Visualizzazione post con etichetta Claudio Descalzi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Claudio Descalzi. Mostra tutti i post
lunedì 6 luglio 2020
Una società più snella e flessibile che possa cambiare molto rapidamente per soddisfare le condizioni di mercato ma con una chiara visione di lungo periodo: l’AD Claudio Descalzi illustra a Reuters la nuova Eni.

Reuters intervista l'AD di Eni Claudio Descalzi: "Nei prossimi tre anni voglio tracciare un cammino completamente irreversibile per il gruppo verso la transizione energetica"
Claudio Descalzi, AD Eni

L'AD Claudio Descalzi disegna il futuro di Eni in un'intervista a Reuters

Trasformare Eni in un'azienda più ecologica, concentrandosi su prodotti a bassa emissione per creare un vasto bacino di clienti che stabilizzi il business e attragga investitori: è l'obiettivo che si è dato l'AD Claudio Descalzi, come rivela in un'intervista a Reuters. "Una società più snella e flessibile che possa cambiare molto rapidamente per soddisfare le condizioni di mercato ma con una chiara visione di lungo periodo" spiega l'AD sottolineando inoltre come Eni debba svolgere un ruolo primario nella transizione energetica "che ha subìto un'accelerazione dopo l'emergenza Coronavirus". Nei prossimi tre anni dunque "voglio tracciare un cammino completamente irreversibile per il gruppo" e in questa prospettiva "dobbiamo fornire diversi tipi di prodotti energetici ai nostri clienti". Claudio Descalzi ricorda inoltre come lo scorso febbraio Eni si sia impegnata a "ridurre dell'80% le emissioni di gas serra in una delle più ambiziose spinte verso la transizione energetica in un settore sotto pressione degli investitori affinché diventi più verde". La direzione è tracciata: "Per fare ciò avrà meno petrolio e più gas nel portafoglio, costruirà capacità rinnovabile, convertirà le raffinerie in biocarburanti e intensificherà i progetti di silvicoltura e cattura di carbonio". In questo scenario anche Eni deve fare i conti con l'emergenza sanitaria e gli effetti socio-economici: "L'impatto del Covid-19 sarà con noi per un anno o due ed è per questo che abbiamo lavorato molto velocemente sulla nostra nuova riorganizzazione".

Claudio Descalzi: per Eni il cammino verso la transizione energetica diventerà completamente irreversibile

"Eni ha diviso in due il business, creando una divisione per concentrarsi sull'energia pulita" sottolinea a Reuters l'AD Claudio Descalzi spiegando come il piano arrivi in un momento in cui il settore petrolifero e del gas è davanti a un crollo della domanda in seguito all'epidemia di Coronavirus e all'incertezza sul lungo termine: sullo sfondo la mobilitazione dei governi contro i cambiamenti climatici. Secondo l'AD allontanarsi dal petrolio non rischierebbe di minare i rendimenti poiché "le nuove imprese 'Energy Evolution' sono a minore intensità di capitale e meno rischiose con circa l'80% della nuova energia nei paesi Ocse". Eni punta a introdurre nuove materie prime per alimentare bio-raffinerie e centrali elettriche tra cui biogas, grassi animali e rifiuti inorganici, nel tentativo di sviluppare i prodotti puliti che aumenteranno il pool di clienti da 9 milioni a oltre 20 milioni entro il 2050: "Stiamo ottenendo rendimenti del 15% sulle nostre bio-raffinerie e questo aumenterà ulteriormente quando toglieremo l'olio di palma entro la fine del 2022". Quindi, conclude Claudio Descalzi, "possiamo confrontare i rendimenti con le attività a monte solo con un rischio inferiore".
venerdì 3 luglio 2020
Claudio Descalzi, la “svolta storica” di Eni: “Creiamo due grandi anime interne per diventare leader nei prodotti energetici decarbonizzati”.

Eni prosegue nel suo "cammino irreversibile verso la decarbonizzazione": l'AD Claudio Descalzi annuncia la nascita di due nuove Divisioni Generali.
Claudio Descalzi

Claudio Descalzi, in Eni due nuove Direzioni Generali: i dettagli della riorganizzazione

Una riorganizzazione societaria per vincere la sfida più importante: portare Eni nel 2050 a raggiungere i target definiti nel Piano che l'AD Claudio Descalzi ha presentato lo scorso febbraio. Il nuovo assetto di Eni prevede la nascita di due nuove Direzioni Generali: Natural Resources ed Energy Evolution, strettamente connesse alla filiera degli idrocarburi, sono state create con l'obiettivo di gestire al meglio le fasi della transizione energetica e di sviluppare congiuntamente processi di decarbonizzazione per generare prodotti green, blu e bio. Le strutture centrali saranno sviluppate per supportare l'AD Claudio Descalzi nelle funzioni di controllo compliance e risk management integrate e le Direzioni Generali nel raggiungimento dei loro obiettivi. A guidare la Natural Resources sarà Alessandro Puliti mentre a Massimo Mondazzi è stata affidata la Energy Evolution. Il riassetto rappresenta un passo fondamentale nell'implementazione della Strategia al 2050, che nel coniugare gli obiettivi di sviluppo, di solidità economico-finanziaria e di sostenibilità ambientale punta a una significativa riduzione delle emissioni carboniche.

Eni al 2050 e l'impegno sul fronte della decarbonizzazione: le considerazioni di Claudio Descalzi

"Questa nuova organizzazione rispecchia la svolta storica che Eni sta intraprendendo. Un cammino irreversibile che ci porterà a diventare una compagnia leader nella produzione e vendita di prodotti energetici decarbonizzati" ha sottolineato l'AD Claudio Descalzi nel presentare al Consiglio d'Amministrazione lo scorso 4 giugno la riorganizzazione spiegando come proprio "per realizzare e, se possibile, accelerare" il percorso intrapreso a febbraio con il nuovo Piano, siano state create "due grandi anime all'interno della nostra azienda" che avranno precisi obiettivi "ma al contempo saranno chiamate a cooperare per gestire al meglio la transizione e per fornire ai nostri clienti la più vasta gamma di prodotti sostenibili". Non solo: "La trasformazione organizzativa riguarda anche le strutture corporate che evolveranno rimanendo presidio centrale dei processi strategici e di controllo e fornendo un supporto efficace al raggiungimento degli obiettivi delle Direzioni Generali". La lotta al cambiamento climatico e la sostenibilità dello sviluppo, come sottolineato infine dall'AD Claudio Descalzi, sono riconosciute da Governi, società civile, investitori e aziende come direttrici prioritarie per lo sviluppo globale e soltanto chi le perseguirà in modo concreto ed innovativo sarà in grado di creare valore nel lungo termine: "E noi vogliamo essere attori protagonisti di una transizione energetica equa nella quale crediamo e che diventa uno dei capisaldi della nostra azione di trasformazione".
mercoledì 3 giugno 2020
Claudio Descalzi presenta 'Eni for - A just transition 2019': il punto sulla trasformazione intrapresa dal gruppo negli ultimi 6 anni e gli impegni inclusi nel Piano Strategico di Lungo Termine al 2050.

La transizione energetica e la decarbonizzazione, i diritti umani, lo sviluppo locale: l'impegno di Eni nel report di sostenibilità 2019, presentato dall'AD Claudio Descalzi.
Claudio Descalzi

Claudio Descalzi: 'Eni for - A just transition 2019', l'importanza della sostenibilità per il gruppo

Il quattordicesimo report di sostenibilità di Eni parla chiaro: l'impegno sul fronte dello sviluppo sostenibile porta a risultati concreti ed è destinato a rafforzarsi, nonostante lo scenario complesso in cui il gruppo è chiamato a muoversi oggi. "Il momento storico che stiamo attraversando sta mettendo sul nostro cammino sfide complesse, ma siamo convinti che dalle difficoltà possano nascere nuove opportunità" ha sottolineato l'AD Claudio Descalzi nell'introdurre 'Eni for - A just transition 2019', il report che illustra i più recenti risultati della trasformazione avviata dall'azienda negli ultimi 6 anni oltre ai nuovi impegni definiti nel Piano Strategico di Lungo Termine al 2050. Qualche numero: la riduzione dell'intensità delle emissioni di gas a effetto serra (-27% rispetto al 2014 in linea con il target di -43% al 2025); il calo delle emissioni fuggitive di metano (-44% rispetto al 2018), che ha permesso il raggiungimento con 6 anni di anticipo del target al 2025 di riduzione dell'80% rispetto al 2014; lo sviluppo di tecnologie, in particolare nel settore delle fonti rinnovabili (biocarburanti e solare); la formazione in materia di diritti umani per un totale di 25.845 ore erogate; la verifica e valutazione di circa 6.000 fornitori in tema di sostenibilità ambientale e sociale (es. salute, sicurezza, ambiente, diritti umani, anti-corruzione, compliance); gli investimenti per lo sviluppo locale (circa 95,3 milioni). E per i prossimi anni il gruppo guidato da Claudio Descalzi ha individuato tre aree di intervento prioritarie: neutralità carbonica nel lungo termine, modello per l'eccellenza operativa e alleanze per lo sviluppo locale.

Claudio Descalzi: l'impegno di Eni a favore della sostenibilità ancora più forte oggi

Il percorso di trasformazione intrapreso da Eni negli ultimi sei anni, ispirato agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, ha portato a un nuovo modello di business che ha permesso alla società dell'energia di diventare "più semplice, veloce e resiliente" e di integrare la sostenibilità in ogni attività. Come evidenzia l'AD Claudio Descalzi, "gli impegni che abbiamo preso per portare avanti il processo di trasformazione sono ancora più forti oggi, così come la nostra determinazione al contrasto del cambiamento climatico e il nostro sforzo per una transizione energetica equa, che tenga conto di tutti i fattori in gioco: dalla necessità di ridurre l'impronta carbonica nella direzione dell'Accordo di Parigi all'esigenza di uno sviluppo globale della collettività". Non a caso il report include anche un documento incentrato esclusivamente sul percorso di neutralità carbonica nel lungo termine: tra gli obiettivi della nuova strategia l'azzeramento delle emissioni nette GHG scope 1 + scope 2 entro il 2040 e il raggiungimento al 2050 di una riduzione dell'80% delle emissioni nette GHG sull'intero ciclo di vita dei prodotti energetici (comprensive di emissioni scope 1, scope 2 e scope 3), oltre la soglia del 70% indicata dall'Agenzia Internazionale dell'Energia nello Scenario di Sviluppo Sostenibile (SDS), compatibile con gli obiettivi dell'Accordo di Parigi. Non solo: in linea con quanto più volte espresso anche dall'AD Claudio Descalzi in merito alla valorizzazione delle persone e delle competenze, nel 2019 Eni ha investito 33,4 milioni di euro nella formazione, incrementando del 16,5% le ore dedicate a questa attività rispetto al 2018. Una sezione del report è inoltre dedicata alle collaborazioni strette con istituzioni, agenzie di cooperazione, università, organizzazioni della società civile e stakeholder locali per promuovere lo sviluppo locale dei territori in cui il gruppo è presente.
martedì 18 febbraio 2020
Protocollo d’intesa tra Ministro dell’Ambiente ed Eni: Claudio Descalzi firma per la decarbonizzazione del sito di Gela.

Il 10 dicembre, l'AD di Eni Claudio Descalzi ha messo la firma sulla decarbonizzazione del sito industriale di Gela: grazie al protocollo d'intesa firmato con il Ministro dell'Ambiente Sergio Costa, il Gruppo potrà attuare un programma di riqualificazione ambientale dell'area.
Claudio Descalzi

Gela, al via la decarbonizzazione del sito: Claudio Descalzi firma il protocollo d'intesa

Partono gli investimenti per Gela autorizzati dal Ministero dell'Ambiente: il 10 dicembre c'è stato l'incontro tra il Ministro Sergio Costa e Claudio Descalzi che ha portato alla firma di un protocollo di intesa nel quale Eni si impegna nella decarbonizzazione del sito siciliano. L'accordo mette fine ai dubbi sul futuro dell'impianto: il programma prevede lo smantellamento di tutte le aree in disuso, che verranno dedicate a nuove attività, oltre alla demolizione degli impianti non più funzionali. "Si tratta di un programma all'avanguardia, orientato allo sviluppo industriale sostenibile del sito, ai principi dell'economia circolare e all'utilizzo delle tecnologie più avanzate - ha commentato l'AD - Questo accordo segue e completa l'avvenuta riconversione della raffineria di Gela in bioraffineria, tramite la quale Eni ha avviato, in un'ottica di economia circolare, un processo di trasformazione industriale del sito in grado di produrre biocarburanti da biomasse e da prodotti di riciclo": l'intesa coinvolge anche i giacimenti a gas del progetto Cassiopea, che raggiungeranno la carbon neutrality attraverso impianti fotovoltaici, evitando scarichi nocivi nelle acque siciliane. Decarbonizzazione, mitigazione ambientale, riqualificazione e valorizzazione: secondo la nota di Eni, l'intesa prevede anche la rimozione di rottami e manufatti presenti sul fondale lungo il pontile, il recupero del canale per la raccolta delle acque di raffreddamento e infine, attraverso la piantumazione di specifiche specie arboree, la diminuzione dell'impatto di CO2.

Claudio Descalzi e la spinta ambientale di Eni

"L'ambiente è chiaramente una delle principali priorità per l'Eni, perché da qui a 15-20 anni non saremo la stessa società mentre sta cambiando tutta la catena produttiva. Stiamo lavorando non solo sulle rinnovabili ma anche sull'economia circolare, tutti i processi industriali stanno cambiando e stiamo investendo molto": sono le parole centrali dell'intervento di Claudio Descalzi, Amministratore Delegato del Gruppo dal 2014, durante i Mediterranean Dialogues, conferenza tenutasi a Roma la prima settimana di dicembre. L'evento, dedicato alla geopolitica e all'economia dell'area mediterranea, è stata l'occasione per consolidare gli obiettivi del Gruppo in materia ambientale. "Quello che faremo non è solo sulle nostre emissioni di CO2, bisogna anche intervenire su quelle prodotte dai propri clienti e dobbiamo cambiare i nostri prodotti finali, in un modo tale che anche i consumatori finali finiscano per ridurre le emissioni". Per raggiungere risultati concreti nella transizione energetica, secondo l'AD ci sarà bisogno della sinergia di tutti gli attori coinvolti, dato lo scenario globale che vede aumentare il bisogno di energia, specie in Asia e in Africa.
giovedì 28 novembre 2019
Progetti e investimenti di Eni sul fronte dell’innovazione e della Digital Transformation: l’intervento dell’AD Claudio Descalzi all’evento sul tema organizzato lo scorso 12 novembre a Milano.

L'impatto dell'economia circolare su costi e materie prima nei prossimi anni: l'analisi dell'AD di Eni Claudio Descalzi, invitato a parlare di innovazione nel corso dell'incontro "The Frame, Human Innovation. Idee per nuovi leadership, leader per nuove idee".
Claudio Descalzi, AD Eni

Eni tra innovazione e sostenibilità: le parole dell'AD Claudio Descalzi

L'Amministratore Delegato di Eni Claudio Descalzi è intervenuto lo scorso 12 novembre all'incontro "The Frame, Human Innovation. Idee per nuovi leadership, leader per nuove idee" organizzato da Kpmg in collaborazione con l'Economia del Corriere della Sera. Nella sua ottica innovare non significa seguire gli altri, perché altrimenti si arriverebbe sempre ultimi: "Il momento in cui si anticipano le cose è il momento in cui non si fa quello che fanno gli altri". Eni lo sa bene: "Veniamo da sei anni terribili nel mondo dell'Oil&Gas integrato; il settore ha visto infatti i prezzi più bassi di sempre. Sono state fatte scelte diverse e questo ci ha salvato". L'AD Claudio Descalzi sottolinea in merito come il Gruppo abbia "investito e innovato sulla parte delle competenze, della ricerca e dell'esplorazione".

Claudio Descalzi: il valore dell'economia circolare per Eni

Senza tecnologia non c'è innovazione. Nel suo intervento all'incontro "The Frame, Human Innovation. Idee per nuovi leadership, leader per nuove idee", l'AD Claudio Descalzi ha sottolineato anche come il Gruppo in quattro anni e mezzo abbia investito in ricerca scientifica e aumentato del 40% il numero di ricercatori. Per Eni parlano ad esempio i significativi progressi raggiunti nell'economia circolare, uno dei settori su cui punta particolarmente. L'AD ne ha parlato in una intervista rilasciata al "Corriere della Sera" a margine dell'evento. "In futuro le materie prime non saranno più oil e gas, ma rifiuti organici e inorganici" ha spiegato Claudio Descalzi, facendo notare inoltre come i risultati raggiunti non sarebbero stati possibili senza le competenze e il coinvolgimento di tutta l'azienda nel processo di innovazione.
venerdì 15 novembre 2019
Eni avvia il progetto per la realizzazione del sistema di supercalcolo Hpc5, capace di svolgere 52 milioni di miliardi di operazioni matematiche in un secondo: l’annuncio dell’AD Claudio Descalzi.

Eni raggiunge un ulteriore traguardo nella digitalizzazione: l'AD Claudio Descalzi parla del progetto di realizzazione del supercalcolatore Hpc5, destinato a rivoluzionare i processi nel futuro del Gruppo.
Claudio Descalzi, AD Eni

Claudio Descalzi: Eni al lavoro per il supercalcolatore Hpc5

"Gli investimenti dedicati al potenziamento delle infrastrutture di supercalcolo e lo sviluppo di tecnologie proprietarie sono un pilastro fondamentale del processo di trasformazione digitale della società": è l'AD Claudio Descalzi ad esprimere al meglio il valore dell'innovativo progetto annunciato da Eni nei giorni scorsi. Il Gruppo è al lavoro sul nuovo sistema di supercalcolo Hpc5, creato nell'ottica di potenziare e aggiornare l'attuale Hpc4, triplicandone la potenza di calcolo che passerà da 18 a 52 PetaFlop/s. Nello specifico si tratta di 52 milioni di miliardi di operazioni matematiche svolte in un secondo. Per l'Hpc5 il Gruppo guidato da Claudio Descalzi si avvale della tecnologia fornita da Dell Technologies: ospitato all'interno del Green Data Center di Eni, il nuovo supercalcolatore disporrà da inizio 2020 di una potenza di picco totale pari a 70 PetaFlop/s. Diventerà quindi l'infrastruttura di supercalcolo dedicata al supporto di attività industriali più potente al mondo: oltre all'utilizzo dei "big data" generati in fase di operation da tutti gli asset produttivi, il supercalcolatore darà un'ulteriore accelerazione nella ricerca e sviluppo di fonti energetiche non fossili, supportando inoltre tutte le fasi di esplorazione, sviluppo e monitoraggio dei giacimenti.

Claudio Descalzi: la strategicità dell'Hpc5 per il futuro di Eni

"La disponibilità di grandi potenze di calcolo e sofisticati algoritmi proprietari ci permettono di primeggiare nell'attuale scenario del settore energetico e di proiettarci al futuro" ha commentato in merito l'AD di Eni Claudio Descalzi, parlando dei numerosi progetti avviati dal Gruppo nell'ambito delle energie alternative e dell'importante piano di investimenti in Ricerca e Sviluppo. Questo significa futuro per Eni che con Hpc5 sta percorrendo la strada dell'utilizzo di supercalcolatori di classe exascale nel mondo dell'energia. "Sistemi che rivoluzioneranno i processi nel futuro dell'azienda" ha evidenziato Claudio Descalzi, sottolineando come il Green Data Center Eni, inaugurato nel 2013, sia stato uno dei primi in Europa per tipologia, efficienza energetica e dimensione. Ora, con l'installazione di Hpc5, conferma e mantiene "l'eccellenza che caratterizza le infrastrutture tecnologiche dell'azienda".
venerdì 18 ottobre 2019
Il ‘Financial Times’ intervista Claudio Descalzi sul ruolo delle grandi compagnie petrolifere nella sfida contro il climate change: le osservazioni dell’AD di Eni.

Eni, l'AD Claudio Descalzi parla al 'Financial Times' delle soluzioni per vincere la sfida contro il climate change: l'impegno concreto del Gruppo che si è impegnato a raggiungere la neutralità carbonica entro il 2030.
Claudio Descalzi, Ceo di Eni

Claudio Descalzi al 'Financial Times': una risposta globale contro il climate change

Da soli non si può: la lotta al cambiamento climatico deve essere globale. Lo ha affermato l'Amministratore Delegato di Eni Claudio Descalzi in un'intervista al 'Financial Times'. L'AD sostiene che le grandi compagnie del petrolio e del gas, per quanto sottoposte a controlli e pressioni mirati a frenare gli investimenti in nuovi progetti, non possono comunque alleviare la crisi mondiale delle emissioni di carbonio da sole. "Rappresentiamo non più del 10-15% della produzione complessiva e solo una piccola parte del totale delle riserve mondiali di petrolio e gas" spiega Claudio Descalzi al FT.

Claudio Descalzi: è necessario l'impegno di tutti per vincere la sfida del climate change

"Se smettiamo di produrre, nulla cambierà" aggiunge Claudio Descalzi nell'intervista. Perché "se non produciamo noi, lo farà qualcun altro", spiega l'AD di Eni citando le compagnie petrolifere nazionali che possiedono e controllano enormi quantità della produzione mondiale. E se si trasferissero le proprietà di tali attività ad altre società più piccole, queste potrebbero non avere gli stessi standard operativi e di controllo regolamentare a cui sono vincolati gruppi come Eni. Come ha sottolineato più volte l'AD, è dunque necessario un impegno congiunto, perché solo insieme si può vincere questa battaglia. E il Gruppo guidato da Claudio Descalzi sta facendo la sua parte: l'obiettivo è raggiungere le zero emissioni nette dell'upstream entro il 2030. Per farlo è stato definito un piano di interventi: già entro il 2025 Eni punta a ridurre di circa il 45% l'intensità emissiva delle attività upstream, ad azzerare il flaring di processo e a ridurre dell'80% le emissioni fuggitive di metano. Sempre in ottica ambientale il Gruppo ha in programma la realizzazione di progetti di conservazione delle foreste primarie e secondarie che andranno a compensare le emissioni residue.
martedì 30 luglio 2019
Claudio Descalzi, Amministratore Delegato del Gruppo Eni, ha firmato una dichiarazione congiunta con Unido finalizzata al conseguimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite.

Claudio Descalzi, Amministratore Delegato di Eni, e Li Yong, Direttore Generale di Unido, hanno firmato una dichiarazione congiunta per avviare un modello pioneristico volto al conseguimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite.
Claudio Descalzi

Eni: Claudio Descalzi e Li Yong insieme per lo sviluppo sostenibile

Claudio Descalzi, Amministratore Delegato di Eni, ha incontrato Li Yong per firmare una dichiarazione congiunta volta al conseguimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. Si tratta di un innovativo e pioneristico modello di innovazione che unisce il settore pubblico e quello privato. La firma è avvenuta a Novara, presso il centro di ricerca del colosso petrolifero, l'Istituto Donegani, sito in cui Eni lavora allo sviluppo di tecnologie per l'energia sostenibile. "Questo accordo è il secondo che Unido stipula con una grossa società privata come Eni. L'obiettivo principale è lo sviluppo dell'educazione, degli aspetti sanitari nei paesi in via di sviluppo, in Africa in particolare. Ci sono dei progetti legati all'innovazione tecnologica e alla sostenibilità. I paesi target sono stanziati nell'area Sub-sahariana. Vogliamo agire subito e di fronte a me ho trovato un Direttore Generale ben motivato e predisposto a lavorare alle diverse iniziative" ha concluso Claudio Descalzi.

Claudio Descalzi: la carriera professionale dell'Amministratore Delegato di Eni

Nato a Milano nel 1955, Claudio Descalzi consegue la laurea in Fisica presso l'Università degli Studi della città nel 1979. Il suo percorso professionale inizia tre anni più tardi, quando viene impiegato come Ingegnere di giacimento all'interno del Gruppo Eni. Nel corso degli anni riveste importanti ruoli all'interno del Gruppo: Project Manager, Responsabile delle attività operative e di giacimento in Italia, Managing Director della consociata Eni in Congo, Vice Chairman & Managing Director di NAOC, Direttore dell'area geografica Africa, Medio Oriente e Cina, Direttore dell'area geografica Italia, Africa e Medio Oriente, Vice Direttore Generale di Eni nella divisione Exploration & Productrion e Chief Operating Officer della stessa. Attualmente, Claudio Descalzi è Amministratore Delegato di Eni, in seguito alla nomina ottenuta nel 2014. Tra le altre attività, è membro del National Petroleum Council per il 2016/2017, fa parte del Consiglio Generale di Confindustria ed è Consigliere di Amministrazione della Fondazione Teatro alla Scala.
martedì 18 giugno 2019
Claudio Descalzi scrive al “Corriere della Sera”: in assenza di un salto tecnologico che ci permetta di superare gli attuali limiti delle rinnovabili, la migliore ‘fonte ponte’ nella transizione energetica è il gas.

La lettera dell'Amministratore Delegato di Eni Claudio Descalzi al "Corriere della Sera": gli investimenti del gruppo nella sostenibilità e le strategie per affrontare sfide cruciali per l'intero pianeta.
Claudio Descalzi

Eni all'insegna della sostenibilità: l'AD Claudio Descalzi scrive al "Corriere della Sera"

Investimenti per oltre 950 milioni di euro nei prossimi quattro anni per sviluppare soluzioni industriali circolari e altri 220 milioni in ricerca e sviluppo: in una lettera indirizzata al "Corriere della Sera", l'Amministratore Delegato di Eni Claudio Descalzi parla dell'impegno concreto del gruppo nel fronteggiare la "sfida fondamentale" che oggi il mondo dell'energia si trova davanti. Quella di riuscire a "fornire energia a una popolazione mondiale in costante crescita (circa +30% al 2040), riducendo contemporaneamente le emissioni di CO2 del 45%, in modo da limitare la crescita di temperatura ben al di sotto dei 2°C nel rispetto degli accordi di Parigi": lo spiega l'AD di Eni nella lettera, constatando come nel breve termine la risposta più efficace sia intervenire sul mix energetico. Non fare leva sulle sole fonti rinnovabili, che oggi scontano ancora diversi limiti (intermittenza, basso fattore di utilizzo, spazio disponibile per la loro installazione, misfit geografico per citarne alcuni), ma soprattutto incentivare un utilizzo maggiore del gas. Claudio Descalzi lo ritiene infatti "la migliore 'fonte ponte' nella transizione energetica", in quanto "largamente disponibile e con minor impatto ambientale rispetto al carbone, che oggi produce ancora circa il 45% delle emissioni di CO2 del settore energetico e il 72% delle emissioni da generazione elettrica".

Claudio Descalzi: economia circolare e decarbonizzazione per incentivare la transizione energetica

Nella lettera al "Corriere della Sera", Claudio Descalzi precisa inoltre come si debba considerare "un tema strettamente interconnesso" alle emissioni, quello dei rifiuti, di cui "una errata gestione genera conseguenze negative in termini di inquinamento atmosferico e gestione del territorio". Per Eni dunque riuscire a fronteggiare queste sfide e ricoprire un ruolo chiave nella transizione energetica non è solo una priorità strategica, ma anche un'azione di responsabilità verso stakeholder e ambiente. "Negli ultimi cinque anni abbiamo accelerato la nostra svolta in questa direzione" sottolinea l'AD, spiegando come il gruppo abbia investito in efficienza, produzione di energia green, economia circolare, ricerca, sviluppo tecnologico e iniziative industriali "che rappresenteranno vere e proprie future linee di business di trasformazione della compagnia". Claudio Descalzi parla poi del "chiaro percorso di decarbonizzazione" intrapreso dal gruppo, forte quest'anno di "un nuovo obiettivo ancora più sfidante": raggiungere le zero emissioni nette dell'upstream entro il 2030. "Contiamo di raggiungere questo target innanzitutto attraverso importanti interventi mirati all`aumento di efficienza, come, entro il 2025, la riduzione del 45% dell`intensità emissiva delle nostre attività upstream, l`azzeramento del flaring di processo e la riduzione dell'80% delle emissioni fuggitive di metano" prosegue l'AD, precisando che saranno realizzati "progetti di conservazione delle foreste primarie e secondarie, nell`ambito dello schema Redd+ delineato dalle Nazioni Unite, che andranno a compensare le emissioni residue".
mercoledì 29 maggio 2019
Eni For 2018: il rapporto di sostenibilità del gruppo guidato da Claudio Descalzi include anche il percorso di decarbonizzazione e la strategia sul clima.

Eni pubblica il report di sostenibilità 2018: l'AD Claudio Descalzi sottolinea l'impegno del gruppo nel "portare energia innovativa e più pulita dove necessario".
Claudio Descalzi, AD Eni

Claudio Descalzi: Eni For 2018, il nuovo Report di Sostenibilità pubblicato dal gruppo

Eni lo sa bene, come ha detto anche l'AD Claudio Descalzi: "Con una popolazione mondiale che nel 2040 potrebbe superare i 9 miliardi, avvertiamo la responsabilità - in quanto compagnia del settore dell'energia - di portare energia innovativa e più pulita dove necessario". Sono sufficienti queste parole a comprendere il valore che il gruppo attribuisce alla sostenibilità: emerge anche da "Eni For 2018", il tredicesimo report di sostenibilità in cui sono illustrati i progressi raggiunti su questo fronte. Per contribuire al raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, Eni continuerà a impegnarsi nella lotta al cambiamento climatico e a incentivare progetti che puntano a salvaguardare ambiente, salute e sicurezza, a garantire il rispetto per i diritti umani e a favorire istruzione, formazione professionale e sviluppo locale. Nel report si parla inoltre del percorso di decarbonizzazione intrapreso da Eni e della strategia sul clima, definita in base alle raccomandazioni della Task force on Climate-related Financial Disclosure (TCFD), di cui il gruppo è l'unico dell'Oil & Gas a farne parte sin dalla sua fondazione. Eni For 2018 mette in luce anche l'investimento di 480 milioni che il gruppo guidato da Claudio Descalzi prevede nei prossimi quattro anni su economia circolare e ambiente.

Claudio Descalzi: Eni e sostenibilità, un 2018 di traguardi

"Possiamo contribuire a promuovere lo sviluppo economico, investire nell'istruzione e nella formazione, migliorare le condizioni di salute e l'accesso all'acqua" ha affermato Claudio Descalzi in merito alla pubblicazione del tredicesimo report di sostenibilità di Eni. Fondamentali in questa prospettiva sono le numerose partnership create sia con realtà del settore pubblico che con governi e organismi internazionali, ONG, organizzazioni della società civile e aziende private. Sono stati sottoscritti diversi accordi, tra cui quello con il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (UNDP) per espandere l'energia sostenibile in diversi Paesi africani e quello con l'Organizzazione per l'Alimentazione e l'Agricoltura (FAO) per costruire pozzi d'acqua a energia solare in Nigeria. È proseguito inoltre il programma di sminamento avviato da Eni in Angola insieme ad HALO Trust, la più grande organizzazione umanitaria al mondo che si occupa di rimozione di mine. Nel documento si sottolinea poi come l'intensità delle emissioni di gas effetto serra (GHG) sia stata ridotta, in linea con l'obiettivo di -43% al 2025 rispetto al 2014 nelle operazioni upstream. A marzo l'AD Claudio Descalzi ha annunciato l'intenzione di eliminare le mediazioni nette dell'upstream entro il 2030: un obiettivo che sarà raggiunto aumentando l'efficienza delle proprie attività, riducendo le emissioni di GHG e sviluppando progetti di conservazione delle foreste.
martedì 21 maggio 2019
Eni è in crescita. L’Amministratore Delegato del Gruppo, Claudio Descalzi, ha commentato l’eccellente performance finanziaria e industriale sottolineando un miglioramento del 25% rispetto al primo trimestre del 2018.

Claudio Descalzi guida Eni verso traguardi straordinari. L'Amministratore Delegato del Gruppo ha commentato il bilancio positivo emerso dall'analisi dei risultati del primo trimestre del 2019, ritenendosi piuttosto soddisfatto della performance, giudicata eccellente. Business E&P migliorato del 25% e utile netto pari a 1,092 miliardi, in crescita del 15% rispetto all'anno precedente.
Claudio Descalzi, CEO Eni

Claudio Descalzi: "Soddisfatto dell'eccellente performance industriale e finanziaria"

"Sono molto soddisfatto dell'eccellente performance industriale e finanziaria realizzata". È quanto affermato dall'Amministratore Delegato del Gruppo Eni Claudio Descalzi in merito ai risultati del primo trimestre del 2019. Nello specifico, il business Exploration & Production ha registrato un miglioramento del 25% rispetto al primo trimestre dell'anno precedente a fronte di un mercato pressoché invariato: "Una conferma di una generazione di cassa ad anno intero in crescita", secondo l'AD. Si evidenziano, inoltre, miglioramenti anche nel settore Gas & Power, con utile operativo aumentato del 16% a 372 milioni di euro, un conforto sul conseguimento degli obiettivi prefissati, in particolare quello di 500 milioni di euro di risultato ad anno intero, come riporta Claudio Descalzi. Il Gruppo ha reso noto attraverso una comunicazione ufficiale di aver chiuso il primo trimestre del 2019 con un utile netto pari a 1,092 miliardi di euro, in crescita del 15% rispetto ai 946 milioni di euro dello stesso periodo dell'anno precedente. A tal proposito, Descalzi ha concluso: "Il gruppo conferma la qualità e robustezza del proprio portafoglio capace di coprire nel 2019 costi, investimenti e dividendi ad un prezzo Brent di 55 dollari e di generare, in caso di prezzi superiori come nel momento attuale, cassa in eccesso".

Claudio Descalzi: la carriera dell'AD di Eni

Originario di Milano, Claudio Descalzi consegue la laurea in Fisica presso l'Università degli Studi nel 1979. Solo due anni più tardi comincia la propria carriera all'interno di Eni in qualità di Ingegnere di giacimento. In seguito a tale parentesi, nel corso degli anni arriva a ricoprire cariche di crescente responsabilità quali: Project Manager, Responsabile delle attività operative e di giacimento in Italia, Managing Director della consociata Eni in Congo, Vice Chairman & Managing Director di NAOC, Direttore dell'area geografica Africa, Medio Oriente e Cina, Direttore dell'area geografica Italia, Africa e Medio Oriente, Vice Direttore Generale di Eni nella divisione Exploration & Production e Chief Operating Officer della stessa. Date le esperienze maturate e i traguardi raggiunti, dal 2014 Claudio Descalzi è Amministratore Delegato della società. Tra le altre attività, il manager è stato membro del National Petroleum Council durante il 2016/2017 e attualmente fa parte del Consiglio Generale di Confindustria ed è Consigliere di Amministrazione della Fondazione Teatro alla Scala.
mercoledì 20 marzo 2019
Claudio Descalzi traghetta Eni in un futuro all’insegna del “green”: nella Strategy 2019-2022 la decarbonizzazione resta centrale.

Obiettivi e linee strategiche del Piano 2019-2022 di Eni: nell'illustrarne i dettagli, l'AD Claudio Descalzi parla dell'impegno del gruppo per la transizione energetica.
Claudio Descalzi

Il futuro di Eni sempre più green: l'AD Claudio Descalzi presenta il Piano 2019-2022

"Siamo fortemente impegnati a lavorare per un futuro a basse emissioni e oggi stiamo fissando un nuovo obiettivo, vale a dire raggiungere la neutralità carbonica nel settore upstream entro il 2030": la decarbonizzazione continuerà ad essere la priorità strategica di Eni anche nei prossimi anni, come ha sottolineato l'AD Claudio Descalzi lo scorso 15 marzo presentando la Strategy 2019-2022. Il gruppo prevede di realizzare progetti di economia circolare pari a circa un miliardo di euro entro il 2022 e di completarne 60 tra brownfield e greenfield per un totale di oltre 1,6 GW di capacità rinnovabile entro il 2022, investendo €1,4 miliardi (fino a 5 GW entro il 2025). In futuro Eni, come ha indicato l'AD, "è intenzionata ad aumentare l'esposizione nel settore dello stoccaggio di energia. Inoltre espanderemo ulteriormente il 'Progetto Italia', che prevede la conversione delle aree industriali bonificate in aree per la produzione di energia da fonti rinnovabili". Claudio Descalzi ha poi spiegato che per eliminare le emissioni nette dell'upstream entro il 2030, Eni aumenterà "l'efficienza operativa, riducendo quindi al minimo le emissioni dirette di CO2 del business e compensando le emissioni residuali con vasti progetti di forestazione".

Claudio Descalzi: la nuova Eni fondata su efficienza, integrazione e nuove tecnologie

Nel presentare il Piano 2019-2022, l'AD Claudio Descalzi ha evidenziato come negli ultimi cinque anni "abbiamo costruito una nuova Eni fondata sull'efficienza, l'integrazione e l'impiego di nuove tecnologie". Ed è da qui che si riparte: "Rafforzeremo e diversificheremo ulteriormente il nostro portafoglio in bacini a basso costo ma ad alto potenziale, continueremo a perseguire ulteriori opportunità lungo la catena del valore, e cresceremo nelle rinnovabili e nei biocarburanti facendo di Eni una società più profittevole". Grazie alla grande quantità di nuovi permessi in bacini ad alto potenziale, il gruppo punta a realizzare nei prossimi quattro anni 2,5 miliardi di barili di nuove risorse perforando 140 pozzi esplorativi. "Ci aspettiamo che i nostri nuovi progetti di sviluppo raggiungeranno il breakeven a un prezzo del greggio di 25 dollari al barile" ha aggiunto Claudio Descalzi, che ha poi precisato come la creazione di valore per gli azionisti resti la principale priorità per Eni: "E per questo abbiamo deciso di annunciare l'aumento del dividendo 2019 del 3,6% a 0,86 euro per azione, in linea con la nostra politica di remunerazione progressiva. Inoltre, daremo il via a un programma quadriennale di buyback che prevede, nel 2019, un ammontare di 400 milioni di euro, mentre per i tre anni successivi, assumendo un leverage stabilmente inferiore al 20%, un ammontare annuale di 400 milioni di euro in uno scenario di Brent a 60-65 dollari, oppure 800 milioni di euro con un prezzo del Brent superiore a 65 dollari al barile". Nel piano 2019-2022 sono previsti investimenti per 33 miliardi, di cui 8 miliardi solo nel 2019.
martedì 5 febbraio 2019
Eni sigla l’accordo con Adnoc Refining e ottiene il 20% delle quote. L’Amministratore Delegato Claudio Descalzi, estremamente soddisfatto per l’operazione, sottolinea l’apporto tecnologico di qualità che ne conseguirà.

Eni sigla un importante accordo con Adnoc Refining ad Abu Dhabi. Al termine di una competizione di due anni, la multinazionale guidata da Claudio Descalzi viene selezionata tra le 20 partecipanti e acquisisce il 20% delle quote. Si prevedono miglioramenti tecnologici e maggior capacità di raffinazione.
Claudio Descalzi

Accordo Eni - Adnoc Refining, Claudio Descalzi soddisfatto


Un'operazione rilevante, probabilmente la più importante mai portata a termine nel territorio degli Emirati Arabi Uniti da un investitore straniero attivo nel settore dell'energia. Eni ha siglato un accordo con Adnoc Refining per l'acquisizione del 20% delle quote della compagnia petrolifera di Abu Dhabi. Continua così l'affermazione nella zona del Golfo Persico, uno dei mercati più ricchi e promettenti del settore petrolchimico. Claudio Descalzi ha commentato l'accordo, esprimendo la propria soddisfazione: "Essere stati selezionati e aver vinto, soprattutto per l'apporto tecnologico che saremo chiamati a fornire, è una grandissima soddisfazione". La competizione, infatti, durava da due anni ed Eni ha scalzato le altre 20 società partecipanti, affermando così l'eccellenza italiana all'estero.

Claudio Descalzi guida Eni verso importanti miglioramenti

L'accordo tra Eni e Adnoc Refining rappresenta un vero e proprio salto di qualità per l'azienda guidata da Claudio Descalzi. L'AD riferisce che la conseguenza primaria è lo straordinario miglioramento nella capacità di raffinazione, che aumenterà del 35%. Eni sarà, così, in grado di fornire un grosso apporto a livello tecnologico e riuscirà ad essere più efficiente rispetto a un mercato sempre più "volatile". In particolare, Claudio Descalzi si sofferma sui numeri relativi all'operazione: "Non appena sarà finito il primo sviluppo degli impianti di Adnoc, portando la produzione a 1,1 milioni di barili al giorno, avremo un break even pari a circa 1,5 dollari al barile, un risultato buonissimo che assicura una resistenza intrinseca a tutto il nostro comparto di raffinazione e controbilancia la nostra posizione nella produzione di idrocarburi, che è molto grossa e molto importante ma è legata all'andamento del prezzo del petrolio". In sostanza, un nuovo assetto alla struttura industriale di Eni.
mercoledì 23 gennaio 2019
L’economia circolare sempre più al centro della strategia di Eni: l’AD Claudio Descalzi parla dell’avvio nell’impianto di Gela del progetto “waste to fuel”.

Sinergia, simbiosi industriale e cambio culturale sono i tre pilastri su cui Eni ha costruito il modello integrato di economia circolare, di cui il progetto "Waste to Fuel" è emblema: la soddisfazione dell'AD Claudio Descalzi nell'intervista a "Il Sole 24 Ore".
Claudio Descalzi

Claudio Descalzi: Eni, avviato a Gela il progetto pilota "Waste to Fuel"

Lo scorso 27 dicembre Eni ha avviato il primo impianto a Gela per la produzione di biocarburanti dai rifiuti. Un progetto sperimentale. "Un esempio tangibile del modello integrato di economia circolare imperniato su tre pilastri (sinergia, simbiosi industriale e cambio culturale)" lo ha definito l'AD Claudio Descalzi, sottolineando come il progetto consentirà di "acquisire le informazioni necessarie per la progettazione di nuovi impianti su scala industriale che Eni realizzerà in altri siti dapprima in Italia". Come ha spiegato a "Il Sole 24 Ore", l'idea è quella di replicare il modello "Waste to Fuel", ossia di ricavare combustibile dal recupero e dalla trasformazione della frazione organica dei rifiuti solidi urbani (FORSU). "È il materiale che proviene appunto dalla raccolta differenziata dell'organico, più comunemente detto umido" ha spiegato Claudio Descalzi: nello specifico "si tratta di residui di cibo o preparazioni alimentari e frazioni assimilabili, come carta per alimenti sporca di residui alimentari". L'impianto è stato realizzato da Syndial, società ambientale di Eni, all'interno della Raffineria di Gela.

Claudio Descalzi a "Il Sole 24 Ore": i progetti ecosostenibili di Eni

Obiettivo di Eni, come annunciato dall'AD Claudio Descalzi nell'intervista a "Il Sole 24 Ore" è quindi quello di "realizzare diversi impianti Forsu distribuiti presso le principali città e riuscire a eliminare una grande quantità di rifiuti organici, riutilizzandoli e fornendo un significativo contributo in termini di vantaggi ambientali alle grandi aree urbane in Italia e all'estero". L'AD ha inoltre evidenziato come dal 2012 al 2017 il gruppo abbia investito circa 5 miliardi di euro tra riconversioni industriali, ricerca e bonifica: "Nel prossimo piano indicheremo l'impegno per l'economia circolare che include, oltre alla raffinazione "green", anche la chimica e il progetto rinnovabili". Oltre a Gela, Eni sta implementando il progetto per la realizzazione di un prototipo industriale a Ravenna e sta studiando anche lo sviluppo di un impianto su larga scala: l'intenzione del gruppo, come ha spiegato Claudio Descalzi, è di "spingerne la diffusione in Italia e proporne l'adozione anche all'estero, in grandi metropoli come Il Cairo, Lagos o Algeri".
martedì 28 agosto 2018
Eni in Libia: l’AD Claudio Descalzi incontra il Capo del Consiglio di presidenza del governo libico di unità nazionale per fare il punto sulle attività del gruppo nel Paese.
Claudio Descalzi

Libia: l'AD di Eni Claudio Descalzi incontra al-Sarraj

In visita a Tripoli, l'Amministratore Delegato di Eni Claudio Descalzi ha incontrato Fayez al-Sarraj, capo del Consiglio di presidenza del governo libico di unità nazionale. Una importante occasione di confronto sui progetti del gruppo nel Paese, come quello di Bahr Essalam, dove di recente è stata avviata la produzione del primo pozzo. Lo start-up della fase 2 completa lo sviluppo del più grande giacimento a gas in produzione nell'offshore libico, incrementando il potenziale produttivo di circa 400 milioni di piedi cubi di standard gas al giorno (MMSCFD). Nelle previsioni del gruppo guidato da Claudio Descalzi, la fase 2 dovrebbe terminare tra settembre e ottobre, portando la produzione totale del campo a 1.100 MMSCFD.

Eni: l'AD Claudio Descalzi sui progetti di sostenibilità per la Libia

Nell'incontro con il Capo del Governo libico, l'AD Claudio Descalzi ha parlato anche dell'avanzamento delle iniziative sociali e di sostenibilità avviate da Eni nel Paese: con un valore complessivo di 25 milioni di dollari, riguardano in particolare l'ambito sanitario e l'accesso all'acqua potabile. Il gruppo è anche il principale fornitore di gas al mercato locale, raddoppiato negli ultimi quattro anni, con 20 milioni di metri cubi al giorno destinati interamente ad alimentare le centrali elettriche del Paese per una capacità di generazione di energia di oltre 3 GW. Come ha ricordato Claudio Descalzi, Eni opera in Libia dal 1959: attualmente produce circa 320.000 barili di olio equivalente al giorno.
giovedì 2 agosto 2018
“Sono stati due giorni di lavoro intensi e molto proficui, culminati nell’incontro con il Santo Padre”: l’AD di Eni Claudio Descalzi racconta al Corriere della Sera il summit in Vaticano sulla sostenibilità.
Claudio Descalzi, AD Eni

Eni: l'AD Claudio Descalzi in Vaticano alla conferenza su transizione energetica e sostenibilità

Esce soddisfatto dall'incontro con Papa Francesco l'AD di Eni Claudio Descalzi. "Sono stati due giorni di lavoro intensi e molto proficui, culminati nell'incontro con il Santo Padre" spiega il manager in un'intervista rilasciata al "Corriere della Sera". Chiamato in Vaticano a confrontarsi su ambiente e sostenibilità insieme ai dirigenti delle altre principali realtà del settore energetico e petrolifero, l'AD di Eni ha accolto l'invito del Santo Padre a impegnarsi sempre più fortemente nella lotta al cambiamento climatico. "È un discorso che non riguarda solo l'energia, bensì tutto il nostro modello di consumi" risponde Claudio Descalzi al quotidiano, sottolineando come per vincerla sia necessario il contributo di tutti, da chi produce energia a chi la consuma fino alla politica "che detta le regole".

Claudio Descalzi: "Per vincere la sfida del cambiamento climatico serve l'impegno di tutti"

"Condividiamo e siamo ben consapevoli di trovarci di fronte ad una sfida epocale, e dobbiamo compiere rapidamente passi concreti per accelerare il cambio di rotta" ha detto l'AD di Eni Claudio Descalzi a margine dell'incontro in Vaticano con Papa Francesco. Un percorso verso il cambiamento che si deve realizzare essenzialmente su tre fronti: "Il primo fattore è la riduzione della componente carbonica nelle nostre attività" spiega l'AD al "Corriere della Sera" specificando che in questa prospettiva sono indispensabili "un sempre maggiore utilizzo delle nuove tecnologie, della digitalizzazione" e un incremento dei processi di trasformazione dell'energia. Il secondo è l'implementazione di un modello di sviluppo diverso: "Meno consumi e più economia circolare, cioè riciclo dei rifiuti, sia urbani sia industriali, un campo dove, come Eni, siamo molto impegnati". Infine è necessario continuare a garantire l'accesso all'energia sapendo che i fabbisogni del mondo non sono distribuiti in modo uniforme: come ha detto Papa Francesco oggi nel mondo più di un miliardo di persone che non ha accesso all'energia, in particolare in Africa e in Asia. "Dare energia a questi Paesi, diversificando le fonti, vuol dire rimuovere la povertà e dare loro sviluppo e benessere" ha evidenziato Claudio Descalzi: solo in Africa il gruppo ha già investito più di due miliardi di euro per portare energia in 15 Paesi, tra cui Algeria, Libia, Egitto, Ghana, Tunisia, Angola.
Eni archivia il primo semestre dell'anno con un utile netto di 2,2 mld di euro, in crescita del 124%: come ha dichiarato l’AD Claudio Descalzi, nel secondo trimestre 2018 si riconferma il trend di “forte miglioramento”.
Claudio Descalzi

Claudio Descalzi: focus sulla semestrale 2018 di Eni

In continuità con il primo trimestre 2018, anche nel secondo Eni riconferma il trend di "forte miglioramento" chiudendo positivamente il semestre. Rispetto ai primi sei mesi del 2017, il gruppo guidato da Claudio Descalzi vede aumentare del 124% l'utile netto, che si attesta intorno ai 2,2 mld di euro. In rialzo del 73% l'utile operativo adjusted e del 45% quello netto adjusted. Eni registra anche una crescita della generazione di cassa consolidata (+21%) e di quella operativa (+13%). Nel semestre, come riporta una nota del gruppo, sono stati effettuati investimenti netti per 3,67 miliardi, più che finanziati dal flusso di cassa organico. Si attesta sui 9,9 miliardi l'indebitamento finanziario netto. Nella conference call con gli analisti, l'AD Claudio Descalzi ha inoltre confermato la proposta di un acconto dividendo di 0,42 per azione per il CdA in programma il 13 settembre prossimo.

Eni: l'AD Claudio Descalzi commenta i risultati del secondo trimestre

"Nel secondo trimestre, come già nel primo, Eni ha proseguito nel trend di forte miglioramento della redditività che aumenta del 152% a fronte di una crescita del Brent in euro del 38%, trainata dalla performance del business E&P che ha più che triplicato il suo contributo": lo sottolinea l'AD di Eni Claudio Descalzi commentando i risultati ottenuti dal gruppo al 30 giugno di quest'anno. Il manager fa notare inoltre come sia nettamente cresciuta anche la generazione di cassa consolidata, spinta dal prezzo Brent e dalla maggiore produzione con un contributo per barile che sale a 20 dollari: ciò permette ad Eni di confermare la riduzione a 55 dollari/barile della nostra cash neutrality per il 2018. Claudio Descalzi definisce poi "ottimo" il risultato del business G&P, che è "frutto della maggiore integrazione del business del Gnl con le attività upstream e dei benefici della profonda riorganizzazione condotta negli ultimi anni". Inoltre "la flessione dello scenario nella Raffinazione e nella Chimica, anticiclico rispetto al Brent, ha comportato una riduzione del contributo di questi business che si sono comunque mantenuti positivi grazie alla ristrutturazione avviata nei precedenti esercizi". Concludendo la sua analisi, l'AD nota come la gestione del portafoglio abbia fatto registrare nel trimestre progressi significativi, con l'accordo per la nascita di Vår Energi in Norvegia e l'incasso del prezzo di vendita a Mubadala del 10% del campo di Zohr: "Come risultato finale il debito netto prosegue nella sua discesa portandosi al di sotto di 10 miliardi di euro, livello più basso registrato negli ultimi 11 anni".
venerdì 16 marzo 2018
Eni torna in utile nel 2017 con produzione ai massimi di sempre: la soddisfazione dell’AD Claudio Descalzi nel commentare i risultati consolidati dell’esercizio e del quarto trimestre 2017.

Claudio Descalzi: i risultati consolidati dell'esercizio e del quarto trimestre 2017 di Eni

Claudio Descalzi, amministratore delegato EniCon un utile netto pari a 3,43 miliardi di euro (contro la perdita di 1,4 miliardi del 2016) e un utile netto adjusted a 2,4 miliardi (rosso di 340 milioni nel 2016), Eni chiude brillantemente il 2017 ritornando al profitto. Nel commentare i numeri dell'esercizio e del quarto trimestre 2017, l'AD Claudio Descalzi li definisce "risultati eccellenti che dimostrano come il processo di profondo cambiamento avviato nel 2014 abbia trasformato Eni in una società capace di crescere e creare valore anche in condizioni di mercato molto difficili". A incidere significativamente l'ottima performance registrata nel quarto trimestre, con un utile netto pari a 2,1 miliardi e quello «adjusted» a 0,98 miliardi, più che raddoppiato rispetto allo stesso periodo del 2016 (460 milioni di euro). Più nel dettaglio, l'AD ha evidenziato come nell'Upstream sia stato raggiunto il massimo storico della produzione: nonostante gli investimenti di sviluppo siano stati ridotti del 40% rispetto alla baseline 2014, i risultati esplorativi registrati sono stati eccellenti e i progetti più rilevanti sono stati messi in produzione in tempi record, come il giacimento di Zohr. "Inoltre nel Mid-Downstream abbiamo riportato in una posizione di profitto strutturale G&P con un anno di anticipo" ha aggiunto Claudio Descalzi, facendo notare anche il risultato operativo nell'R&M record degli ultimi 8 anni e la performance operativa nella Chimica, la migliore di sempre: "tutto ciò ha consentito di far crescere la generazione di cassa del 50%, a fronte di un aumento del Brent del 22% di ridurre la nostra cash neutrality a 57 $/bl e di rinforzare ulteriormente la nostra struttura patrimoniale, anche grazie alle dismissioni realizzate nell'anno".

Eni: il futuro del gruppo nelle parole dell'AD Claudio Descalzi

Con queste premesse, Claudio Descalzi non può che guardare con ottimismo ai prossimi anni: "Per il futuro le prospettive di crescita sono eccellenti in tutti i business e saranno perseguite con disciplina finanziaria e grande attenzione alla loro sostenibilità in presenza di scenari anche più difficili". L'AD di Eni ribadisce con questo che se le condizioni di mercato fossero più favorevoli, il gruppo potrebbe generare un enorme extra‐valore per i suoi azionisti. Intanto, come annunciato dallo stesso Claudio Descalzi, sulla base dei risultati consolidati dell'esercizio e del quarto trimestre 2017, il Consiglio intende proporre all'assemblea degli azionisti la distribuzione di un dividendo di 0,80 euro per azione (0,80 nel 2016) di cui 0,40 euro distribuiti nel settembre 2017 a titolo di acconto.
martedì 30 maggio 2017
Claudio Descalzi rimane al vertice di Eni: l’assemblea degli azionisti lo conferma, insieme al Presidente Emma Marcegaglia, alla guida del colosso energetico. Nel corso del vertice il manager ha illustrato, inoltre, i risultati raggiunti durante il suo triennio e gli obiettivi futuri.

Eni: Claudio Descalzi confermato come Amministratore Delegato

Claudio Descalzi, AD di EniClaudio Descalzi ed Emma Marcegaglia rimangono rispettivamente Amministratore Delegato e Presidente di Eni: lo ha confermato l'assemblea degli azionisti, svoltasi a Roma il 13 aprile. Il vertice ha dato l'occasione ai manager di illustrare, inoltre, i risultati raggiunti nel triennio sotto la loro gestione e di delineare le strategie future del gruppo. Il modello Eni si è basato nel corso degli ultimi anni su una logica finalizzata non al profitto immediato ma alla creazione di valore sul lungo periodo all'insegna della "sostenibilità sociale e ambientale". Rischio manageriale, competenze e innovazione, compliance sono i pilastri intorno ai quali si è sviluppato il gruppo energetico e che ne hanno contraddistinto il modello. In particolare, in materia di sicurezza, Eni ha registrato un grande cambio di rotta: dal dato di 0,94 infortuni per milioni di ore lavorate, è passata nel 2016 a 0,35, segnando una riduzione del 51%. Un risultato che differenzia il gruppo dagli altri competitor, che si attestano su una media di 1,1 infortuni per ore lavorate. Claudio Descalzi ha poi affrontato il tema delle emissioni, sottolineando una riduzione negli ultimi anni della produzione di CO2 del 9%. In chiusura, ha ricordato i risultati da record conseguiti nel 2016, nonostante la crisi del comparto petrolifero: 1,1 miliardi di barili di petrolio grazie agli investimenti nell'esplorazione; abbattimento dei costi di gestione operativa; 193% di rimpiazzo delle riserve, la più alta percentuale raggiunta dalla società; la cessione del giacimento a gas offshore di Zohr.

Claudio Descalzi: esperienze e incarichi professionali

Laureatosi in Fisica presso l'Università degli Studi di Milano nel 1979, Claudio Descalzi avvia la sua carriera professionale in Eni due anni più tardi, inizialmente in qualità di Ingegnere di giacimento. Divenuto Project Manager per lo sviluppo delle attività nel Mare del Nord, in Libia, Nigeria e Congo, nel 1990 cambia nuovamente ruolo, assumendo la carica di Responsabile delle attività operative e di giacimento in Italia. Managing Director della consociata Eni in Congo dal 1994 al 1998, diviene successivamente Vice Chairman & Managing Director di Naoc, in Nigeria. Nella prima decade del 2000 assume incarichi di progressiva responsabilità: Direttore dell'area geografica Africa, Medio Oriente e Cina (2000 - 2001), Direttore dell'area geografica Italia, Africa e Medio Oriente (2002 - 2005) e Vice Direttore Generale di Eni - Divisione Exploration & Production (2005 - 2008). Prima di diventare Amministratore Delegato di Eni, Claudio Descalzi è stato Presidente di Assomineraria (2006 - 2014), Chief Operating Officer di Eni - Divisione Exploration & Production (2008 - 2014) e Presidente di Eni UK (2010 - 2014).
venerdì 10 marzo 2017
L’AD Claudio Descalzi si reca in Mozambico, dove Eni sta portando avanti il progetto Coral South nell’ambito dello sviluppo via FLNG di campi a gas in acque profonde.

Eni: il viaggio in Mozambico dell'AD Claudio Descalzi

Claudio Descalzi, Amministratore Delegato di EniL'AD di Eni, Claudio Descalzi, si è recato in Mozambico per incontrare il Presidente della Repubblica Filipe Jacinto Nyusi e fare il punto sull'avanzamento dei progetti che il gruppo petrolifero sta portando avanti nel Paese. Tra questi il Coral South, relativo al giacimento Coral situato nell'Area 4 che è stato scoperto nel 2012 e contiene circa 450 milioni di metri cubi di gas in posto. Il piano, approvato dall'Autorità del Mozambico lo scorso febbraio, prevede la costruzione di sei pozzi sottomarini collegati a un impianto di produzione galleggiante FLNG (Floating Liquefied Natural Gas). Il Cda di Eni ha approvato il 18 novembre l'investimento per la prima fase dello sviluppo della scoperta del giacimento, mentre lo scorso ottobre è stato firmato un accordo per la vendita a BP dell'intero ammontare dei volumi di Gnl prodotti da Coral South per un periodo di oltre vent'anni. In Mozambico Claudio Descalzi ha avuto modo di incontrare anche il Primo Ministro del Paese africano, il Ministro delle Risorse Minerarie e il Presidente della compagnia statale EnH, partner dell'Area 4. Le due società, insieme ad altre, collaborano anche al progetto di esplorazione e sviluppo del blocco offshore A-5A, situato nell'area Angoche, nelle acque profonde del Bacino Settentrionale dello Zambesi.

Claudio Descalzi: il curriculum professionale dell'AD di Eni

È in Eni, di cui diventa Amministratore Delegato nel maggio 2014, che si concentra la carriera di Claudio Descalzi. Laureato in Fisica all'Università degli Studi di Milano, arriva nel gruppo petrolifero nel 1981: inizialmente Ingegnere di giacimento, diventa poi Project Manager. Gli anni Novanta rappresentano un'importante occasione di crescita per il manager: gli viene infatti affidato l'incarico di guidare le consociate del Gruppo in Congo e Nigeria. I risultati raggiunti gli permettono di ricoprire diverse posizioni in ambito manageriale: Direttore dell'area geografica Africa, Medio Oriente e Cina (2000-2001), Direttore dell'area geografica Italia, Africa e Medio Oriente (2002-2005), Vice Direttore Generale di Eni - Divisione Exploration & Production (2005-2008) e Chief Operating Officer (2008-2014). Nel 2014 il Cda di Eni lo nomina AD. Claudio Descalzi è Visiting Fellow of The University of Oxford e nel dicembre 2015 è entrato a far parte del "Global Board of Advisors del Council on Foreign Relations". È il primo europeo nel settore dell'Oil&Gas ad essere insignito nel 2012 del prestigioso premio internazionale SPE/AIME "Charles F. Rand Memorial Gold Medal", assegnato dalla Society of Petroleum Engineers e dall'American Institute of Mining Engineers (AIME).