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giovedì 12 dicembre 2019
Le risposte di Terna alle sfide della transizione energetica: a pochi giorni dall'inaugurazione dell'elettrodotto Italia-Montenegro, QN intervista l'AD e DG del Gruppo Luigi Ferraris.
Luigi Ferraris

L'elettrodotto Italia-Montenegro e altri progetti: l'AD e DG di Terna Luigi Ferraris a QN

Inaugurato lo scorso 15 novembre a Cepagatti dall'Amministratore Delegato e Direttore Generale di Terna Luigi Ferraris , l'elettrodotto Italia-Montenegro è "un'eccellenza tecnologica" che permette "sia di importare sia di esportare energia, favorendo l'utilizzo di risorse più efficienti". È lo stesso AD e DG di Terna a parlarne in un'intervista pubblicata da QN lo scorso 2 dicembre. L'opera si estende per 445 km dalla stazione elettrica di Cepagatti, in provincia di Pescara, a Lastva, nel comune di Kotor. "Il collegamento è cruciale per l'integrazione dell'intera area balcanica nell'Unione Europea, attraverso l'Italia" ha spiegato Luigi Ferraris nell'intervista, sottolineando anche come si tratti di una infrastruttura dal "forte valore strategico" anche per l'Unione energetica europea. Non a caso anche la Commissione Europea ne ha cofinanziato gli studi di fattibilità. "L'energia è il primo passo per sviluppare investimenti e quest'opera rappresenta più di una semplice collaborazione tra Italia e Montenegro" ha evidenziato infine l'AD e DG del Gruppo.

Luigi Ferraris, l'intervista a QN: il valore del Piano Strategico di Terna per il futuro dell'elettricità

A QN l'AD e DG Luigi Ferraris spiega anche come Terna si prepari a traghettare il Paese nel futuro dell'elettricità. Sullo sfondo le sfide della transizione energetica: non occorre solamente "rendere la rete elettrica più solida e ridurre le congestioni" ma anche "sviluppare capacità di accumulo e investimenti in innovazione e digitalizzazione". Il Gruppo risponde con un Piano Strategico che prevede, nei prossimi 5 anni, investimenti per 6,2 miliardi di euro sulla rete elettrica nazionale. Tra le opere prioritarie il collegamento Continente-Sicilia-Sardegna, inserita nel Piano di Sviluppo 2018: "Sono stati avviati contatti con le Regioni per condividere il progetto che verrà, poi, avviato in autorizzazione". Secondo l'AD, l'Italia ha le potenzialità per "diventare il cuore europeo della trasmissione elettrica e del dispacciamento": in questa prospettiva il ruolo di Terna sarà cruciale "nell'assicurare la piena integrazione delle fonti rinnovabili garantendo sicurezza, efficienza e sostenibilità del sistema". Il gruppo è già al lavoro: "Il collegamento Italia-Francia entrerà in esercizio entro la prima metà del prossimo anno. L'interconnessione sottomarina che unirà Italia e Tunisia è recentemente entrata in una fase operativa dopo la firma di un protocollo d'intesa tra Terna e Steg". D'altronde, come evidenzia Luigi Ferraris, "le interconnessioni con l'estero garantiscono sicurezza e sostengono la piena integrazione dei mercati europei dell'energia e dei servizi".
Gianpietro Benedetti : la carriera in Danieli e l’impegno a sostegno dello sviluppo dell’azienda. La situazione finanziaria è solida
Gianpietro Benedetti

Gianpietro Benedetti: la situazione finanziaria di Danieli

La famiglia Benedetti agisce da sempre nell'ottica di rafforzare ulteriormente dal punto di vista patrimoniale la cassaforte di Danieli S.p.A., multinazionale con sede a Buttrio che è riconosciuta a livello internazionale per la produzione di impianti siderurgici. Attualmente guidata da Gianpietro Benedetti, figura chiave nel processo di innovazione e digitalizzazione, mantiene una situazione patrimoniale florida. La cassaforte di Danieli, dal bilancio consolidato con un utile di 50,5 milioni e un patrimonio netto di 1,8 miliardi, vede Bendetti come azionista in usufrutto al 50% (la nuda proprietà p della lussemburghese Gestione Jp) mentre la famiglia Mareschi Danieli è azionista tramite l'accomandita Gestioni Magma. La posizione finanziaria dell'azienda guidata da Gianpietro Benedetti resta florida, con un patrimonio netto salito anno su anno oltre i 108 milioni.

Gianpietro Benedetti, cuore pulsante di Danieli S.p.A.

Gianpietro Benedetti guida Danieli S.p.A. in qualità di Presidente e Amministratore Delegato. È inoltre impegnato dal 2010 nel ruolo di Presidente della Fondazione "ITS - Istituto Tecnico Superiore nuove tecnologie per il Made in Italy, indirizzo per l'industria meccanica ed aeronautica" (Udine). Dopo aver concluso gli studi presso l'Istituto Tecnico "A. Malignani", entra in Danieli nel 1961 in qualità di ingegnere progettista. Viene promosso pochi anni dopo alla direzione dell'Ufficio Tecnologie e Processo di Laminazione: è l'inizio di un'esperienza professionale di successo, che lo porta ad assumere gli attuali incarichi nel 2003. È Co-Amministratore Delegato nel 1986, Direttore Generale dal 1991 e AD dal 1999. Da settembre 2017 è inoltre Presidente del Consiglio di Amministrazione dell'Executive Board in Danieli. Gianpietro Benedetti ha saputo portare avanti un percorso di trasformazione e costante crescita all'interno dell'azienda, senza però snaturare il sistema valoriale che ne caratterizza le attività. Oltre a tre lauree ad honorem conseguite nel corso degli anni per le sue competenze professionali, il manager è titolare di numerosi brevetti per macchine e processi per la produzione dell'acciaio, con oltre 80 invenzioni registrate a suo nome. Ha ricevuto la Tadeusz Sendzimir Memorial Medal nel 2018.
Salvatore Navarra, Presidente del CdA di PFE S.p.A.: “In un’impresa familiare diventa determinante la crescita e il raggiungimento degli obiettivi che ci si prefissa”
PFE S.p.A.

PFE S.p.A.: Salvatore Navarra parla della forza delle imprese familiari

"Siamo stati invitati qui ad Azimut Expo per partecipare ad un panel sull'impresa a conduzione familiare per raccontare la crescita dell'azienda di famiglia"Salvatore Navarra, Presidente del CdA di PFE S.p.A., è intervenuto in qualità di relatore durante l'evento milanese ALI Expo (Azimut Libera Impresa Expo 2019 - L'arte di fare impresa). Lo speech di Salvatore Navarra, intitolato "Le sfide dell'impresa a conduzione familiare", si è incentrato sul narrare la storia di PFE S.p.A. e le principali attività per portare avanti un'impresa all'insegna della crescita. "Partecipare a questa iniziativa è stato molto interessante, peraltro in un panel particolarmente qualificato: oltre alla mia presenza in qualità di imprenditore, vi hanno partecipato anche altri professionisti e consulenti" - ha dichiarato il Presidente del CdA. L'evento si è svolto all'interno della Fiera di Rho, in una cornice di alto profilo che ha visto la partecipazione di 260 operatori, 280 speakers e 14.000 partecipanti. "La condivisione del panel è stata allargata a tutti sui temi della pianificazione, la visione e la strategia che sono i fattori che caratterizzano il successo di un'impresa. Abbiamo toccato anche il tema della professionalizzazione della governance che, è chiaro, in un'impresa familiare diventa determinante per la crescita e il raggiungimento degli obiettivi prefissati".

PFE S.p.A.: i servizi e il ruolo di Salvatore Navarra

PFE S.p.A. è tra i leader italiani nel settore del Cleaning e del Facility Management. La sua esperienza, di oltre trent'anni, garantisce un'ampia gamma di servizi che facilitano l'impresa e si rivolgono sia a clienti pubblici che privati. L'azienda si occupa di sanificazione, cleaning, bonifiche delle condotte aerauliche, portierato, lavanderia, cura del verde, facchinaggio, vigilanza e altri servizi ausiliari e di assistenza sociosanitari. Una peculiarità di PFE S.p.A. è l'innovativo metodo di lavoro "Clever Job", di cui detiene il brevetto industriale: Clever Job consente di ridurre fino al 25% i tempi di lavoro e dei consumi legati alle varie attività di cleaning. Questo metodo dimostra l'impegno da sempre portato avanti in azienda verso l'innovazione non solo dei processi interni, ma dell'intero comparto del Cleaning e del Facility Management a livello europeo. Attualmente l'impresa è guidata da Salvatore Navarra, Presidente del CdA e figura chiave all'interno dell'azienda. PFE S.p.A. fa parte del progetto ELITE di Borsa Italiana, programma internazionale del London Stock Exchange Group che punta a valorizzare attività ambiziose e con un solido modello di business, in continua crescita.
Continua l’attuazione del nuovo piano industriale di CDP: Fabrizio Palermo inaugura la sede di Napoli e assicura sinergia con imprese e istituzioni locali
Fabrizio Palermo, AD e DG Cassa Depositi e Prestiti

CDP apre a Napoli, Fabrizio Palermo:" Segno di vicinanza a tutto il Sud"

Dopo Verona e Genova è il turno di Napoli: il 29 novembre Cassa Depositi e Prestiti ha infatti ufficialmente aperto la nuova sede della società nel capoluogo partenopeo, confermando la "vocazione territoriale" del nuovo piano industriale presentato a fine 2018. "A livello territoriale questo è il terzo ufficio di nuova generazione che stiamo aprendo - ha commentato Fabrizio Palermo - che per noi è un segno tangibile di vicinanza non solo alla Campania, ma a tutto il Sud". Le parole dell'AD evidenziano l'importanza che CDP vuole dare al Mezzogiorno e in generale a tutto il tessuto urbano nazionale: "Le prossime aperture saranno appunto a Bari e a Palermo: per noi una presenza territoriale significa riavvicinarsi al territorio, ovvero alle imprese, agli enti pubblici e alle infrastrutture in generale, ma chiaramente portando anche tutto il nostro sistema di relazioni con le nostre partecipate". La presenza di CDP sia a Napoli che negli altri capoluoghi italiani non sarà di rappresentanza ma operativa a tutti gli effetti: garantirà infatti assistenza a imprese e pubblica amministrazione grazie alla fornitura di servizi di consulenza, progettazione e programmazione per la realizzazione di opere pubbliche e private. Per la società sarà dunque possibile rispondere concretamente ad uno degli altri temi affrontati dalla nuova strategia di CDP, l'accesso al finanziamento per le imprese: "Anche il nostro impegno finanziario sta aumentando, sia sul segno dell'export che di finanziamenti indiretti, e recentemente abbiamo firmato un accordo importante col Gruppo UBI per concedere finanziamenti a livello locale alle aziende". Oltre alle imprese del territorio campano, tra le quali la società annovera già diverse importanti partecipate come Fincantieri, Snam e Terna, CDP coinvolgerà anche le amministrazioni locali, mantenendo tuttavia salda l'ottica privata degli investimenti: "CDP non lo definirei un intervento pubblico - specifica Fabrizio Palermo - ma un sostegno allo sviluppo di questa importante Regione in una logica privata, perché ricordo che noi amministriamo il risparmio dei correntisti e dei sottoscrittori di buoni e libretti postali: siamo un soggetto che in un certo senso è a cavallo tra mondo privato e istituzioni, e riteniamo che questo connubio sia una formula molto efficace per sostenere lo sviluppo del territorio".

Imprese e innovazione: CDP, guidata da Fabrizio Palermo, punta su un Fondo da 1 mld

Nel nuovo piano industriale di Cassa Depositi e Prestiti, primo operatore nel venture capital in Italia, viene affrontata un'altra criticità estremamente rilevante per il futuro del Paese: i bassi investimenti in innovazione e sviluppo delle imprese italiane, che pesano in percentuale sul Pil per l'1,3% a fronte di una media Ue quasi del doppio. Per questo a novembre Fabrizio Palermo, in occasione dei 170 anni della società, ha annunciato un Fondo Innovazione da 1 miliardo: "Una nuova spinta che vuole fare leva su innovazione, inclusione e sostenibilità con un approccio del tutto nuovo, basato su un rapporto più solido con il territorio, sulla volontà di fare rete e sulle competenze finanziarie e industriali che rendono CDP un'istituzione unica nel contesto nazionale". Con le nuove sedi e il conseguente riavvicinamento ai territori, gli investimenti nelle infrastrutture e il nuovo Fondo, CDP ha tutte le carte in regola per assumersi la responsabilità dell'innovazione tecnologica del Belpaese.
Dirigente con comprovata esperienza professionale,  Claudio Machetti ricopre una posizione di primo piano all’interno di Enel: dal 2014 è, infatti, a capo della Global Trading Business Line della multinazionale energetica.

Claudio Machetti

La formazione e i primi incarichi di Claudio Machetti

Dopo la maturità classica ottenuta presso il Liceo Classico "Tito Lucrezio Caro" di Roma, nel 1982 Claudio Machetti consegue la Laurea in Scienze Statistiche presso l'Università "La Sapienza". Impiegato nella filiale milanese del Banco di Roma, nel 1984 passa alla Direzione di Roma in qualità di analista finanziario. In seguito, si specializza in equity e assume il ruolo di funzionario nell'Ufficio Analisi Finanziarie del Banco di Roma, società in cui lavorerà fino al 1992 come Responsabile del Nucleo Analisti Finanziari. In quell'anno, inizia la sua esperienza professionale in Ferrovie dello Stato, inizialmente come Dirigente Responsabile dell'Unità Mercati Finanziari e in seguito come Direttore della Finanza Operativa. Nel, contempo riveste anche la carica di Amministratore Delegato di Fercredit, società di servizi finanziaria captive di Ferrovie dello Stato.

Claudio Machetti e l'approdo in Enel

A seguito dell'esperienza con il gruppo ferroviario italiano, Claudio Machetti inizia (2000) la propria carriera all'interno di Enel in qualità di Responsabile dell'Area Finanza. In seguito, collabora alla fondazione di Enelfactor, la società di factoring per le attività del Gruppo di cui assume anche il ruolo di Amministratore Delegato. Dal 2000 fino al 2014, invece, è Presidente della società assicuratrice Enel Insurance. Dagli anni successivi, ricopre cariche di crescenti responsabilità: prima Presidente dei fondi pensione Fondenel e Fopen, poi (2005) Direttore Finanziario a diretto riporto dell'Amministratore Delegato, e nel 2009 Direttore della neonata divisione Risk Management. A seguito della ristrutturazione del Gruppo, che ha portato all'organizzazione di Enel in quattro linee di business - nello specifico, Generazione Globale, Infrastrutture e Reti Globale, Trading Globale ed Enel X - Claudio Machetti assume la direzione della linea di Global Trading. Attualmente è anche Amministratore Unico di Enel Global Trading S.p.A., veicolo societario della business line.
venerdì 16 marzo 2018
Eni torna in utile nel 2017 con produzione ai massimi di sempre: la soddisfazione dell’AD Claudio Descalzi nel commentare i risultati consolidati dell’esercizio e del quarto trimestre 2017.

Claudio Descalzi: i risultati consolidati dell'esercizio e del quarto trimestre 2017 di Eni

Claudio Descalzi, amministratore delegato EniCon un utile netto pari a 3,43 miliardi di euro (contro la perdita di 1,4 miliardi del 2016) e un utile netto adjusted a 2,4 miliardi (rosso di 340 milioni nel 2016), Eni chiude brillantemente il 2017 ritornando al profitto. Nel commentare i numeri dell'esercizio e del quarto trimestre 2017, l'AD Claudio Descalzi li definisce "risultati eccellenti che dimostrano come il processo di profondo cambiamento avviato nel 2014 abbia trasformato Eni in una società capace di crescere e creare valore anche in condizioni di mercato molto difficili". A incidere significativamente l'ottima performance registrata nel quarto trimestre, con un utile netto pari a 2,1 miliardi e quello «adjusted» a 0,98 miliardi, più che raddoppiato rispetto allo stesso periodo del 2016 (460 milioni di euro). Più nel dettaglio, l'AD ha evidenziato come nell'Upstream sia stato raggiunto il massimo storico della produzione: nonostante gli investimenti di sviluppo siano stati ridotti del 40% rispetto alla baseline 2014, i risultati esplorativi registrati sono stati eccellenti e i progetti più rilevanti sono stati messi in produzione in tempi record, come il giacimento di Zohr. "Inoltre nel Mid-Downstream abbiamo riportato in una posizione di profitto strutturale G&P con un anno di anticipo" ha aggiunto Claudio Descalzi, facendo notare anche il risultato operativo nell'R&M record degli ultimi 8 anni e la performance operativa nella Chimica, la migliore di sempre: "tutto ciò ha consentito di far crescere la generazione di cassa del 50%, a fronte di un aumento del Brent del 22% di ridurre la nostra cash neutrality a 57 $/bl e di rinforzare ulteriormente la nostra struttura patrimoniale, anche grazie alle dismissioni realizzate nell'anno".

Eni: il futuro del gruppo nelle parole dell'AD Claudio Descalzi

Con queste premesse, Claudio Descalzi non può che guardare con ottimismo ai prossimi anni: "Per il futuro le prospettive di crescita sono eccellenti in tutti i business e saranno perseguite con disciplina finanziaria e grande attenzione alla loro sostenibilità in presenza di scenari anche più difficili". L'AD di Eni ribadisce con questo che se le condizioni di mercato fossero più favorevoli, il gruppo potrebbe generare un enorme extra‐valore per i suoi azionisti. Intanto, come annunciato dallo stesso Claudio Descalzi, sulla base dei risultati consolidati dell'esercizio e del quarto trimestre 2017, il Consiglio intende proporre all'assemblea degli azionisti la distribuzione di un dividendo di 0,80 euro per azione (0,80 nel 2016) di cui 0,40 euro distribuiti nel settembre 2017 a titolo di acconto.
venerdì 26 gennaio 2018
Leader nella produzione e commercializzazione di prodotti da forno, Forno d’Asolo è passata da un fatturato di 73 milioni di euro a uno di 125 milioni in seguito all’ingresso di 21 Investimenti, il fondo guidato da Alessandro Benetton.

Forno d'Asolo: la crescita della società che fa parte del fondo 21 Investimenti di Alessandro Benetton

Alessandro BenettonSocietà leader nella produzione e commercializzazione di prodotti da forno, dolci e salati, e di pasticceria, Forno d'Asolo è stata acquisita nel 2014 da 21 Investimenti, che ne detiene la maggioranza del capitale. Dall'ingresso del fondo di Alessandro Benetton, la crescita dell'azienda di Maser è stata vertiginosa: il fatturato è salito dai 73 milioni iniziali ai 125 milioni del 2017 e il numero dei dipendenti è più che raddoppiato, passando da 130 a 285. Ogni anno sono 170 milioni i cornetti prodotti, distribuiti attraverso una rete di 22 piattaforme e 410 agenti che servono 40mila punti vendita a settimana in Italia. Numeri da eccellenza italiana. Per continuare con questo trend di crescita, Forno d'Asolo ha dato vita a una Acadamy per studenti che ha l'obiettivo di formare i giovani in modo da guardare al futuro e allo stesso tempo restituire qualcosa al territorio. La ristrutturazione del quartier generale ha infatti portato alla realizzazione di nuovi spazi per l'Academy, dove si terrà un Master professione barista rivolto a diplomati e diplomandi dai 18 ai 25 anni. Un progetto che segue la linea filosofica e la gestione industriale di 21 Investimenti, come evidenziato anche dal Presidente Alessandro Benetton.
giovedì 21 dicembre 2017
Come cambierà Enel nei prossimi tre anni? Francesco Starace illustra il piano strategico del gruppo al Capital Markets Day 2017 di Londra soffermandosi su dividendi, investimenti, digitalizzazione e decarbonizzazione.

Capital Markets Day 2017: Francesco Starace presenta a Londra il piano strategico 2018-2020 di Enel

Francesco StaraceNel corso dell'incontro a Londra con gli analisti, Francesco Starace, Amministratore Delegato di Enel, ha illustrato il piano strategico 2018-2020 del gruppo, toccando importanti aspetti correlati agli obiettivi e alle previsioni per il triennio a venire. Innanzitutto la conferma per il 2018 e 2019 della politica dei dividendi con un pay-out del 70%, traguardo verosimile anche per il 2020. Da segnalare, in particolare, l'introduzione per l'esercizio 2018 di un dividendo minimo per azione di 0,28 euro, l'importo più elevato da molti anni a questa parte. Successivamente Francesco Starace si è soffermato sugli investimenti complessivi che saliranno a 24,6 miliardi di euro tra il 2018 e il 2020, in aumento di 500 milioni di euro rispetto al piano precedente. Tali Investimenti saranno accompagnati da una strategia di semplificazione degli asset proprietari relativamente alle controllate. Enel punta inoltre a incrementare nel prossimo triennio i consumi, concentrandosi sulla filosofia della "attenzione al cliente". I numeri parlano chiaro: nel 2020 l'Ebitda del gruppo dovrà far registrare un +32% rispetto al 2017, aumentando i volumi complessivi venduti di più del 30%. A trainare sarà soprattutto il settore retail del gas e dell'elettricità.
lunedì 18 settembre 2017
AE Morgan, studio di commercialisti italiani a Londra, rende evidente come l'idea di tassare le transazioni finanziarie, la Tobin Tax, non sia riuscita a produrre miglioramenti significativi per l'economia italiana.
AE Morgan

Il fallimento della Tobin Tax: il commento dei dottori commercialisti italiani a Londra di AE Morgan

Ideata nel 1972 dall'economista James Tobin, con lo scopo di porre un freno alla speculazione attraverso una tassazione diretta sulle transazioni dei mercati finanziari e valutari, la Tobin Tax fatica a produrre risultati apprezzabili. Gli esperti di AE Morgan chiariscono infatti come quest'idea, sebbene mossa da intenti nobili, non abbia inciso in maniera significativa sul movimento dei capitali, spesso destabilizzanti, da uno stato all'altro. Lo studio, specializzato in internazionalizzazione e composto da dottori commercialisti a Londra, evidenzia come nel corso degli anni molti Paesi abbiano abbandonato questa misura. Ad oggi sono ormai solamente poche nazioni a mantenere attiva l'imposta: Italia, Grecia, Spagna, Portogallo, Slovenia, Slovacchia, Austria e Belgio. Se in Germania e Francia la sua applicazione è stata solo parziale, per via delle diverse limitazioni, gli Stati Uniti e il Regno Unito ne hanno negato l'introduzione. AE Morgan sottolinea come in Italia la Tobin Tax non abbia prodotto benefici rilevanti: il gettito fiscale aggiuntivo si limita infatti a circa 400 milioni di euro. Una cifra che, come ricordato anche in un autorevole articolo del Corriere della Sera, non proviene dalla speculazione quanto invece dalle operazioni di lungo periodo, più utili per la crescita e la stabilità del Paese. A ciò va aggiunto, nell'opinione dei commercialisti italiani a Londra di AE Morgan, la possibilità che l'attuazione della tassa rappresenti più un peso che un aiuto concreto per l'economia della penisola. Nel momento in cui molte imprese, a causa della Brexit, dovranno decidere le misure da adottare per non perdere il proprio passaporto comunitario, la piazza finanziaria di Milano rischia di vedersi scavalcata nel ruolo di nuova sede dalla città di Francoforte.

Aprire un Trust o una Ltd in Inghilterra. La consulenza tailor-made di AE Morgan

Associato alla Camera di Commercio ed Industria italiana nel Regno Unito, AE Morgan è uno studio che si occupa di internazionalizzazione. Attraverso l'assistenza dei suoi dottori commercialisti italiani a Londra, i professionisti e le aziende possono essere affiancate da un partner affidabile nel proprio percorso di espansione in sede estera. Grazie alla preparazione e all'alto profilo professionale dei suoi esperti, aprire una società in Inghilterra con la consulenza di AE Morgan è un'operazione in grado di ripagare gli investimenti e assicurare un futuro certo per i propri cari. Trust, Ltd, Voluntary Disclosure, consulenza tributaria e normativa, prevenzione di frodi ed errori: l'assistenza dello studio con sede a Londra copre a 360 gradi le necessità di chi progetta di internazionalizzare i propri affari e desidera cogliere nuove opportunità di business al di fuori dei confini nazionali. Attivi tutti i giorni della settimana, 24 ore su 24, i commercialisti italiani a Londra dello studio operano sul mercato nel rispetto dei valori di integrità, legalità e trasparenza.
giovedì 24 agosto 2017
Massimizzare la qualità del servizio è prioritario per Parametrica S.r.l., associazione professionale nata su iniziativa del Prof. Fulvio Gismondi, che si occupa di consulenza finanziaria, attuariale, giuridica e direzionale.

Consulenza finanziaria e attuariale: il profilo di Parametrica S.r.l.

Parametrica Associazione ProfessionaleNata su iniziativa del Prof. Fulvio GismondiParametrica S.r.l. è un'associazione professionale che da numerosi anni fornisce soluzioni e consulenze altamente specialistiche in ambito direzionale, finanziario, giuridico e attuariale. Attraverso le sedi di Roma e di Milano, opera in tutta Italia assistendo banche, assicurazioni, Fondi pensionistici, intermediari assicurativi, operatori finanziari ma anche imprese commerciali e industriali. Oltre al Prof. Fulvio Gismondi, docente universitario e attuario professionista, la realtà si avvale di un team di consulenti con competenze distinte e con esperienza consolidata sul campo, che sono una garanzia della professionalità dell'intervento consulenziale. Parametrica S.r.l. garantisce alla propria clientela assistenza personalizzata e di qualità in termini di know-how, metodologie e processi operativi e per l'associazione è fondamentale fornire una consulenza trasversale e massimizzare il valore della consulenza fornita. In questa ottica la relazione che il professionista è in grado di sviluppare con il cliente diventa prioritaria: lavorando a stretto contatto ne intercetta le esigenze e, in base a esse, riesce a fornire soluzioni tailored e a costruire un piano d'azione efficace.

Parametrica S.r.l.: le principali aree di competenza

Parametrica S.r.l. riunisce professionisti della consulenza indipendente, tra cui il Prof. Fulvio Gismondi che ne ha supportato la crescita. L'associazione dispone quindi di un ampio ventaglio di competenze: in ambito attuariale fornisce consulenze a enti di previdenza e imprese assicurative, coprendo tutti i campi in cui si sviluppa la professione dell'attuario. Si occupa inoltre di finanza quantitativa, conducendo attività di studio e ricerca al fine di individuare nuovi algoritmi e metodi/modelli matematici utili a garantire performance di calcolo migliori. Parametrica S.r.l. è specializzata inoltre in consulenza giuridica: nello specifico supporta aziende in materia di strutturazione, predisposizione e revisione della contrattualistica, funzioni di Compliance, due diligence, rapporti con Autorità di Vigilanza e operazioni di ristrutturazione aziendale. Nel ramo direzionale cura start up di nuove imprese di assicurazione o Fondi pensionistici, fusioni e piani di risanamento. Con il contributo del Prof. Fulvio Gismondi, l'associazione è riuscita a ritagliarsi una posizione di rilievo nel mercato configurandosi come leader nella consulenza tecnica e attuariale a realtà assicurative che esercitano il ramo RC Auto.
mercoledì 23 agosto 2017
Undicesima Spac in Italia a quotarsi in Borsa, Crescita è stata creata da alcuni professionisti del settore finanziario tra cui Massimo Armanini, manager e docente universitario.

Massimo Armanini: nascita e attività di Crescita Spac

Massimo ArmaniniFondata nel 2017, Crescita è l'undicesima Spac ad essere quotata in Borsa Italiana. A darle vita Massimo Armanini insieme ad altri professionisti e imprenditori del settore finanziario che hanno intuito la portata di tali strumenti: le Special Purpose Acquisition Company sono infatti veicoli di investimento costituiti per reperire capitale, attraverso il collocamento sul mercato azionario (IPO). Lo scopo è riutilizzarlo per operazioni di business combination, cioè fusioni e/o acquisizioni di aziende, che si ritroveranno così già in Borsa. Al momento della quotazione, avvenuta nel marzo 2017, Crescita deteneva già un primo record rispetto alle altre Spac: l'ammontare raccolto, 130 milioni di euro, si configura ad ora come il più alto. Una soddisfazione per Massimo Armanini e gli altri promotori che si erano dati come obiettivo il raggiungimento di 100 milioni di euro. Per il completamento dell'operazione, Crescita punta a individuare realtà di piccole e medie dimensioni dotate di grande potenziale di sviluppo sia a livello nazionale che internazionale: aziende capaci di distinguersi nel proprio settore di riferimento che, secondo il manager, devono annoverare un equity value compreso tra i 150-200 milioni e i 400 milioni di euro prima dell'investimento.

Finanza: il ritratto professionale di Massimo Armanini

Professionista del settore finanziario, Massimo Armanini si laurea in Economia e Commercio presso l'Università di Parma nel 1985. Già in ambito universitario riesce a mettere in luce le proprie competenze: grazie ad alcune sue pubblicazioni vince infatti la Borsa di Studio "Enrico Mattei" che gli consentirà di frequentare il Master in Business Administration (MBA) della Wharton Business School di Philadelphia. Nel 1991 entra in UBS come Managing Director della Divisione M&A: per sette anni si occuperà di gestire operazioni finanziarie relative a diverse società dell'Europa Centro-Orientale, che si sono convertite all'economia di mercato dopo la caduta del Muro di Berlino. Tra il 1998 e il 1999 diventa CEO di Beatrice Food Dairy and Bakery Canada, realtà specializzata in beni e servizi di largo consumo. Nel 2000 Massimo Armanini viene nominato AD di Jumpy, la internet company del gruppo Fininvest/Mediaset: i traguardi raggiunti permetteranno al portale di vincere lo Smithsonian Award nel 2001. Dal 2002 Managing Director della divisione Investment Banking di Londra di Deutsche Bank, viene in seguito nominato Chief Investement Officier di Pacific Capital Hedge Fund: tra i suoi compiti rientra la gestione di asset per oltre 1 miliardo di dollari. Oltre all'attività in Crescita Holding, il manager opera oggi anche come docente dei corsi di Financial Investments e Hedge Fund Management presso l'Università LIUC.
martedì 13 giugno 2017
Denis Torri Alborino, Presidente di Refidest SA, inaugura il proprio sito internet. All'interno una sezione dove viene descritta la Pianificazione Fiscale.
Denis Torri Alborino

Denis Torri Alborino: la pianificazione fiscale

È online il nuovo sito di Denis Torri Alborino, portale all'interno del quale è possibile conoscere tutte le attività svolte dal professionista. Nella sezione Pianificazione Fiscale è spiegato in che modo questo strumento può risultare di fondamentale importanza a livello aziendale e individuale. Nella fase iniziale di un investimento all'estero è necessario tenere in considerazione le strutture esistenti al fine di mitigare la tassazione direttamente alla fonte, sui dividendi e sui pagamenti d'interessi, derivante dalla legislazione fiscale locale. Tutto questo implica un'analisi approfondita di normative fiscali complesse come quelle inerenti alla sottocapitalizzazione e ai prezzi di trasferimento. Denis Torri Alborino, Presidente di Refidest SA, all'interno della sezione, sottolinea come gli investimenti all'estero spesso comportino lo sfruttamento di diritti di proprietà intellettuale, ad esempio marchi, patenti, know-how. Il pagamento di royalties e di altre fonti di reddito collegate allo sfruttamento di tali diritti potrebbe presentare problematiche fiscali dovute al livello alto di tassazione alla fonte alla quale sono frequentemente sottoposti questo tipo di pagamenti. Anche in questo caso un'oculata pianificazione fiscale potrebbe contribuire a limitare il carico fiscale.

Denis Torri Alborino e Desteco

"Tempo per ascoltare, capacità d'agire": questo lo slogan di Desteco. All'interno del suo sito, Denis Torri Alborino ricorda come al centro delle attenzioni dell'azienda si trovi il cliente: un impegno che viene rispettato ogni giorno da tutti i professionisti della società, collaboratori altamente preparati per venire incontro alle esigenze avanzate, riuscendo a capirle e restituendo risposte efficaci. Desteco, partendo da un'analisi approfondita delle esigenze della propria clientela, definisce un contesto originale valido per tutti i mercati in modo da permetterle di prediligere la scelta migliore fra l'ampio ventaglio dei servizi inerenti all'internazionalizzazione delle imprese. Nella home page del sito, Denis Torri Alborino sottolinea l'importanza di attuare un'attenta pianificazione fiscale al fine di beneficiare delle migliori opportunità, operazione da effettuare prima di intraprendere una qualsiasi transazione. Di fronte all'incessante aumento di problematiche sulle quali si sono confrontate un grande numero di piccole e medie imprese, la soluzione sarebbe adottare misure di pianificazione commerciale-fiscale come componente fondamentale della strategia aziendale. I consulenti fiscali internazionali di Desteco sono esperti nel consigliare le aziende riguardo alle migliori possibilità di raggiungere questi scopi ottimizzando il carico fiscale dell'impresa e dei suoi soci o azionisti.
giovedì 9 marzo 2017
Nuova importante operazione di Eni: la società guidata da Claudio Descalzi ha perfezionato la cessione a BP di una quota del 10% nella concessione di Shorouk. L’Amministratore Delegato ha fatto visita, inoltre, al Presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi.
Claudio Descalzi, AD di Eni

Claudio Descalzi e Bob Dudley firmano l'intesa per la cessione di una quota di Shorouk

Eni ha portato a compimento un'importante operazione con BP: Claudio Descalzi ha siglato insieme a Bob Dudley l'atto che sancisce la cessione di una quota pari al 10% nella concessione di Shorouk, situata nell'offshore egiziano. Teatro dell'accordo Il Cairo, alla presenza del Ministro del Petrolio Tarek El Molla e del Primo Ministro Sherif Ismail. Attraverso la controllata IEOC, Eni mantiene una quota di partecipazione del 90% ma è in fieri la cessione di un 30% nei prossimi mesi alla compagnia Rosfnet. Nel corso della giornata, l'AD Claudio Descalzi è stato ricevuto, inoltre, dal Presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi, incontro che segue quello dello scorso gennaio che era servito a fare il punto sullo sviluppo di Zohr e sull'avvio della produzione. Una serie di attività che sono significative dell'importanza del territorio per Eni: la società è infatti partner di BP anche nel giacimento di Nooros, un deposito situato nel Delta del Nilo che sta garantendo la produzione di 25 milioni di metri al cubo a soli 15 mesi dall'avvio. In futuro le due compagnie trarranno beneficio anche dal campo di Baltim SV (avvio: 2019).

Claudio Descalzi: percorso professionale, incarichi istituzionali e formazione

Amministratore Delegato di Eni da maggio 2014, Claudio Descalzi ha maturato un'esperienza consolidata all'interno del Gruppo, ricoprendo progressivamente incarichi di maggiore responsabilità. Il suo percorso ha inizio, infatti, nel 1981, anno in cui viene assunto in qualità di Ingegnere di giacimento. Divenuto successivamente Project Manager, si occupa dell'espansione delle attività nel Mare del Nord, in Libia, in Nigeria e in Congo. Negli anni '90 è prima Responsabile delle attività operative e di giacimento in Italia e poi Managing Director delle consociate in Congo e in Nigeria, dove ricopre anche la carica di Vice Chairman. Promosso nel 2000 a Direttore dell'area geografica Africa, Medio Oriente, e Cina, tra il 2002 e il 2005 occupa il medesimo ruolo per l'area geografica Italia, Africa e Medio Oriente. Prima di diventare Amministratore Delegato, Claudio Descalzi è stato anche Vice Direttore Generale e Chief Operating Officer della Divisione Exploration & Production. Laureato in Fisica presso l'Università degli Studi di Milano, è stato il primo europeo a essere insignito del premio internazionale SPE/AIME "Charles F. Rand Memorial Gold Medal 2012".
martedì 7 febbraio 2017
Torna a crescere Telecom Italia: il trimestre si chiude con un risultato positivo su tutta la linea, a testimonianza di una strategia efficace messa in atto dall'Amministratore Delegato Flavio Cattaneo.

Telecom Italia torna alla crescita: efficaci i tagli operati dall'AD Flavio Cattaneo

Flavio Cattaneo, Amministratore Delegato di Telecom ItaliaSegno positivo per il trimestre che va da luglio a settembre: Telecom Italia torna a crescere in materia di ricavi sia per la telefonia fissa (+1%) che per quella mobile (+7,9%). Un incremento del fatturato che porta la società a chiudere con un margine operativo lordo di 2,2 miliardi, segnando un miglioramento pari all'8,5%. A favorire questo andamento da un lato l'aumento e la rimodulazione delle tariffe, dall'altro l'importante strategia di riduzione costi operata dall'Amministratore Delegato Flavio Cattaneo. Telecom Italia diminuisce l'indebitamento finanziario netto di 779 milioni nel trimestre, portandolo dai 27,5 miliardi di fine giugno ai 26,7 miliardi attuali. Anche per i prossimi tre mesi si preannuncia un andamento in crescita: l'obiettivo fissato dalla società è una chiusura dell'anno con un margine operativo lordo in aumento del 4-5%. E il bilancio di questi nove mesi fa presagire che tale proposito verrà centrato.

Flavio Cattaneo: formazione e percorso professionale

Amministratore Delegato di Telecom Italia, Flavio Cattaneo si laurea in Architettura presso il Politecnico di Milano. Successivamente si specializza in gestione aziendale, ricoprendo incarichi di responsabilità all'interno di importanti realtà industriali italiane attive nei settori delle costruzioni, del real estate, dei servizi, delle nuove tecnologie, del facility management e radiotelevisivi. Nel 1999 viene nominato Vicepresidente e componente del Comitato esecutivo di AEM S.p.A. e, nello stesso anno, diventa Presidente e Amministratore Delegato di Fiera Milano S.p.A. Nel 2003 RAI S.p.A. gli affida l'incarico di Direttore Generale, ruolo che ricopre fino al 2005, quando viene nominato Amministratore Delegato di Terna S.p.A. Nel periodo che va dal 2006 al 2015, Flavio Cattaneo è anche Presidente di Terna Participaçoes S.A. (2006 - 2009) e Consigliere Indipendente di Cementir Holding S.p.A. (2008 - 2015). Prima di approdare a Telcom Italia in qualità di CEO, è stato Amministratore Delegato di NTV S.p.A.. Dal 2014 è anche Consigliere di Telecom Italia.
martedì 6 dicembre 2016
In qualità di docente di discipline economiche e finanziarie, Roberto Mazzei ha insegnato nei più prestigiosi atenei italiani, pubblicando anche saggi e articoli sulle riviste più qualificate del settore.


Roberto Mazzei: l'affermazione in ambito accademico

Roberto MazzeiÈ l'Università Bocconi di Milano, dove si laurea nel 1986 in Economia aziendale, ad accompagnare la crescita professionale nel mondo accademico di Roberto Mazzei, tra i massimi esperti in materia. Si iscrive all'Albo dei Dottori Commercialisti ma decide di intraprendere la strada dell'insegnamento. Dopo alcune esperienze al fianco del Professor Mario Massari alla Bocconi e all'Università della Calabria, nel 1988 entra come Assistente nell'Area Finanza Aziendale e Immobiliare della SDA Bocconi. Promosso Docente Junior, nel 1994 diventa Senior. Vi lavora fino al 2006, alternando collaborazioni in altri atenei come l'Università Ca' Foscari di Venezia (1991), l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano (1990 - 2002). Dal 2002 opera presso l'Università di Sassari in qualità di Professore Associato di Finanza Aziendale. Tra il 2012 e il 2013 ha inoltre lavorato all'Università Roma 3. Roberto Mazzei ha scritto diversi saggi e working papers, pubblicati su autorevoli riviste del settore.

Roberto Mazzei: principali esperienze in campo manageriale e consulenziale

La docenza è solo uno dei settori che costituisce la carriera di Roberto Mazzei. Il professionista ha fatto fruttare le competenze sviluppate in ambito economico e finanziario anche operando a livello manageriale in diverse società. La prima è Medinvest S.p.A., che ha fondato nel 1995 insieme ad altri partner: cinque anni dopo diventerà Medinvest International SA, importante realtà attiva nell'Investing, partecipata anche da UBI Banca, Allianz e Università Bocconi. Nel 2010 diventa Presidente di Principa SGR (già Quantica), società leader in Italia nel settore degli investimenti venture capital. I notevoli risultati raggiunti gli conferiscono sempre più prestigio, tanto che in questi anni viene chiamato a collaborare come Sindaco o Amministratore in importanti aziende come Alenia Aeronautica (2003 - 2012), Ansaldo Breda (2012 - 2014), Snam (2007 - 2013), Eni, Falck Energy. Nel maggio scorso è stato eletto Sindaco effettivo nel rinnovato Collegio sindacale di Enel S.p.A., incarico che ricoprirà fino all'approvazione del bilancio dell'esercizio 2018. Nel corso della sua carriera trentennale Roberto Mazzei ha operato anche per conto di commissioni ed enti istituzionali: tra questi l'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato che ha guidato dal 2009 al 2011 in qualità di Presidente.
giovedì 1 dicembre 2016
Professore presso l’Università Tor Vergata di Roma e titolare dello Studio Legale Malinconico, Carlo Malinconico è intervenuto a un convegno a Cava de’ Tirreni per ribadire la sua posizione a sostegno del SI alla riforma costituzionale.

Carlo Malinconico e le ragioni del SI

Carlo Malinconico, Titolare dello Studio Legale MalinconicoLa riforma costituzionale, al centro di molti dibattiti e convegni politici, rappresenta un punto focale nella storia della nostra Repubblica. Il Referendum del 4 dicembre sarà un importante banco di prova per gli italiani, chiamati ad esprimersi a favore o meno della modifica di un documento che è stato parte integrante della nostra storia. Sull'argomento si è tenuto, in particolare, un incontro all'Hotel Holiday Inn di Cava de' Tirreni per dibattere delle ragioni a sostegno del SI e del NO. Tra gli ospiti illustri, intervenuti in favore del cambiamento, anche Carlo Malinconico, docente presso l'Università Tor Vergata di Roma e titolare dello Studio Legale Malinconico. L'avvocato è sostenitore del Si in quanto ritiene sia necessario svoltare, eliminando una serie di eccessi che portano, per esempio, alla presentazione di un numero altissimo di decreti legge, evidenziando un rapporto non idilliaco tra potere esecutivo e Parlamento. Malinconico, inoltre, vede nel mutamento del Bicameralismo del Titolo V un modo per semplificare il procedimento legislativo, accelerando le tempistiche di decisione.

Carlo Malinconico: biografia e tappe del percorso professionale

Classe 1950, nato a Roma, Carlo Malinconico si forma in ambito classico prima di laurearsi in Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Milano. Ottenuta l'abilitazione alla professione legale nel 1976, viene nominato subito dopo Procuratore dello Stato e Uditore Giudiziario. Dal 1980 al 1985 è Avvocato dello Stato presso la sede di Milano, mansione con funzioni di difesa e che prevede la fornitura di consulenza legale a Stato e Regione in materia di cause civili, penali e amministrative. Nel 1984 diviene, dopo aver superato un concorso impegnativo, Consigliere di Stato, ruolo che rivestirà per circa 20 anni. Seguono importanti cariche a livello pubblico e legale: Consigliere Giuridico presso gli uffici legislativi del Ministero della Marina Mercantile, della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero dei Trasporti, del Ministero del Tesoro (1986 - 1990); Capo Ufficio Legislativo del Ministero delle Partecipazioni Statali e del Tesoro (1990 - 1996); Consigliere Giuridico dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (1992 - 1997). Esperto dell'Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas dal 1998 al 2001, Carlo Malinconico diventa Direttore Generale tra il 2001 e il 2002. Nominato Segretario della Presidenza del Consiglio dei Ministri nel 2006, dal 2011 al 2012 è Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Titolare dello Studio Legale Malinconico, fondato nel 2003, è docente Universitario presso l'Università Tor Vergata di Roma, dove insegna Diritto dell'Unione Europea.
mercoledì 30 novembre 2016
Il primo semestre del 2016 non riporta per Telecom Italia solamente risultati sul fronte finanziario, dichiara il Presidente Esecutivo Giuseppe Recchi al Corriere della Sera, bensì importanti traguardi sul fronte del progresso per il Paese.

Il primo semestre di Telecom Italia nelle parole del Presidente Esecutivo Giuseppe Recchi

Giuseppe Recchi, Presidente Esecutivo di Telecom ItaliaGiuseppe Recchi rimarca con orgoglio la superiorità tecnologica di Telecom Italia. Intervistato dal Corriere della Sera, il Presidente Esecutivo della società di telecomunicazioni fornisce una lettura del primo semestre 2016 a breve distanza dalla pubblicazione dei dati ufficiali, focalizzando la propria attenzione sulle azioni concrete compiute dalla società, piuttosto che sulle comuni elucubrazioni sul fronte finanziario, solitamente avanzate. In merito alla chiusura del primo semestre, il Presidente lascia trapelare ottimismo, per quanto non in grado di anticipare i dati ufficiali, ma gli aspetti che intende mettere in evidenza riflettono quello che per Giuseppe Recchi è lo status di Telecom Italia per la popolazione italiana, ovvero la porta di accesso per il digitale e per l'avanzamento tecnologico che vi gravita attorno - si parla di connessione veloce, di 5G e di sviluppo dei contesti urbani. Operazioni rese possibili dall'ammontare di investimenti che Telecom Italia opera all'interno del Paese, attestandosi quale primo investitore in Italia: è già partito il test dei mille mega all'interno di cinque comuni italiani e la previsione di copertura territoriale nazionale è prevista salire all'84% entro il 2018. Un piano per lo sviluppo e l'accresciuta competitività di territorio e di aziende.

Giuseppe Recchi: il percorso professionale dagli esordi ai successi di natura dirigenziale

Presidente Esecutivo di Telecom Italia e Presidente della Fondazione Telecom Italia a partire dal 2014, Giuseppe Recchi ottiene tali cariche con il voto della maggioranza schiacciante degli azionisti. La carriera che lo conduce ai vertici della compagnia di telecomunicazioni italiana lo vede esordire professionalmente presso Recchi Costruzioni Generali, impresa di famiglia specializzata in opere infrastrutturali ed attiva in ambito sia nazionale che internazionale. Riceve la nomina ad Amministratore Delegato per quel che riguarda le attività estere dell'impresa stessa, oltre a ricoprire la carica di Presidente Esecutivo della succursale Recchi America Inc., con sede negli Stati Uniti. Proprio negli USA prosegue il suo percorso professionale, quando nel 1999 entra in una delle maggiori multinazionali mondiali, ovvero General Electric, con la quale avvia una collaborazione che si protrarrà per dodici anni. Nel 2004, infatti, viene nominato Presidente della filiale italiana, per poi divenire in un secondo momento Amministratore Delegato di GE South Europe. Nel 2011 viene eletto il più giovane (dopo il fondatore Enrico Mattei) Presidente di Eni. Giuseppe Recchi convoglia la propria esperienza e le proprie competenze all'interno del libro «Nuove energie. Le sfide per lo sviluppo dell'occidente», pubblicato nel 2014 con edizione di Marsilio.
Nel corso del convegno “La riforma costituzionale: le ragioni di una scelta”, l’Avvocato Carlo Malinconico è intervenuto per esprimere il suo punto di vista, auspicando un esito positivo nell’ottica di un cambiamento del nostro Paese.

Referendum Costituzionale: l'Avvocato Carlo Malinconico tra i sostenitori del SI

Carlo Malinconico, Titolare dello Studio Legale MalinconicoManca meno di un mese al Referendum Costituzionale e aumentano i convegni di approfondimento e riflessione per offrire la migliore informazione possibile ai cittadini. Tra questi si è tenuto a Cava De' Tirreni un incontro organizzato dal locale Comitato del SI, nato dalla necessità di confrontarsi sull'argomento. "La riforma costituzionale: le ragioni di una scelta" ha visto la partecipazione di una serie di relatori che hanno dibattuto su un tema molto importante, ovvero se sia auspicabile o meno modificare la nostra costituzione. Tra i sostenitori del SI è intervenuto Carlo Malinconico, docente all'Università Tor Vergata di Roma e titolare dello Studio Legale Malinconico. L'Avvocato si è schierato a sostegno della riforma per la necessità del cambiamento: in un momento come quello attuale, il futuro del nostro Paese dipende principalmente da questo. Solo attraverso una modifica delle contraddizioni che creano uno stallo si può effettivamente andare avanti, cercando di rimanere al passo con i tempi.

La carriera professionale di Carlo Malinconico, titolare dello Studio Legale Malinconico

Originario di Roma, classe 1950, Carlo Malinconico si laurea in Giurisprudenza nel 1972 presso l'Università degli Studi di Milano. Dopo aver superato l'esame di abilitazione all'esercizio della professione legale (1976), diventa Procuratore dello Stato e, successivamente, Uditore Giudiziario e Avvocato dello Stato. Nel 1983 passa con successo il più impegnativo dei concorsi pubblici diventando Consigliere dello Stato, carica che ricopre per oltre vent'anni. Dal 1986 al 1990 viene chiamato ad assumere il ruolo di Consigliere Giuridico presso gli uffici legislativi di diversi Ministeri, rivestendo in seguito la posizione di Capo Ufficio Legislativo per il Ministero delle Partecipazioni Statali e per quello del Tesoro. In questo periodo è anche Consigliere Giuridico dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Nominato Esperto dell'Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas nel 1998, Carlo Malinconico diventa Direttore Generale nel 2001 e 2002. Titolare dal 2003 dello Studio Legale Malinconico, durante il secondo Governo Prodi è Segretario Generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri e riveste, successivamente, la carica di Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri del Governo Monti. Insignito della prestigiosa Onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana, insegna all'Università Tor Vergata di Roma.
Roberto Mazzei, nel corso della propria carriera, ha collaborato con i più prestigiosi atenei italiani svolgendo contemporaneamente la professione di Dottore Commercialista e Revisore Legale.

Iter accademico di Roberto Mazzei

Roberto Mazzei, docente dell'Università degli Studi di SassariRoberto Mazzei, originario di Lamezia Terme (provincia di Catanzaro), nasce nel 1962 e si trasferisce a Milano per poter frequentare l'Università Commerciale Luigi Bocconi conseguendo la Laurea in Economia Aziendale. Una volta ottenuta la specializzazione in Finanza Aziendale, supera l'Esame di Stato iscrivendosi all'Albo dei Dottori Commercialisti di Roma. Contemporaneamente ottiene l'abilitazione per esercitare la professione in qualità di Revisore Legale. Nel 1988 inizia la carriera accademica coadiuvando il Professor Mario Massari presso l'Università Bocconi di Milano e l'Università della Calabria. A seguito di ulteriori partecipazioni a corsi di ricerca scientifica e di didattica, inizia a collaborare in qualità di Assistente dell'Area Finanza Aziendale e Immobiliare presso la SDA Bocconi. Successivamente ottiene la promozione al ruolo di docente iniziando a collaborare con alcune fra le università più prestigiose in Italia: Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Università Ca' Foscari di Venezia, Università Roma 3, SDA Bocconi. Oggi Roberto Mazzei è professore associato di Finanza Aziendale presso l'Università di Sassari. Nel corso degli anni ha scritto numerosi saggi, articoli e working papers pubblicati all'interno delle più importanti riviste del settore.

L'esperienza di Roberto Mazzei come consulente finanziario

Oltre all'attività accademica, la carriera di Roberto Mazzei beneficia di una lunga esperienza come consulente. Insieme a Paolo Opromolla, Angelo Catapano e ai Professori Luigi Guatri e Mario Massari, nel 1995 fonda Medinvest S.p.A. La società è specializzata nel fornire assistenza riguardo a operazioni di finanza straordinaria. Nel 2000, grazie a capitali provenienti da operatori finanziari del calibro di Vittoria Assicurazioni, Allianz, Mittel, UBI Banca e Università Bocconi, l'attività si evolve in merchant bank cambiando il nome in Medinvest International SA. La società si contraddistingue per le attività di investimento finalizzate allo sviluppo del capitale di realtà industriali come Prestitalia, IMA, Twice Sim, Between e Belfe. Grazie al sostegno di partner esterni, nel corso di quindici anni Medinvest International SA ha contribuito alla realizzazione di importanti operazioni di finanza straordinaria: oltre alla quotazione in Borsa di numerose società, il gruppo ha seguito la cessione di Valentino Fashion Group, la joint-venture fra Ilte e Poste Italiane, la cessione di Camuzzi Gas all'ENEL e il passaggio di Virgilio a De Agostini e Seat PG. Roberto Mazzei ha inoltre ricoperto una serie di incarichi prestigiosi fra i quali: Presidente di Quantica SGR (2010-2014), Presidente dell'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (2009-2011), Sindaco di Falck Energy, Sindaco di SNAM Rete Gas S.p.A., Sindaco di ENI Fuel Nord e Consigliere d'Amministrazione per Alenia Aeronautica S.p.A.
Torna con il segno positivo il fatturato di Telecom Italia per il terzo trimestre: il cambio di rotta operato dall’Amministratore Delegato Flavio Cattaneo garantisce una decrescita dell’indebitamento finanziario pari a 779 milioni di Euro. 

Utili a nove mesi per 1,5 miliardi di Euro: gli effetti del piano Flavio Cattaneo

Flavio Cattaneo, Amministratore Delegato di Telecom ItaliaRicavi consolidati pari a 4,8 miliardi di Euro, riduzione dell'indebitamento finanziario netto di 779 milioni di Euro e la prospettiva di confermare i target stabiliti per il 2016: sono questi i più importanti risultati conseguiti da Telecom Italia nell'ultimo trimestre grazie al piano varato dall'Amministratore Delegato Flavio Cattaneo. Era dal 2007 che non si registravano dati così soddisfacenti, un segnale di come il turnaround stia procedendo a passo spedito. La ricerca dell'efficienza ha influito positivamente, infatti, anche sui ricavi. Il management si è impegnato a fondo per assicurare a tutti gli azionisti risultati in linea con le loro aspettative e il lavoro è andato a coinvolgere tutte le aree produttive. Ad oggi, la rete mobile 4G è in grado di coprire il 95% della popolazione e la rete fissa il 56%. Dati che segnano il raggiungimento con largo anticipo dei target previsti entro la fine del 2016. Una conferma dell'obiettivo di crescita organica «low single digit», basata sul progressivo miglioramento della performance operativa e la conseguente riduzione dell'indebitamento.

Le tappe del percorso professionale di Flavio Cattaneo

Amministratore Delegato di Telecom Italia, Flavio Cattaneo ha ricoperto ruoli di responsabilità in importanti realtà del panorama industriale italiano e internazionale. Formatosi al Politecnico di Milano, dove si laurea in Architettura, si specializza successivamente nella gestione aziendale e sviluppa una serie di competenze che gli torneranno utili nelle tappe future del percorso professionale. Nel 1999 viene nominato Vicepresidente e componente del Comitato esecutivo di AEM S.p.A., ricoprendo nello stesso anno la carica di Presidente e Amministratore Delegato di Fiera Milano S.p.A. Nel 2003 entra in RAI S.p.A. in qualità di Direttore Generale, incarico che mantiene fino al 2005, anno in cui diviene Amministratore Delegato di Terna S.p.A. Nell'arco di tempo che va dal 2005 al 2014, Flavio Cattaneo è anche Presidente per Terna Participaçoes S.A. e Consigliere indipendente presso Cementir Holding S.p.A. Tra il 2014 e il 2016 è Consigliere indipendente di Generali Assicurazioni S.p.A. e CEO di NTV S.p.A. Il 30 marzo del 2016 viene nominato Amministratore Delegato di Telecom Italia, dopo aver svolto il ruolo di Consigliere già a partire del 2014.