi di Milano (nel 1999 e dal 2002). Parallelamente Nicolò Zanon è chiamato a svolgere incarichi di rilievo istituzionale: dal 1996 al 1997 Assistente di Studio del giudice costituzionale prof. Valerio Onida, viene scelto nel 1998 tra i Componenti del "Gruppo di lavoro per la Riforma dello Statuto regionale" dal Direttore generale della Presidenza della Regione Lombardia. Membro del Comitato Legislativo della Regione Lombardia tra ottobre 2000 e luglio 2010, ha operato anche nel Consiglio di Presidenza della Giustizia amministrativa (2009-2010) e componente laico del Consiglio Superiore della Magistratura (2010-2014). È autore di numerosi articoli pubblicati su autorevoli riviste giuridiche italiane e straniere e ha collaborato con diverse testate quali "Il Sole 24 ore", "Il Giornale", "Libero".

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