venerdì 18 ottobre 2019
Il ‘Financial Times’ intervista Claudio Descalzi sul ruolo delle grandi compagnie petrolifere nella sfida contro il climate change: le osservazioni dell’AD di Eni.

Eni, l'AD Claudio Descalzi parla al 'Financial Times' delle soluzioni per vincere la sfida contro il climate change: l'impegno concreto del Gruppo che si è impegnato a raggiungere la neutralità carbonica entro il 2030.
Claudio Descalzi, Ceo di Eni

Claudio Descalzi al 'Financial Times': una risposta globale contro il climate change

Da soli non si può: la lotta al cambiamento climatico deve essere globale. Lo ha affermato l'Amministratore Delegato di Eni Claudio Descalzi in un'intervista al 'Financial Times'. L'AD sostiene che le grandi compagnie del petrolio e del gas, per quanto sottoposte a controlli e pressioni mirati a frenare gli investimenti in nuovi progetti, non possono comunque alleviare la crisi mondiale delle emissioni di carbonio da sole. "Rappresentiamo non più del 10-15% della produzione complessiva e solo una piccola parte del totale delle riserve mondiali di petrolio e gas" spiega Claudio Descalzi al FT.

Claudio Descalzi: è necessario l'impegno di tutti per vincere la sfida del climate change

"Se smettiamo di produrre, nulla cambierà" aggiunge Claudio Descalzi nell'intervista. Perché "se non produciamo noi, lo farà qualcun altro", spiega l'AD di Eni citando le compagnie petrolifere nazionali che possiedono e controllano enormi quantità della produzione mondiale. E se si trasferissero le proprietà di tali attività ad altre società più piccole, queste potrebbero non avere gli stessi standard operativi e di controllo regolamentare a cui sono vincolati gruppi come Eni. Come ha sottolineato più volte l'AD, è dunque necessario un impegno congiunto, perché solo insieme si può vincere questa battaglia. E il Gruppo guidato da Claudio Descalzi sta facendo la sua parte: l'obiettivo è raggiungere le zero emissioni nette dell'upstream entro il 2030. Per farlo è stato definito un piano di interventi: già entro il 2025 Eni punta a ridurre di circa il 45% l'intensità emissiva delle attività upstream, ad azzerare il flaring di processo e a ridurre dell'80% le emissioni fuggitive di metano. Sempre in ottica ambientale il Gruppo ha in programma la realizzazione di progetti di conservazione delle foreste primarie e secondarie che andranno a compensare le emissioni residue.

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