Visualizzazione post con etichetta Eni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Eni. Mostra tutti i post
mercoledì 29 luglio 2020
Roberto Casula è un manager con competenze nel settore dell’energia. Laureatosi presso L’Università degli Studi di Cagliari, ha iniziato il suo percorso professionale in qualità di Reservoir Engineer.

La carriera di Roberto Casula in Eni inizia alla fine degli anni '80: come esperto del settore minerario ha svolto diversi incarichi in ambito internazionale.
Roberto Casula

Roberto Casula: gli studi e l'ingresso in Eni

Originario di Cagliari, Roberto Casula si laurea in Ingegneria Mineraria presso l'Università della città. Grazie alla sua specializzazione, inizia subito una collaborazione con Agip, a Milano, dove viene assunto come Reservoir Engineer. È il 1988: sarà l'inizio di un percorso che lo porterà a ricoprire incarichi di crescente responsabilità all'interno del gruppo. Inizialmente impegnato nei processi di sviluppo e produzione dei giacimenti di idrocarburi, dopo 3 anni è a Luanda, in Angola, dove lavora per una consociata della società. Sono gli anni della privatizzazione di Eni, che termina nel 2001 con l'assorbimento di Agip, dove nel frattempo il manager assume la carica di Development and Production Coordinator, rafforzando così le sue esperienze all'estero: è infatti responsabile di operazioni nei Paesi dell'Africa Occidentale e in quelli della regione asiatica. È così che fino al 2004 Roberto Casula si stabilisce a Teheran, capitale dell'Iran, diventando inizialmente Responsabile dei Servizi Tecnici e in seguito Dirigente e Project Director.

Gli ultimi incarichi di Roberto Casula e l'impegno in Africa

Conclusasi l'esperienza in Iran, Roberto Casula torna in Italia, a Gela, dove è chiamato a dirigere il CdA di Eni Mediterranea Idrocarburi S.p.A. come Amministratore Delegato. Dopo appena un anno è nella capitale libica, Tripoli, come Managing Director per Eni Nord Africa BV, dove è responsabile delle operazioni del Gruppo all'interno del Paese. Dopo un veloce rientro in Italia, nel 2008 è di nuovo in Africa, in Nigeria, sia come Senior Vice President della Regione Sub-Sahariana che come Chairman di diverse consociate. Passano tre anni e arriva la nomina a Executive Vice President con il compito di gestire le attività del Gruppo nel continente africano e nel Medio Oriente. Con un percorso che lo ha portato a conoscere in maniera approfondita la situazione energetica di Paesi come Congo e Mozambico, negli ultimi anni Roberto Casula ha teorizzato il "trilemma dell'energia", composto da equità, sostenibilità ambientale e sicurezza. Secondo il manager tutto il settore energetico deve continuare a interrogarsi su queste tre questioni fondamentali, cambiando tuttavia il punto di vista di partenza: bisogna mettere al centro della discussione non più i Paesi occidentali ma le problematicità affrontate dall'Africa, aiutando il Continente nello sviluppo di un sistema energetico meno inquinante e soprattutto economico, così da raggiungere quelle aree ancora oggi poco coinvolte.
lunedì 6 luglio 2020
Una società più snella e flessibile che possa cambiare molto rapidamente per soddisfare le condizioni di mercato ma con una chiara visione di lungo periodo: l’AD Claudio Descalzi illustra a Reuters la nuova Eni.

Reuters intervista l'AD di Eni Claudio Descalzi: "Nei prossimi tre anni voglio tracciare un cammino completamente irreversibile per il gruppo verso la transizione energetica"
Claudio Descalzi, AD Eni

L'AD Claudio Descalzi disegna il futuro di Eni in un'intervista a Reuters

Trasformare Eni in un'azienda più ecologica, concentrandosi su prodotti a bassa emissione per creare un vasto bacino di clienti che stabilizzi il business e attragga investitori: è l'obiettivo che si è dato l'AD Claudio Descalzi, come rivela in un'intervista a Reuters. "Una società più snella e flessibile che possa cambiare molto rapidamente per soddisfare le condizioni di mercato ma con una chiara visione di lungo periodo" spiega l'AD sottolineando inoltre come Eni debba svolgere un ruolo primario nella transizione energetica "che ha subìto un'accelerazione dopo l'emergenza Coronavirus". Nei prossimi tre anni dunque "voglio tracciare un cammino completamente irreversibile per il gruppo" e in questa prospettiva "dobbiamo fornire diversi tipi di prodotti energetici ai nostri clienti". Claudio Descalzi ricorda inoltre come lo scorso febbraio Eni si sia impegnata a "ridurre dell'80% le emissioni di gas serra in una delle più ambiziose spinte verso la transizione energetica in un settore sotto pressione degli investitori affinché diventi più verde". La direzione è tracciata: "Per fare ciò avrà meno petrolio e più gas nel portafoglio, costruirà capacità rinnovabile, convertirà le raffinerie in biocarburanti e intensificherà i progetti di silvicoltura e cattura di carbonio". In questo scenario anche Eni deve fare i conti con l'emergenza sanitaria e gli effetti socio-economici: "L'impatto del Covid-19 sarà con noi per un anno o due ed è per questo che abbiamo lavorato molto velocemente sulla nostra nuova riorganizzazione".

Claudio Descalzi: per Eni il cammino verso la transizione energetica diventerà completamente irreversibile

"Eni ha diviso in due il business, creando una divisione per concentrarsi sull'energia pulita" sottolinea a Reuters l'AD Claudio Descalzi spiegando come il piano arrivi in un momento in cui il settore petrolifero e del gas è davanti a un crollo della domanda in seguito all'epidemia di Coronavirus e all'incertezza sul lungo termine: sullo sfondo la mobilitazione dei governi contro i cambiamenti climatici. Secondo l'AD allontanarsi dal petrolio non rischierebbe di minare i rendimenti poiché "le nuove imprese 'Energy Evolution' sono a minore intensità di capitale e meno rischiose con circa l'80% della nuova energia nei paesi Ocse". Eni punta a introdurre nuove materie prime per alimentare bio-raffinerie e centrali elettriche tra cui biogas, grassi animali e rifiuti inorganici, nel tentativo di sviluppare i prodotti puliti che aumenteranno il pool di clienti da 9 milioni a oltre 20 milioni entro il 2050: "Stiamo ottenendo rendimenti del 15% sulle nostre bio-raffinerie e questo aumenterà ulteriormente quando toglieremo l'olio di palma entro la fine del 2022". Quindi, conclude Claudio Descalzi, "possiamo confrontare i rendimenti con le attività a monte solo con un rischio inferiore".
Luigino Lusuriello: “Nei vari settori in cui operiamo, la ricerca e l’innovazione sono requisiti essenziali per mantenere competitività ed efficienza e per la sostenibilità delle nostre operazioni”.

Luigino Lusuriello è un manager dalla comprovata esperienza internazionale: oggi alla guida della transizione digitale di Eni, ha da sempre posto l'accento sui veri obiettivi del digital (sicurezza, efficienza, sostenibilità), sottolineando come le tecnologie debbano supportare le competenze umane.
Luigino Lusuriello

Luigino Lusuriello: il webinar su aziende e digitale

"Nei vari settori in cui operiamo, la ricerca e l'innovazione sono requisiti essenziali per mantenere competitività ed efficienza e per la sostenibilità delle nostre operazioni": sono le parole di Luigino Lusuriello, Chief Digital Officer di Eni. In occasione del webinar intitolato "Perché adottare processi digitali in azienda", il manager ha parlato dell'esperienza del Gruppo con la transizione digitale, specificandone l'approccio improntato a migliorare la sicurezza, la decarbonizzazione e la transizione energetica. "I progetti della nostra azienda digitale", ha specificato Luigino Lusuriello, "si sviluppano su un arco di alcuni anni, richiedono investimenti importanti in termini di risorse ed energie ma li riteniamo essenziali per ottenere risultati". È fondamentale sfruttare la tecnologia per quello che è, un mezzo per giungere al traguardo della digital transformation, e non un fine. Durante il webinar, il manager ha parlato anche del calcolatore HPC5, in grado di sfruttare i "big data" a supporto del passaggio a fonti energetiche pulite (moto ondoso in primis). "Eni ha sempre visto nell'innovazione, nella ricerca e nella trasformazione, dei principi guida fondamentali", ha specificato Lusuriello.

Luigino Lusuriello: le tappe principali della carriera

"Per far sì che le tecnologie possano esprimere il loro potenziale, bisogna mettere al centro la persona": è il motto di Luigino Lusuriello, che ricopre la carica di Chief Digital Officer del Gruppo Eni. Originario di Genova, avvia la sua carriera professionale nel 1988 in Agip S.p.A., come progettista di strutture onshore e offshore nella Direzione Ingegneria. In seguito, passa in Eni con il ruolo di Managing Director di Eni Congo. Tra il 2007 e il 2009 ricopre lo stesso incarico in Eni UK. Al contempo, dopo la laurea in Ingegneria Meccanica presso l'Università di Genova, completa la sua formazione con il corso "The Oxford Advanced Management and Leadership Programme" della Said Business School University of Oxford. Consolidate le proprie competenze a livello internazionale, Luigino Lusuriello torna in Italia in qualità di Vice President incaricato del coordinamento gestionale in Kazakhstan - Karachaganak. Nel 2011 è nominato Senior Vice President Programma Iraq. Prima di assumere l'attuale incarico di Chief Digital Officer, è stato Executive Vice President Operations per Eni.
venerdì 3 luglio 2020
Claudio Descalzi, la “svolta storica” di Eni: “Creiamo due grandi anime interne per diventare leader nei prodotti energetici decarbonizzati”.

Eni prosegue nel suo "cammino irreversibile verso la decarbonizzazione": l'AD Claudio Descalzi annuncia la nascita di due nuove Divisioni Generali.
Claudio Descalzi

Claudio Descalzi, in Eni due nuove Direzioni Generali: i dettagli della riorganizzazione

Una riorganizzazione societaria per vincere la sfida più importante: portare Eni nel 2050 a raggiungere i target definiti nel Piano che l'AD Claudio Descalzi ha presentato lo scorso febbraio. Il nuovo assetto di Eni prevede la nascita di due nuove Direzioni Generali: Natural Resources ed Energy Evolution, strettamente connesse alla filiera degli idrocarburi, sono state create con l'obiettivo di gestire al meglio le fasi della transizione energetica e di sviluppare congiuntamente processi di decarbonizzazione per generare prodotti green, blu e bio. Le strutture centrali saranno sviluppate per supportare l'AD Claudio Descalzi nelle funzioni di controllo compliance e risk management integrate e le Direzioni Generali nel raggiungimento dei loro obiettivi. A guidare la Natural Resources sarà Alessandro Puliti mentre a Massimo Mondazzi è stata affidata la Energy Evolution. Il riassetto rappresenta un passo fondamentale nell'implementazione della Strategia al 2050, che nel coniugare gli obiettivi di sviluppo, di solidità economico-finanziaria e di sostenibilità ambientale punta a una significativa riduzione delle emissioni carboniche.

Eni al 2050 e l'impegno sul fronte della decarbonizzazione: le considerazioni di Claudio Descalzi

"Questa nuova organizzazione rispecchia la svolta storica che Eni sta intraprendendo. Un cammino irreversibile che ci porterà a diventare una compagnia leader nella produzione e vendita di prodotti energetici decarbonizzati" ha sottolineato l'AD Claudio Descalzi nel presentare al Consiglio d'Amministrazione lo scorso 4 giugno la riorganizzazione spiegando come proprio "per realizzare e, se possibile, accelerare" il percorso intrapreso a febbraio con il nuovo Piano, siano state create "due grandi anime all'interno della nostra azienda" che avranno precisi obiettivi "ma al contempo saranno chiamate a cooperare per gestire al meglio la transizione e per fornire ai nostri clienti la più vasta gamma di prodotti sostenibili". Non solo: "La trasformazione organizzativa riguarda anche le strutture corporate che evolveranno rimanendo presidio centrale dei processi strategici e di controllo e fornendo un supporto efficace al raggiungimento degli obiettivi delle Direzioni Generali". La lotta al cambiamento climatico e la sostenibilità dello sviluppo, come sottolineato infine dall'AD Claudio Descalzi, sono riconosciute da Governi, società civile, investitori e aziende come direttrici prioritarie per lo sviluppo globale e soltanto chi le perseguirà in modo concreto ed innovativo sarà in grado di creare valore nel lungo termine: "E noi vogliamo essere attori protagonisti di una transizione energetica equa nella quale crediamo e che diventa uno dei capisaldi della nostra azione di trasformazione".
mercoledì 3 giugno 2020
Roberto Casula è un manager di Eni dalla comprovata esperienza nel settore energetico: nel corso della sua carriera ha ricoperto incarichi professionali di rilievo sia in Italia che all’estero.

Dopo una Laurea in Ingegneria Mineraria e l'esordio professionale in Agip, Roberto Casula ha intrapreso una lunga carriera in Eni, ricoprendo ruoli apicali nel Gruppo energetico italiano.
Roberto Casula

I primi incarichi professionali di Roberto Casula

Nato a Cagliari nel 1962, Roberto Casula completa il proprio percorso universitario nel 1988 conseguendo la Laurea in Ingegneria Mineraria presso l'Università della città, a cui succede l'abilitazione alla professione di Ingegnere. Avvia il percorso professionale nel comparto energetico presso Agip S.p.A., dove è impiegato come Reservoir Engineer fino al 1991. Qui, si occupa inizialmente delle prove di produzione e dell'acquisizione dati sui pozzi, per poi concentrarsi, in un secondo momento, sull'ambito del reservoir modelling (supervisione della modellizzazione numerica del comportamento dinamico dei giacimenti petroliferi). Nel 1992, Roberto Casula si trasferisce all'estero, in Angola, dove viene nominato Reservoir Engineer e Petroleum Engineer della consociata Agip Angola Ltd, presso cui è incaricato della gestione delle operazioni di mantenimento e sviluppo. Rientrato in Italia nel 1997, assume l'incarico di Development and Production Coordinator, operando negli uffici di San Donato Milanese come Responsabile delle operazioni svolte da Eni nelle zone dell'Africa Occidentale e dell'Asia Centrale in cui è presente il Gruppo.

I ruoli di responsabilità di Roberto Casula in Eni

Gli incarichi in ambito internazionale conducono Roberto Casula a intraprendere ulteriori esperienze di successo nel settore dell'energia: nel 2000 è in Iran in qualità di Responsabile dei Servizi Tecnici di progetto e, a Teheran, è nominato Project Director delle fasi 4 e 5 del piano Giant South Pars Gas. Rientrato in Italia nel 2004, coordina le attività di esplorazione del territorio siciliano in qualità di Managing Director (Eni Mediterranea Idrocarburi S.p.A.), per poi ripartire, in seguito, alla volta di Tripoli, in Libia, dove è prima Managing Director per il Nord Africa e poi Senior Vice President della Regione Sub-Sahariana. Sono anni decisivi per la svolta professionale: in questo periodo, infatti, viene nominato Executive Vice President, divenendo dal 2011 Responsabile delle attività svolte dal Gruppo nei territori africani e mediorientali. Il 2014 è un altro anno decisivo per la carriera di Roberto Casula: assume, infatti, la carica di Chief Development, Operations & Technology Officer di Eni S.p.A., un ruolo a diretto riporto dell'Amministratore Delegato, e gli viene affidato il coordinamento della Direzione Tecnica e delle attività svolte all'interno di Eni, nello specifico per compiti tecnici, operativi, progettuali e di ricerca e sviluppo.
Claudio Descalzi presenta 'Eni for - A just transition 2019': il punto sulla trasformazione intrapresa dal gruppo negli ultimi 6 anni e gli impegni inclusi nel Piano Strategico di Lungo Termine al 2050.

La transizione energetica e la decarbonizzazione, i diritti umani, lo sviluppo locale: l'impegno di Eni nel report di sostenibilità 2019, presentato dall'AD Claudio Descalzi.
Claudio Descalzi

Claudio Descalzi: 'Eni for - A just transition 2019', l'importanza della sostenibilità per il gruppo

Il quattordicesimo report di sostenibilità di Eni parla chiaro: l'impegno sul fronte dello sviluppo sostenibile porta a risultati concreti ed è destinato a rafforzarsi, nonostante lo scenario complesso in cui il gruppo è chiamato a muoversi oggi. "Il momento storico che stiamo attraversando sta mettendo sul nostro cammino sfide complesse, ma siamo convinti che dalle difficoltà possano nascere nuove opportunità" ha sottolineato l'AD Claudio Descalzi nell'introdurre 'Eni for - A just transition 2019', il report che illustra i più recenti risultati della trasformazione avviata dall'azienda negli ultimi 6 anni oltre ai nuovi impegni definiti nel Piano Strategico di Lungo Termine al 2050. Qualche numero: la riduzione dell'intensità delle emissioni di gas a effetto serra (-27% rispetto al 2014 in linea con il target di -43% al 2025); il calo delle emissioni fuggitive di metano (-44% rispetto al 2018), che ha permesso il raggiungimento con 6 anni di anticipo del target al 2025 di riduzione dell'80% rispetto al 2014; lo sviluppo di tecnologie, in particolare nel settore delle fonti rinnovabili (biocarburanti e solare); la formazione in materia di diritti umani per un totale di 25.845 ore erogate; la verifica e valutazione di circa 6.000 fornitori in tema di sostenibilità ambientale e sociale (es. salute, sicurezza, ambiente, diritti umani, anti-corruzione, compliance); gli investimenti per lo sviluppo locale (circa 95,3 milioni). E per i prossimi anni il gruppo guidato da Claudio Descalzi ha individuato tre aree di intervento prioritarie: neutralità carbonica nel lungo termine, modello per l'eccellenza operativa e alleanze per lo sviluppo locale.

Claudio Descalzi: l'impegno di Eni a favore della sostenibilità ancora più forte oggi

Il percorso di trasformazione intrapreso da Eni negli ultimi sei anni, ispirato agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, ha portato a un nuovo modello di business che ha permesso alla società dell'energia di diventare "più semplice, veloce e resiliente" e di integrare la sostenibilità in ogni attività. Come evidenzia l'AD Claudio Descalzi, "gli impegni che abbiamo preso per portare avanti il processo di trasformazione sono ancora più forti oggi, così come la nostra determinazione al contrasto del cambiamento climatico e il nostro sforzo per una transizione energetica equa, che tenga conto di tutti i fattori in gioco: dalla necessità di ridurre l'impronta carbonica nella direzione dell'Accordo di Parigi all'esigenza di uno sviluppo globale della collettività". Non a caso il report include anche un documento incentrato esclusivamente sul percorso di neutralità carbonica nel lungo termine: tra gli obiettivi della nuova strategia l'azzeramento delle emissioni nette GHG scope 1 + scope 2 entro il 2040 e il raggiungimento al 2050 di una riduzione dell'80% delle emissioni nette GHG sull'intero ciclo di vita dei prodotti energetici (comprensive di emissioni scope 1, scope 2 e scope 3), oltre la soglia del 70% indicata dall'Agenzia Internazionale dell'Energia nello Scenario di Sviluppo Sostenibile (SDS), compatibile con gli obiettivi dell'Accordo di Parigi. Non solo: in linea con quanto più volte espresso anche dall'AD Claudio Descalzi in merito alla valorizzazione delle persone e delle competenze, nel 2019 Eni ha investito 33,4 milioni di euro nella formazione, incrementando del 16,5% le ore dedicate a questa attività rispetto al 2018. Una sezione del report è inoltre dedicata alle collaborazioni strette con istituzioni, agenzie di cooperazione, università, organizzazioni della società civile e stakeholder locali per promuovere lo sviluppo locale dei territori in cui il gruppo è presente.
martedì 14 aprile 2020
Laureatosi in Ingegneria Meccanica presso l’Università di Genova, Luigino Lusuriello vanta un’importante percorso professionale all’interno di Eni.

Dal 2018 Luigino Lusuriello è Chief Digital Officer del Gruppo Eni: il rapporto di collaborazione con la società comincia ben prima, quando viene assunto in qualità di Ingegnere Progettista.
Luigino Lusuriello, Chief Digital Officer del Gruppo Eni

Luigino Lusuriello: dalla Marina Militare ai primi incarichi di responsabilità in Eni

Nato nel 1961 a Genova, Luigino Lusuriello frequenta la Facoltà di Ingegneria della sua città natale, dove si laurea con il massimo dei voti nel 1986. Dopo un'esperienza di due anni come ufficiale del Genio Navale della Marina Militare, nel 1988 entra in Eni come Ingegnere Progettista. Prosegue la sua carriera come Construction Yard Manager nel distretto operativo di Ravenna. Nel 1993 è si trasferisce in Congo come Platform Manager per Agip Recherces. L'anno successivo è di nuovo in Italia, a Crema, dove ricopre il ruolo di Manager - Production and Maintenance Technologies. Dopo 4 anni, passa al distretto operativo di Ortona, in Abruzzo: inizialmente come Project Delivery Manager, in seguito come Production Manager e infine come District Manager, carica che ricoprirà anche nel distretto di Val d'Agri. Successivamente Luigino Lusuriello è di nuovo in Congo come Managing Director. Ricoprirà lo stesso ruolo anche presso la sede di Eni del Regno Unito .

I recenti incarichi di Luigino Lusuriello

Nel 2009 Luigino Lusuriello frequenta con successo il corso "The Oxford Advanced Management and Leadership Programme", organizzato dalla Said Business School University of Oxford. Un'esperienza che, aggiunta agli incarichi già ricoperti in Italia e all'estero, amplia ulteriormente la sua formazione. Viene infatti nominato Regional Vice President per il territorio del Kazakistan, mentre nel 2011 Senior Vice President per il Programma Iraq. Dal 2012 al 2018 una nuova importante tappa: diventa infatti Vice Presidente Esecutivo alle Operazioni, con responsabilità nella funzione centrale tecnica della multinazionale. Attualmente ricopre per Eni il ruolo di Chief Digital Officer, un incarico fondamentale nella gestione della trasformazione digitale del Gruppo. Grazie al contributo di Luigino Lusuriello nel Change Management, Eni ha vinto nel 2019 il Premio Assochange: il riconoscimento è nato infatti con l'obiettivo di premiare le realtà produttive che si sono distinte nel processo di digitalizzazione della propria struttura organizzativa.
mercoledì 18 marzo 2020
Roberto Casula è un professionista del settore energetico che ha ricoperto incarichi di grande responsabilità all’interno del Gruppo Eni.

Roberto Casula è un manager del settore energetico che vanta un'esperienza consolidata all'interno di Eni, iniziata nel 1988 in qualità di Reservoir Engineer di Agip, controllata del Gruppo.
Roberto Casula

Il contributo di Roberto Casula per il Gruppo Eni

Classe 1962, Roberto Casula termina i suoi studi laureandosi in Ingegneria Mineraria presso l'Università di Cagliari. Nel 1988 lascia l'isola per recarsi a Milano, dove viene assunto da Agip, controllata del Gruppo Eni, come Reservoir Engineer. È l'inizio di una collaborazione che durerà 30 anni. Nel 1992 la sua prima esperienza all'estero: tramite la consociata Agip Angola Ltd è a Luanda, dove resterà per cinque anni come Chief Development and Production Engineer. Ritorna a Milano durante gli anni della privatizzazione di Eni, per la quale ricopre il ruolo di Development and Production Coordinator, occupandosi soprattutto di operazioni in terra africana e asiatica. Per tre anni è Dirigente e Project Director a Teheran, in Iran, per poi ritrovarsi nuovamente in Italia, a Gela, come Managing Director di Eni Mediterranea Idrocarburi. Nel 2005 Roberto Casula ritorna in Africa e per circa dieci anni assume via via incarichi di maggiore responsabilità: Managing Director di Eni Nord Africa BV, Senior Vice President della Regione Sub-Sahariana, Presidente delle tre consociate nigeriane di Eni Abuja e infine Executive Vice President per l'Africa e il Medio Oriente.

Il "trilemma dell'Energia" spiegato da Roberto Casula

La pluriennale esperienza dell'ingegnere Roberto Casula, con un focus sui Paesi africani e mediorientali, lo ha portato a definire quello che egli stesso chiama il "trilemma" dell'energia. Per l'esperto il settore deve interrogarsi e cercare soluzioni efficienti per affrontare tre questioni fondamentali riguardanti la produzione: sicurezza, equità e sostenibilità ambientale. In un mondo dove ormai il classico paradigma dell'energia (esplorazione, produzione, esportazione) sta giungendo alla sua conclusione, l'obiettivo principale è "reinventarsi", sfruttare le innovazioni e la creatività per trovare modi alternativi in modo da fronteggiare i pericoli del cambiamento climatico. Ma ancor prima, bisogna aiutare Paesi come quelli africani ad avvicinarsi alla transizione energetica. Basti pensare che, con poco più del 15% della popolazione mondiale, il continente africano consuma ad oggi solo il 5% dell'energia prodotta: senza infrastrutture adeguate e accesso alle energie pulite, l'Africa rischia di pagare a caro prezzo le conseguenze ambientali causate dal disinteresse dei Paesi OCSE. Un settore su cui puntare ad esempio è l'energia solare: per quanto possa sembrare banale, Roberto Casula sottolinea che ancora oggi, con le potenzialità infinite dovute alle caratteristiche del territorio, pochissime multinazionali del settore e Paesi esteri si sono impegnati a coadiuvare i Paesi africani nella costruzione di infrastrutture che possano portare, oltre ai benefici ambientali, anche un aumento dell'accesso all'energia.
martedì 25 febbraio 2020
Luigi Lusuriello guida il processo di transizione digitale di Eni. Il Gruppo ha recentemente ottenuto il Premio Assochange 2019 per il lavoro svolto in questa direzione.

"Un apprezzato riconoscimento per il lavoro svolto e un forte incentivo per proseguire su questa strada": così ha commentato Luigi Lusuriello, Chief Digital Officer di Eni, l'assegnazione del Premio Assochange al Gruppo, gratificazione ottenuta grazie ai progressi raggiunti nel processo di trasformazione digitale.
Luigino Lusuriello

Luigi Lusuriello: "Orgogliosi di ricevere il Premio Assochange"

Luigi Lusuriello, Chief Digital Officer di Eni, ha rappresentato il Gruppo ricevendo il Premio Assochange 2019. Giunto alla sua ottava edizione, il riconoscimento è stato consegnato in occasione del Convegno di presentazione dei risultati del 6° Osservatorio sul Change Management in Italia. L'evento si è svolto a Milano, presso Assolombarda. Il Premio è stato consegnato a Eni per "aver valorizzato appieno il connubio tra Tecnologia Digitale e Cambiamento Culturale delle persone", attraverso un progetto globale ambizioso di Change Management, studiato per supportare la digital transformation in atto. La digitalizzazione diventa così un appoggio alla sostenibilità e alla sicurezza delle attività di Eni. "Per noi la trasformazione digitale è un abilitatore di un profondo cambiamento culturale", ha dichiarato Luigi Lusuriello. "È per noi infatti sintesi di un concetto più completo di trasformazione del modo di lavorare delle persone, abilitata dal digitale. Per favorire il cambiamento è imprescindibile un forte programma di Change Management che riesca a valorizzare le diversità culturali, generazionali e professionali e che accompagni le persone a migliorare le loro performances integrandosi con le soluzioni digitali". Il manager ha sottolineato che il Premio rappresenta "un apprezzato riconoscimento per il lavoro svolto e un forte incentivo per proseguire su questa strada".

Luigi Lusuriello: la carriera professionale

Luigi Lusuriello è laureato in Ingegneria Meccanica presso l'Università di Genova. Nel 2009, a carriera avviata, decide di consolidare il suo percorso di formazione attraverso il corso "The Oxford Advanced Management and Leadership Programme" presso la Said Business School University of Oxford. In seguito alla laurea, entra in Agip S.p.A. in qualità di progettista di strutture onshore e offshore nella Direzione Ingegneria. Dal 1992 al 1993 è Construction Yard Manager a Ravenna, dal 1993 al 1994 è Platform Manager in Congo, mentre dal 1994 al 1998 è Manager - Production and Maintenance Technologies per la sede di Crema. Successivamente, ricopre i ruoli di Project Manager, Production Manager e Capo Distretto a Ortona, quest'ultima carica assunta anche in Val d'Agri. La sua carriera si apre sul fronte internazionale con l'incarico di Managing Director di Eni Congo e, in seguito, di Eni UK. Luigi Lusuriello viene nominato Senior Vice Presidente Programma Iraq nel 2011 ed Executive Vice President Operations dal 2013 al 2018. Da settembre 2018 ricopre l'incarico di Chief Digital Officer di Eni, occupandosi di guidare il processo di trasformazione digitale.
martedì 18 febbraio 2020
Dopo aver conseguito una consolidata esperienza nel settore minerario con Eni S.p.A., Roberto Casula arriva ai vertici della multinazionale grazie alle competenze sviluppate all’estero.

Roberto Casula, classe 1962, è un professionista nel settore energetico: gli studi in Ingegneria Mineraria e le esperienze accumulate all'estero lo hanno portato a ricoprire via via incarichi sempre più importanti all'interno del settore.
Roberto Casula

Dagli studi in Ingegneria Mineraria agli incarichi in Eni: i primi passi della carriera di Roberto Casula

Nato a Cagliari, Roberto Casula consegue la laurea in Ingegneria Mineraria nel 1988 presso l'Università della sua città natale, diventando subito dopo ingegnere professionista. La sua carriera inizia in Agip S.p.A., dove fino al 1991 ricopre il ruolo di Reservoir Engineer: in quegli anni si occupa di prove di produzione e acquisizione dati sui pozzi, oltre allo studio del comportamento dinamico dei giacimenti di idrocarburi, acquisendo solide competenze nel settore. L'anno successivo segna l'inizio della sua esperienza all'estero: entra a far parte della consociata Agip Angola Ltd, con sede a Luanda, come Reservoir Engineer, Petroleum Engineer e Chief Development Engineer. Nel 1997 rientra in Italia senza tuttavia abbandonare il focus sui mercati esteri: diviene infatti Development and Production Coordinator di Eni, occupandosi di attività operative e di business legate ai Paesi dell'Africa Occidentale e Centro-Asiatica.

Da Teheran a Tripoli: Roberto Casula consolida le sue esperienze

Dopo aver assunto nel 2000 l'incarico di Responsabile dei Servizi Tecnici di progetto per le attività in Iran, l'anno seguente si trasferisce a Teheran dove ricopre il ruolo di Dirigente e Project Director del progetto Giant South Pars Gas fasi 4-5. Il percorso in Eni di Roberto Casula è ormai consolidato: nel 2004 assume la carica di Managing Director di Eni Mediterranea Idrocarburi S.p.A. a Gela, svolgendo attività di esplorazione e produzione sul territorio siciliano. Nel 2005 è di nuovo all'estero in qualità di Managing Director di Eni Nord Africa BV, a Tripoli (Libia): l'esperienza maturata lo porta nel 2007 prima alla nomina di Senior Vice President della Regione Sub-Sahariana e successivamente Presidente delle 3 consociate Eni Abuja (Nigeria). Dopo aver sviluppato per anni competenze sui territori dei Paesi africani e del Medioriente, nel luglio 2014 la sua esperienza si concretizza con l'incarico di Chief Development Operations & Technology Officer di Eni.
Luigino Lusuriello: “È molto importante per noi tenere sotto controllo l’efficacia delle iniziative di trasformazione digitale, sia dal punto di vista economico che qualitativo per migliorare processi, efficienza e sicurezza”.

L'incarico di Chief Digital Officer in Eni ha portato Luigino Lusuriello a occuparsi in prima persona del processo di digital transformation in corso nel Gruppo: il digitale non solo accelera la crescita economica, ma agevola anche la strada verso la decarbonizzazione.
Luigi Lusuriello, Chief Digital Officer Eni

Luigino Lusuriello: perché Eni punta sul digital

Luigino Lusuriello è attualmente Chief Digital Officer di Eni, incarico assunto nel settembre del 2018. Tale ruolo lo vede in prima linea alla guida del processo di trasformazione digitale all'interno del Gruppo. Intelligenza artificiale, robotic process automation, deep learning, blockchain, IoT, realtà virtuale e aumentata: sono tutti strumenti innovativi che rientrano nel processo di digitalizzazione ormai avviato da Eni. Luigino Lusuriello ha confermato che per il Gruppo "è molto importante tenere sotto controllo l'efficacia delle iniziative di trasformazione digitale, sia dal punto di vista economico che qualitativo per migliorare processi, efficienza e sicurezza". Il digitale è una leva fondamentale per lo sviluppo sostenibile, nonché per agevolare e accelerare la crescita economica e consentire a tutti l'accesso all'energia. È anche attraverso questo tipo di innovazione che Eni punta a diventare carbon neutral sul lungo termine.

La carriera di Luigino Lusuriello

Luigino Lusuriello è laureato in Ingegneria Meccanica presso l'Università di Genova. Dopo quasi due anni di servizio come ufficiale del Genio Navale nella Marina Militare Italiana, inizia la sua carriera in Agip S.p.A. con l'incarico di progettista di strutture onshore e offshore nella Direzione Ingegneria. Dal 1992 al 1993 è Construction Yard Manager per la sede di Ravenna, dal 1993 al 1994 è Platform Manager in Congo, mentre dal 1994 al 1998 è Manager - Production and Maintenance Technologies per la sede di Crema. In seguito lavora come Project Manager, Production Manager e Capo Distretto a Ortona, quest'ultima carica ricoperta anche in Val d'Agri. Dal 2004 si sposta all'estero, assumendo l'incarico di Managing Director di Eni Congo e di Eni UK. Rientrato in Italia, si occupa del coordinamento gestionale in Kazakhstan - Karachaganak in qualità di Vice President. Nel 2011 Luigino Lusuriello diventa Senior Vice President del Programma Iraq. Prima di assumere l'attuale incarico di Chief Digital Officer, è Executive Vice President Operations di Eni dal 2013 al 2018. Per completare e consolidare il suo iter formativo, ha partecipato al corso "The Oxford Advanced Management and Leadership Programme" presso la Said Business School University of Oxford.
Protocollo d’intesa tra Ministro dell’Ambiente ed Eni: Claudio Descalzi firma per la decarbonizzazione del sito di Gela.

Il 10 dicembre, l'AD di Eni Claudio Descalzi ha messo la firma sulla decarbonizzazione del sito industriale di Gela: grazie al protocollo d'intesa firmato con il Ministro dell'Ambiente Sergio Costa, il Gruppo potrà attuare un programma di riqualificazione ambientale dell'area.
Claudio Descalzi

Gela, al via la decarbonizzazione del sito: Claudio Descalzi firma il protocollo d'intesa

Partono gli investimenti per Gela autorizzati dal Ministero dell'Ambiente: il 10 dicembre c'è stato l'incontro tra il Ministro Sergio Costa e Claudio Descalzi che ha portato alla firma di un protocollo di intesa nel quale Eni si impegna nella decarbonizzazione del sito siciliano. L'accordo mette fine ai dubbi sul futuro dell'impianto: il programma prevede lo smantellamento di tutte le aree in disuso, che verranno dedicate a nuove attività, oltre alla demolizione degli impianti non più funzionali. "Si tratta di un programma all'avanguardia, orientato allo sviluppo industriale sostenibile del sito, ai principi dell'economia circolare e all'utilizzo delle tecnologie più avanzate - ha commentato l'AD - Questo accordo segue e completa l'avvenuta riconversione della raffineria di Gela in bioraffineria, tramite la quale Eni ha avviato, in un'ottica di economia circolare, un processo di trasformazione industriale del sito in grado di produrre biocarburanti da biomasse e da prodotti di riciclo": l'intesa coinvolge anche i giacimenti a gas del progetto Cassiopea, che raggiungeranno la carbon neutrality attraverso impianti fotovoltaici, evitando scarichi nocivi nelle acque siciliane. Decarbonizzazione, mitigazione ambientale, riqualificazione e valorizzazione: secondo la nota di Eni, l'intesa prevede anche la rimozione di rottami e manufatti presenti sul fondale lungo il pontile, il recupero del canale per la raccolta delle acque di raffreddamento e infine, attraverso la piantumazione di specifiche specie arboree, la diminuzione dell'impatto di CO2.

Claudio Descalzi e la spinta ambientale di Eni

"L'ambiente è chiaramente una delle principali priorità per l'Eni, perché da qui a 15-20 anni non saremo la stessa società mentre sta cambiando tutta la catena produttiva. Stiamo lavorando non solo sulle rinnovabili ma anche sull'economia circolare, tutti i processi industriali stanno cambiando e stiamo investendo molto": sono le parole centrali dell'intervento di Claudio Descalzi, Amministratore Delegato del Gruppo dal 2014, durante i Mediterranean Dialogues, conferenza tenutasi a Roma la prima settimana di dicembre. L'evento, dedicato alla geopolitica e all'economia dell'area mediterranea, è stata l'occasione per consolidare gli obiettivi del Gruppo in materia ambientale. "Quello che faremo non è solo sulle nostre emissioni di CO2, bisogna anche intervenire su quelle prodotte dai propri clienti e dobbiamo cambiare i nostri prodotti finali, in un modo tale che anche i consumatori finali finiscano per ridurre le emissioni". Per raggiungere risultati concreti nella transizione energetica, secondo l'AD ci sarà bisogno della sinergia di tutti gli attori coinvolti, dato lo scenario globale che vede aumentare il bisogno di energia, specie in Asia e in Africa.
Roberto Casula, ai vertici di Eni, è un manager con esperienza internazionale nel settore energetico. La sua carriera prende avvio all’interno di Agip.

Roberto Casula è entrato a far parte del settore energetico negli anni '80, collezionando numerose esperienze a livello internazionale e specializzandosi nel settore prima in Agip e poi nel Gruppo Eni nato nel 1992.
Roberto Casula, manager Eni

Da Agip a Eni, Roberto Casula testimone della metamorfosi del Gruppo

Nata negli anni successivi alla Seconda Guerra Mondiale, Eni era un ente pubblico economico con un ruolo strategico: attraverso il controllo di Agip, Anic e Snam, realtà del settore avviate nel ventennio precedente, guida lo sfruttamento delle risorse energetiche italiane. È il 1992 quando con un decreto legge, Eni diventa una società per azioni e inizia un profondo processo di ristrutturazione. Pochi anni prima, nel 1988, Roberto Casula entra in Agip come Reservoir Engineer: con in tasca una laurea in Ingegneria Mineraria conseguita presso l'Università di Cagliari, sua città natale, inizia quindi la sua esperienza vivendo in prima persona il periodo di transizione del Gruppo, terminato nel 2001 con l'ultima vendita di parte del pacchetto azionario e l'assorbimento in Eni S.p.A. di Agip e Snam. Dopo una lunga esperienza all'estero grazie agli incarichi ricoperti per la consociata Agip Angola Ltd, con sede a Luanda, nel 1997 è di nuovo in Italia con il ruolo di Development and Production Coordinator per il neonato Gruppo, a capo di operazioni sia nel continente africano che in quello asiatico. Dopo 3 anni in Iran come Dirigente e Project Director, nel 2004 ritorna in Italia, dove ricopre la carica di Managing Director di Eni Mediterranea Idrocarburi S.p.A.

Roberto Casula, la situazione energetica del continente africano

Dal 2005 al 2014 Roberto Casula è in Africa, prima come Managing Director di Eni Nord Africa BV, a Tripoli, poi come Senior Vice President della Regione Sub-Sahariana e successivamente Presidente delle 3 consociate nigeriane di Eni Abuja. La sua conoscenza ormai consolidata della regione lo porta nel 2011 alla nomina di Executive Vice President per l'Africa e il Medio Oriente. La pluriennale esperienza ha fatto sì che il manager avesse ben chiara la situazione del continente africano, ponendo l'attenzione in particolare sull'accesso limitato all'energia. Secondo Roberto Casula infatti tutti i dibattiti e le discussioni degli ultimi decenni riguardanti il cambiamento climatico e il fabbisogno energetico si sono concentrate in maniera prevalente su Europa, Usa, Cina e India: mentre in questi Paesi si cercano modi per diminuire l'uso di energia, con circa il 16% della popolazione mondiale l'Africa ne consuma solo il 5%. Il manager sostiene dunque che per iniziare davvero ad affrontare la problematica del Continente bisogna innanzitutto garantire attraverso investimenti in infrastrutture l'accesso a un'energia più economica e pulita, come ad esempio quella solare, in modo da offrire l'opportunità a imprenditori e produttori locali di creare sviluppo sostenibile.
martedì 21 gennaio 2020
Luigino Lusuriello: “Oggi in Eni utilizziamo tutte le tecnologie disponibili: dall’intelligenza artificiale, all’internet delle cose, dalla robotica alla blockchain per usi di processi interni”.

La carriera di Luigino Lusuriello inizia in Agip S.p.A.: gli incarichi del manager crescono di importanza negli anni, fino ad arrivare al ruolo attuale in Eni, che lo vede protagonista del processo di trasformazione digitale, fondamentale per il futuro del Gruppo.
Luigino Lusuriello

Le tappe fondamentali della carriera di Luigino Lusuriello

Laureatosi in Ingegneria Meccanica presso l'Università di Genova, Luigino Lusuriello ricopre attualmente il ruolo di Chief Digital Officer del Gruppo Eni. La sua carriera ha inizio in Agip S.p.A. in qualità di progettista di strutture onshore e offshore nella Direzione Ingegneria. Le sue responsabilità crescono nel corso degli anni '90, con gli incarichi di Construction Yard Manager per la sede di Ravenna, di Platform Manager in Congo e di Manager - Production and Maintenance Technologies per la sede di Crema. In seguito, lavora come Project Manager, Production Manager e Capo Distretto a Ortona, quest'ultima carica ricoperta anche in Val d'Agri. Dal 2004 Luigino Lusuriello si apre ad un profilo più internazionale: è Managing Director di Eni Congo e, dal 2007 al 2009, di Eni UK. Si dedica inoltre al corso di formazione "The Oxford Advanced Management and Leadership Programme" presso la Said Business School University of Oxford. Viene nominato nel 2011 Senior Vice Presidente Programma Iraq. Prima di ricevere l'attuale incarico, è Executive Vice President Operations di Eni dal 2013 al 2018.

Luigino Lusuriello e il ruolo in Eni: focus sulla digital transformation

Luigino Lusuriello è Chief Digital Officer di Eni dal 18 settembre 2018. Questo ruolo lo pone in prima persona alla guida della trasformazione digitale del Gruppo. Sicurezza, asset integrity, efficienza operativa, decarbonizzazione, prototipazione rapida: sono gli obiettivi sui quali Eni punta sempre di più. "Oggi in Eni utilizziamo tutte le tecnologie disponibili: dall'intelligenza artificiale, all'internet delle cose, dalla robotica alla blockchain per usi di processi interni", ha spiegato il manager in varie occasioni. "Dall'esperienza fatta e che stiamo facendo, emerge un fattore importante: le persone. Solo l'integrazione persone-tecnologie è in grado di liberare il potenziale di questi nuovi strumenti". Luigino Lusuriello punta quindi l'attenzione su tre fattori preponderanti che hanno caratterizzato il mercato negli ultimi anni: la disponibilità dei dati, la riduzione dei costi dei sensori e la capacità computazionale. "Tutti insieme hanno liberato il potenziale delle tecnologie digitali, prima di tutte l'intelligenza artificiale", ma le persone rivestono comunque un ruolo centrale per portare avanti e infine vincere la sfida della digital transformation.
lunedì 13 gennaio 2020
Luigi Lusuriello: in Eni sono stati già avviati processi di digitalizzazione in tutti i campi, in particolare il digitale arriva all’interno degli impianti.

"5G Italy - The Global Meeting in Rome" è stato un evento importante per parlare delle sfide del digitale e dell'avvento del 5G in Italia: Luigi Lusuriello vi ha partecipato e ha commentato il convegno positivamente, sottolineando l'importanza di chiarire i vantaggi di questa nuova tecnologia.
Luigi Lusuriello Chief Digital Officer Eni

"5G Italy": la video intervista di Luigi Lusuriello

"Il 5G è una tecnologia che abilita un potenziale, ma poi per liberarne il vero beneficio bisogna considerare le persone al centro del processo e quindi il fattore umano": Luigi Lusuriello, Chief Digital Officer di Eni, ha partecipato all'evento "5G Italy - The Global Meeting in Rome", un'occasione importante per parlare dei benefici e dei dubbi che ancora persistono riguardo a questa nuova tecnologia, ormai alle porte. La video intervista del manager in occasione della tre giorni romana ha puntato i riflettori sulla digital transformation avviata da Eni: "Abbiamo attivato il processo di digitalizzazione in tutti i nostri campi. Il più rilevante è la digitalizzazione dei nostri impianti a cui abbiamo dato il nome "lighthouse", perché diventano un faro, un esempio da ripetere e imitare in Italia e in tutto il mondo". Luigi Lusuriello ha spiegato che anche in questo caso, al centro rimangono le capacità umane: "Le persone vengono abilitate dalla tecnologia e sono così in grado di cambiare il loro modo di lavorare portando il beneficio che effettivamente queste tecnologie possono liberare". Infine, il manager ha dato il suo commento in merito all'evento organizzato a Roma: "Il "5G Italy" è importante: è sempre bene parlare delle nuove tecnologie, spiegarle con un linguaggio chiaro e accessibile a tutti. Aiuta a liberare da dubbi e paure, spiegando invece in maniera chiara quelli che sono i vantaggi di queste nuove tecnologie".

Luigi Lusuriello: il profilo professionale

Luigi Lusuriello è attualmente Chief Digital Officer del Gruppo Eni, incarico ricevuto il 18 settembre 2018. Il suo percorso professionale inizia in seguito alla laurea in Ingegneria Meccanica conseguita presso l'Università di Genova e i due anni di servizio come ufficiale del Genio Navale nella Marina Militare Italiana. Entra prima in Agip S.p.A. con l'incarico di progettista di strutture onshore e offshore nella Direzione Ingegneria, per poi passare all'incarico di Construction Yard Manager per la sede di Ravenna. Diventa in seguito Platform Manager in Congo e infine Manager-Production and Maintenance Technologies per la sede di Crema. Lavora come Project Manager, Production Manager e Capo Distretto a Ortona, quest'ultima carica ricoperta anche in Val d'Agri. Successivamente la sua carriera si apre sul fronte internazionale con l'incarico di Managing Director per Eni Congo ed Eni UK. Prima di operare in qualità di Chief Digital Officer, Luigi Lusuriello è Senior Vice Presidente Programma Iraq ed Executive Vice President Operations di Eni.
giovedì 12 dicembre 2019
Luigi Lusuriello è alla guida della trasformazione digitale di Eni: tra gli ultimi eventi ai quali ha partecipato, la due giorni di Castel San Pietro Terme

Guardare al futuro con gli occhi ben fissi sulla digitalizzazione per una tecnologia al servizio delle necessità umane: Luigi Lusuriello si è occupato di questo argomento durante il Convegno "Power to our Planet", al quale ha partecipato in qualità di relatore.

Luigi Lusuriello

Luigi Lusuriello a Bologna: la sfida della Digital Transformation

Una due giorni per guardare ad un futuro in cui l'uomo sfrutterà la tecnologia in modo intelligente per aprire nuove potenzialità e nuove strade innovative che migliorino la vita e il lavoro di tutti: il convegno che si è svolto a Castel San Pietro Terme (Bologna) è stato intitolato "Power to our Planet". Tra i partecipanti vi era anche Luigi Lusuriello, Chief Digital Officer di Eni e impegnato quotidianamente in prima persona nel processo di transizione verso il digital. Il convegno è stato strutturato per risultare un momento unico di confronto e discussione tra i player più in primo piano del settore e le autorità, che si sono alternati per discutere temi centrali per l'economia: cambiamento climatico, energia circolare, efficienza energetica, decarbonizzazione, mobilità sostenibile, tecnologie digitali e nuovi modelli di business, senza dimenticare le competenze e i nuovi ruoli che emergono nell'industria. Tra i relatori, Luigi Lusuriello si è occupato in particolare del panel intitolato "L'evoluzione e le sfide nella Digital Transformation".

Le tappe fondamentali della carriera di Lugi Lusuriello

Attualmente Luigi Lusuriello si occupa di guidare la trasformazione digitale di Eni: il manager ha assunto la carica di Chief Digital Officer del Gruppo il 18 settembre 2018. Laureato in Ingegneria Meccanica, la sua esperienza professionale spazia dall'Italia all'estero ed è ricca di ruoli di crescente rilevanza. In Agip S.p.A. gli viene affidato l'incarico di progettista di strutture onshore e offshore nella Direzione Ingegneria, ma in seguito arriva a ricoprire i ruoli di Project Manager, Production Manager e Capo Distretto a Ortona, quest'ultima carica ricoperta anche in Val d'Agri. Dal 2004 il suo profilo professionale si apre verso orizzonti internazionali: è Managing Director di Eni Congo e in seguito di Eni UK. Per completare la sua formazione, Luigi Lusuriello ha preso parte nel 2009 al corso "The Oxford Advanced Management and Leadership Programme" presso la Said Business School University di Oxford. Nel 2011 viene nominato Senior Vice Presidente per il Programma Iraq, mentre dal 2013 al 2018, prima di ricoprire l'attuale carica, è Executive Vice President Operations per il Gruppo Eni.
giovedì 28 novembre 2019
Progetti e investimenti di Eni sul fronte dell’innovazione e della Digital Transformation: l’intervento dell’AD Claudio Descalzi all’evento sul tema organizzato lo scorso 12 novembre a Milano.

L'impatto dell'economia circolare su costi e materie prima nei prossimi anni: l'analisi dell'AD di Eni Claudio Descalzi, invitato a parlare di innovazione nel corso dell'incontro "The Frame, Human Innovation. Idee per nuovi leadership, leader per nuove idee".
Claudio Descalzi, AD Eni

Eni tra innovazione e sostenibilità: le parole dell'AD Claudio Descalzi

L'Amministratore Delegato di Eni Claudio Descalzi è intervenuto lo scorso 12 novembre all'incontro "The Frame, Human Innovation. Idee per nuovi leadership, leader per nuove idee" organizzato da Kpmg in collaborazione con l'Economia del Corriere della Sera. Nella sua ottica innovare non significa seguire gli altri, perché altrimenti si arriverebbe sempre ultimi: "Il momento in cui si anticipano le cose è il momento in cui non si fa quello che fanno gli altri". Eni lo sa bene: "Veniamo da sei anni terribili nel mondo dell'Oil&Gas integrato; il settore ha visto infatti i prezzi più bassi di sempre. Sono state fatte scelte diverse e questo ci ha salvato". L'AD Claudio Descalzi sottolinea in merito come il Gruppo abbia "investito e innovato sulla parte delle competenze, della ricerca e dell'esplorazione".

Claudio Descalzi: il valore dell'economia circolare per Eni

Senza tecnologia non c'è innovazione. Nel suo intervento all'incontro "The Frame, Human Innovation. Idee per nuovi leadership, leader per nuove idee", l'AD Claudio Descalzi ha sottolineato anche come il Gruppo in quattro anni e mezzo abbia investito in ricerca scientifica e aumentato del 40% il numero di ricercatori. Per Eni parlano ad esempio i significativi progressi raggiunti nell'economia circolare, uno dei settori su cui punta particolarmente. L'AD ne ha parlato in una intervista rilasciata al "Corriere della Sera" a margine dell'evento. "In futuro le materie prime non saranno più oil e gas, ma rifiuti organici e inorganici" ha spiegato Claudio Descalzi, facendo notare inoltre come i risultati raggiunti non sarebbero stati possibili senza le competenze e il coinvolgimento di tutta l'azienda nel processo di innovazione.
lunedì 25 novembre 2019
Roberto Casula, manager con un’esperienza consolidata all’interno del Gruppo Eni, ha sviluppato importanti competenze nel settore energetico.

Dopo aver conseguito la laurea in Ingegneria Mineraria e l'inizio di carriera in Agip, Roberto Casula approda in Eni, entrando a far parte del top management del Gruppo.
Roberto Casula

I primi incarichi di Roberto Casula nel settore energetico

Roberto Casula nasce a Cagliari nel 1962. Una volta terminati gli studi superiori, consegue nel 1988 la laurea in Ingegneria Mineraria presso l'Università della città. Successivamente, comincia il suo percorso professionale con un primo impiego nel settore degli idrocarburi presso Agip S.p.A., dove lavora fino al 1991 come Reservoir Engineer. Tale ruolo lo vede inizialmente impegnato nelle prove di produzione e nell'acquisizione dati sui pozzi. In seguito, si occupa invece dei lavori di reservoir modelling, ovvero di supervisione della modellizzazione numerica del comportamento dinamico dei giacimenti petroliferi. Nel 1992 si trasferisce nella società controllata del Gruppo Agip Angola Ltd a Luanda. In questo nuovo ruolo è incaricato di presiedere al controllo delle operazioni di mantenimento e sviluppo. Nel 1997 Roberto Casula torna in Italia, negli uffici di San Donato Milanese, in qualità di Development and Production Coordinator, ovvero di responsabile del coordinamento delle operazioni negli Stati dell'Africa Occidentale e dell'Asia Centrale in cui opera Eni.

Gli obiettivi e le iniziative di Roberto Casula in Eni

Nel 2000 Roberto Casula avanza nuovamente di livello all'interno di Eni, lavorando prima come Responsabile dei Servizi Tecnici di progetto in Iran e poi come Dirigente e Project Director delle fasi 4 e 5 del piano Giant South Pars Gas. Tale posizione lo vede coinvolto in numerosi sopralluoghi di progetto in loco, motivo che lo porta nuovamente a vivere a Teheran. Dopo un breve rientro in Italia nel 2004, si sposta in seguito a Tripoli, dove è prima Managing Director per il Nord Africa, poi Senior Vice President della Regione Sub-Sahariana, ruolo determinante per l'avanzamento di carriera di Roberto Casula. Nel luglio del 2014 viene nominato Chief Development Operations & Technology Officer, ruolo che lo porta a confrontarsi direttamente con l'AD di Eni per quanto concerne i compiti tecnici, operativi, progettuali e di ricerca e sviluppo.
venerdì 15 novembre 2019
Roberto Casula, manager con un’esperienza consolidata nel settore energetico, ha maturato all’interno del Gruppo Eni importanti competenze in ambito internazionale.

Dopo gli studi in Ingegneria e gli inizi professionali presso Agip, la carriera in Eni: l'iter di Roberto Casula nel settore energetico.
Roberto Casula

I primi incarichi di Roberto Casula nel settore energetico

Nato nel 1962 a Cagliari, Roberto Casula si laurea in Ingegneria Mineraria presso l'Università della città nel 1988. Concluso il periodo formativo, avvia la carriera professionale nel comparto degli idrocarburi, inizialmente presso Agip S.p.A., dove è impiegato fino al 1991 come Reservoir Engineer. Questo incarico lo porta a occuparsi in prima persona delle prove di produzione e dell'acquisizione dati sui pozzi. Successivamente, viene nominato reservoir modelling, lavorando alla supervisione della modellizzazione numerica del comportamento dinamico dei giacimenti petroliferi. Nel 1992 si sposta presso la società controllata del Gruppo Agip Angola Ltd a Luanda, capitale dello stato dell'Africa Centro-Occidentale. In questa veste professionale ha come compito principale il controllo delle operazioni di mantenimento e sviluppo. Nel 1997 Roberto Casula è di nuovo di ritorno in Italia, presso gli uffici di San Donato Milanese, nel nuovo incarico di Development and Production Coordinator. Tale ruolo gli impone la responsabilità di coordinamento delle operazioni negli Stati dell'Africa Occidentale e dell'Asia Centrale in cui è presente Eni.

Le competenze e le attività di Roberto Casula in Eni

Nel 2000 Roberto Casula avanza nuovamente nella sua carriera in Eni, divenendo prima Responsabile dei Servizi Tecnici di progetto in Iran e, in seguito, Dirigente e Project Director delle fasi 4 e 5 del piano Giant South Pars Gas. Tale incarico comporta il coinvolgimento in diversi sopralluoghi progettuali, ragione che lo spinge a trasferirsi di nuovo a Teheran. Dopo un breve ritorno in Italia nel 2004, si sposta per lavoro a Tripoli, capitale dello stato libico. Qui è inizialmente impiegato come Managing Director per il Nord Africa, mentre in seguito diviene Senior Vice President della Regione Sub-Sahariana, posizione decisiva per il suo salto di carriera. Nel luglio del 2014 Roberto Casula viene nominato Chief Development Operations & Technology Officer, posizione che lo porta a confrontarsi direttamente con l'AD di Eni per i compiti tecnici, operativi, progettuali e di ricerca e sviluppo.
Eni avvia il progetto per la realizzazione del sistema di supercalcolo Hpc5, capace di svolgere 52 milioni di miliardi di operazioni matematiche in un secondo: l’annuncio dell’AD Claudio Descalzi.

Eni raggiunge un ulteriore traguardo nella digitalizzazione: l'AD Claudio Descalzi parla del progetto di realizzazione del supercalcolatore Hpc5, destinato a rivoluzionare i processi nel futuro del Gruppo.
Claudio Descalzi, AD Eni

Claudio Descalzi: Eni al lavoro per il supercalcolatore Hpc5

"Gli investimenti dedicati al potenziamento delle infrastrutture di supercalcolo e lo sviluppo di tecnologie proprietarie sono un pilastro fondamentale del processo di trasformazione digitale della società": è l'AD Claudio Descalzi ad esprimere al meglio il valore dell'innovativo progetto annunciato da Eni nei giorni scorsi. Il Gruppo è al lavoro sul nuovo sistema di supercalcolo Hpc5, creato nell'ottica di potenziare e aggiornare l'attuale Hpc4, triplicandone la potenza di calcolo che passerà da 18 a 52 PetaFlop/s. Nello specifico si tratta di 52 milioni di miliardi di operazioni matematiche svolte in un secondo. Per l'Hpc5 il Gruppo guidato da Claudio Descalzi si avvale della tecnologia fornita da Dell Technologies: ospitato all'interno del Green Data Center di Eni, il nuovo supercalcolatore disporrà da inizio 2020 di una potenza di picco totale pari a 70 PetaFlop/s. Diventerà quindi l'infrastruttura di supercalcolo dedicata al supporto di attività industriali più potente al mondo: oltre all'utilizzo dei "big data" generati in fase di operation da tutti gli asset produttivi, il supercalcolatore darà un'ulteriore accelerazione nella ricerca e sviluppo di fonti energetiche non fossili, supportando inoltre tutte le fasi di esplorazione, sviluppo e monitoraggio dei giacimenti.

Claudio Descalzi: la strategicità dell'Hpc5 per il futuro di Eni

"La disponibilità di grandi potenze di calcolo e sofisticati algoritmi proprietari ci permettono di primeggiare nell'attuale scenario del settore energetico e di proiettarci al futuro" ha commentato in merito l'AD di Eni Claudio Descalzi, parlando dei numerosi progetti avviati dal Gruppo nell'ambito delle energie alternative e dell'importante piano di investimenti in Ricerca e Sviluppo. Questo significa futuro per Eni che con Hpc5 sta percorrendo la strada dell'utilizzo di supercalcolatori di classe exascale nel mondo dell'energia. "Sistemi che rivoluzioneranno i processi nel futuro dell'azienda" ha evidenziato Claudio Descalzi, sottolineando come il Green Data Center Eni, inaugurato nel 2013, sia stato uno dei primi in Europa per tipologia, efficienza energetica e dimensione. Ora, con l'installazione di Hpc5, conferma e mantiene "l'eccellenza che caratterizza le infrastrutture tecnologiche dell'azienda".