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venerdì 24 aprile 2020
Affidabilità e metodi: Pompeo Pontone commenta i dati della pandemia.

Pompeo Pontone, esperto di Data Science, commenta i dati relativi all'emergenza sanitaria causata dalla pandemia del Coronavirus.

La critica di Pompeo Pontone sulla credibilità dei dati

Dall'inizio della diffusione del nuovo Coronavirus si assiste quotidianamente ad una sorta di "corsa ai numeri": politici, media ed esperti diffondono costantemente dati per cercare di spiegare il fenomeno che sta colpendo duramente il mondo intero. Pompeo Pontone, consulente specializzato in Quantitative Finance e Data Science, sostiene che i dati che circolano riguardo il conteggio dei deceduti sono da reputare sia incompleti sia non omogenei. Basti pensare che ogni Paese effettua il conteggio secondo parametri spesso diversi: ciò comporta per forza di cose un tasso di mortalità estremamente variabile a seconda della collocazione geografica. Se non si inverte subito la rotta utilizzando un sistema coerente di raccolta dei dati a livello mondiale, c'è il rischio di prendere decisioni su ipotesi e valutazioni errate: secondo Pompeo Pontone, al momento, l'unico dato attendibile al momento sulle morti da attribuire alla comparsa del Coronavirus può provenire soltanto da un confronto con i decessi registrati negli anni precedenti.


Sanità in Italia: il focus di Pompeo Pontone

Una delle poche "certezze" che si può dedurre dai dati finora in possesso è che medici ed operatori sanitari sono i soggetti più a rischio. Secondo un'analisi di Pompeo Pontone sui decessi avvenuti nel personale di ospedali e cliniche italiane, strutture dalle quali sono spesso iniziati dei focolai, risulta evidente l'importanza dell'adozione di dispositivi di protezione individuale (DPI). Un problema che ogni Paese si è trovato prima o poi ad affrontare: in particolare, la situazione in Italia è risultata allarmante fin dall'inizio, vista la mancanza di sufficiente produzione interna e la conseguente dipendenza dal mercato estero. La scarsa protezione potrebbe causare, secondo le parole dell'esperto, un forte rischio anche per i soggetti più giovani e in salute: la continua esposizione al virus, specie nei reparti dedicati ai pazienti Covid-19, rende infatti l'infezione più forte e quindi capace di oltrepassare le difese immunitarie. Un esempio da seguire, afferma Pompeo Pontone, è l'esperienza dell'Ospedale Cotugno di Napoli, dove le procedure di adozione di DPI messe inizialmente in atto hanno tutelato medici ed operatori, la prima "barriera" di fronte al nemico invisibile.
giovedì 16 aprile 2020
Professionista esperto nell’analisi dei dati, Pompeo Pontone mette in guardia sui rischi causati dalla mancanza di dispositivi di protezione individuale (DPI) per limitare gli effetti del Coronavirus.

Pompeo Pontone, consulente specializzato in Quantitative Finance, è un professionista esperto nell'analisi dei dati.

Andare oltre le raccomandazioni dell'OMS: il commento di Pompeo Pontone

Il Coronavirus viene definito spesso come un "nemico sconosciuto": gli esperti infatti, sebbene avanti nelle ricerche, non sono ancora in grado di dare risposte completamente esaustive sul comportamento di questo nuovo virus. Tuttavia è cosa nota che gli ospedali siano diventati luoghi in cui il pericolo di infezione è estremamente elevato. Pompeo Pontone ha analizzato alcuni dati che riguardano i decessi avvenuti tra il personale sanitario in Italia, confermando i pericoli che la categoria sta correndo in questo momento di emergenza. Vero è che anche in questo caso i più colpiti risultano essere medici anziani, tuttavia l'esperto in Data Science dimostra che in determinate circostanze anche i professionisti giovani, con difese immunitarie più forti, rischiano la vita: "I medici che hanno un contatto prolungato e ripetuto con pazienti affetti da Covid-19, e in particolare i chirurghi che eseguono procedure invasive, potrebbero sperimentare un carico virale più elevato". Di conseguenza la scarsità di DPI, che colpisce anche le strutture ospedaliere, è un problema da affrontare e risolvere nella maniera più efficiente possibile: "L'esperienza presso l'Ospedale Cotugno di Napoli - spiega Pompeo Pontone - in cui finora non si registra personale infettato, va a corroborare l'opinione che DPI e procedure rigorose possono salvare vite umane: bisogna andare oltre le raccomandazioni standard dell'OMS".

Finanza quantitativa e Data Science: le specializzazioni di Pompeo Pontone

Per Pompeo Pontone la matematica è "il più grande dono che sia stato mai fatto al genere umano", uno dei pochi linguaggi davvero universali che nei secoli ha aiutato l'uomo nel tentativo di descrivere e codificare ciò che definiamo realtà. Dopo la laurea in Economia Monetaria e Finanziaria alla Bocconi di Milano e la specializzazione in Finanza Quantitativa presso il Birkbeck College di Londra, l'esperto si è concentrato sullo studio e sull'approfondimento della Data Science, una disciplina che estrapola conoscenza e interpreta dati attraverso l'utilizzo di modelli matematici e statistici, strumenti informatici e ricerca tradizionale. Con una carriera di oltre vent'anni nel settore del Capital Markets e del Trading dei derivati, che lo ha visto collaborare con realtà del calibro di Unicredit, Pioneer Investment, Intesa Asset Management, Fineco e Amstel Securities, Pompeo Pontone ha deciso di dedicarsi a progetti di Private Equity e FinTech, mettendo a frutto le sue competenze e la sua passione per l'informatica.
mercoledì 4 marzo 2020
Con una lunga carriera che lo ha visto spesso approdare in terra londinese, Pompeo Pontone, professionista riconosciuto del settore finanziario, ha ricoperto con successo incarichi di dirigenza per società come Pioneer Investment e Amstel Securities LLP.

Derivati, formule statistiche, analisi predittive: Pompeo Pontone è un esperto in Quantitative Finance che vanta un curriculum di rilievo nella capitale mondiale del settore finanziario e negli istituti bancari più importanti d'Italia.

Da Analista di Ricerca a Investment Specialist: tutte le tappe della carriera di Pompeo Pontone

Forte della laurea con lode in Economia conseguita presso l'Università Bocconi di Milano e di un Master in Quantitative Finance al Birkbeck College di Londra, nel 1995 Pompeo Pontone entra in Stone & McCarthy Research Associates come Analista di Ricerca. Dopo l'esperienza londinese, viene assunto da Unicredit (allora Credito Italiano) con il ruolo di Fixed Income Analyst, per poi andare in Irlanda dove gli viene offerta la posizione di Vice President e Senior Fund Manager alla Pioneer Investments. Continua in seguito a collezionare esperienze che confermano il suo talento nel settore del Capital Markets: nel 1999 è Director - Co-Head of Credit Portfolios & Asset Management per Intesa Asset Management, passando poi al Gruppo Fineco come Managing Director - Head of Corporate Bonds & Credit Derivatives Asset Management. Il 2002 è l'anno di una nuova avventura londinese che vede Pompeo Pontone Managing Director - Head of Corporate Bonds & Credit Derivatives Proprietary Trading per BMPS. Prima di intraprendere la carriera come consulente, nella capitale britannica ricopre prima fino al 2012 il ruolo di Managing Director - Head of Alternative Investments and Asset Management per ALTIAM - Amstel Securities LLP, per poi essere nominato Senior Financial Advisor presso la Method Investments & Advisory Ltd.

FinTech, Private Equity e Data Science: le nuove frontiere finanziarie di Pompeo Pontone

Come ogni settore, anche quello degli investimenti è soggetto a continui mutamenti: lo sa bene Pompeo Pontone, che dopo una proficua attività come esperto in Finanza Quantitativa, ha deciso di utilizzare le sue conoscenze dedicandosi a progetti innovativi. Forte delle sue competenze in Data Science e spinto anche da una innata passione per l'informatica, attualmente si dedica allo studio di FinTech. La "Tecnologia Finanziaria" è una realtà che i non addetti ai lavori sfruttano ormai quotidianamente, come ad esempio ogni volta che si affidano allo smartphone per pagare un servizio o un prodotto. Tuttavia Pompeo Pontone è attivo anche in progetti più "tradizionali", come quelli di Private Equity. Come si evince dal nome, si tratta di operazioni finanziarie che coinvolgono società non quotate in borsa. La particolarità di questa tipologia di investimenti è quella di puntare a realtà come start up o società con un forte potenziale di crescita ma flussi di cassa negativi.